Dentro una vita è il racconto di una non-vita consumata tra quattro mura. Episodi drammatici, sconvolgenti, raccontati dallo stesso protagonista e documentati da una ricchissima cronaca giudiziaria e processuale.
La copertina del libro
Quando fu arrestato l’ultima volta, il 7 giugno del 1984, Vincenzo Stranieri aveva 24 anni. Oggi di anni ne ha 49 e il suo conto con la giustizia è ancora aperto. Il boss manduriano che per la magistratura e i collaboratori di giustizia è stato il numero due della Sacra corona unita, la potente «quarta mafia» italiana fondata da Pino Rogoli, è ancora considerato uno dei 430 criminali più pericolosi e irriducibili d’Italia. Per questo è sottoposto al regime di carcere duro conosciuto come 41 bis. Non sta scontando ergastoli, non ha condanne per omicidio ma nessuno è ancora in grado di dire quando tornerà libero.
Dentro una vita è la storia di un bullo di paese che cresce e si trasforma in un temuto boss. Dall’adesione alla Camorra di Raffaele Cutolo alla direzione della Scu sino alla fondazione della Rosa dei Venti. Il rapimento di Annamaria Fusco, gli attentati, i rituali di affiliazione, i verbali dei pentiti, i processi e gli arresti infiniti ricordati da Stranieri e descritti da Nazareno Dinoi.
“Io ho già pagato per un sequestro, non ho ammazzato nessuno, non ho commesso stragi e non ho mai minacciato la libertà democratica; ho trascorso la vita in carcere, se mi si vuole dare una possibilità d’inserimento, dimostrerò che sono cambiato”.
(Carcere di Spoleto, 28 aprile 2007)
“Qui stiamo venti ore al giorno in cella, a poltrire. Moltiplicato per 25 anni, di cui 17 di carcere duro del 41 bis, è davvero un’enormità. Per fare cosa? Dicono per farci recidere i contatti con l’esterno, ma quanto meno ci diano il modo di non perdere la ragione: venti ore al giorno per venticinque anni a guardare il soffitto: a cosa e a chi serve tutto questo?”
(Carcere di massima sicurezza di L’Aquila, aprile 2009)
L’uscita del libro è prevista per febbraio-marzo 2010. E’ possibile prenotare una o più copie mandando un’email a: dentrounavita@virgilio.it









Ciao Mita,
e’ stato un piacere anche per me conoscere te,Maria luce,Michele Bizzotto, Alfredo Cosco,ecc…In giro persone come voi che lottano per la riabilitazione e per i diritti umani ce ne sono poche…hai detto bene la giustizia si trasforma in una velata vendetta…ma non con tutti….
ANNA
Ciao Anna noi non ci conosciamo ma mio papà Benedetto cugino di tuo padre Vincenzo se lo ricorda bene in quanto da ragazzino spesso se lo portava con lui al lavoro all’epoca faceva l’idraulico e sempre mi racconta di tutti gli scappellotti che gli dava quando voleva fare il bulletto e non ne voleva sapere di fare niente…..da allora di anni ne sono passatio tantissimi ma mio padre spesso lo ricorda come se fosse ieri; ora io non sto a giudicare quello che lui ha fatto anche perchè per questo ci sono i tribunali ovviamente mi auguro che presto tu lo possa riabbracciare visto che in giro c’è tanta gente che ammazza…stupra …e non solo a cui vengono date delle pene decisamente ridicole….in bocca lupo…..per tutto……ciao!
cara gabriella nn ti conosco e forse e meglio nn conoscere certa gente cme te …perche a quanto pare sei una cn la puzza sotto il naso….cmq nn so perche ti permetti di giudicare la famiglia stranieri in questo modo senza che neppure la cnosci….devi sapere che anna la figlia di vincenzo stranieri va a lavorare e maca tutto il giorno da casa….fa un lavoro che nemmeno un uomo durerebbe…se e cme dici tu…che fanno la bella vita perche nn stare a csa cn i propri figli????????conosco anna e famiglia da una vita sono persone umili cme noi tutti… senza pregidizi…e ti dico una csa tutte le volte che ho avuto bisogno …io personamente si sono fatte in 4 per me..e gente che lavora nn puoi mettere lo stemma per sbagli fatti in passato….ti chiedo di accertarti prima di sparare cazzate …grazie dorella caldeo
Visto per due volte,la redazione ha pensato,di non pubblicare,ho scelto la gazzetta del mezzogiorno per continuare a scrivere.Grazie.Ma come fate a parlare di Stranieri,se viene descritto come “boss”,già dalla redazione.
ANNA su Parla la moglie del boss: “Così vogliono annientare mio marito”
Ecco quanto si legge come commento nel sito.
BOSS!!!
Meditate
non vi piaceva il mio commento?
Ciao Antonella,ti ringrazio per avermi raccontato qualche marachella di papa’ riguardante la sua infanzia,sai conosco ben poco della sua infanzia.Quello che dici e’ vero c’e’ gente che ammazza e dopo 1 anno e’ fuori.Mi auguro solo che tutto questo finisca al piu’ presto.
Cara Gabriella,la parola BOSS e’ stata data grazie alle persone come te,cmq se la redazione ha scritto Boss perche’ all’epoca era identificato tale per i reati che li hanno contestato e cmq la redazione ha conosciuto abbastanza bene STRANIERI VINCENZO e’ certo nn e’ un Boss ora! Se avesse tanto potere certo non avrebbe chiesto aiuto ai suoi cari.NON CREDI? buonagiornata Gabriella
vorrei sapere se e vera la storia di tuo padre che lo vogliono uccidere e quanto resta da scontare a tuo padre grazie
cara gabriela nn so perche nel tuo cuore ce tanta rabbia e cattiveria…..non lo so erche definisci stranieri BOSS avra pure sbagliato in passato,tutti sbagliamo ma nn mi sembra giusto mettere il marchio a una persona per tutta la vita……….sei la clssica manduriana……cn la puzza sotto il naso…… per fotuna digente cme te ce ne poca in giro…….grazie dorella
Mario e’ tutto vero….quanto li rimane lo sa’ solo dio….ciao
ciao quando esce il libro fatemi sapere ciaooooo
Non si puo privare a vita la libertà di una persona.Penso che Stranieri abbia pagato piu del dovuto con tantissimi anni di 41 bis,adesso e ora che lo lasciassero libero e fargli fare una vita dignitosa facendolo reintegrare nuovamente nella società.
E’ vero cio’ che dici Domenico pero’ purtroppo c’e’ ancora gente che non la pensa come noi…e fa di tutto per distruggerlo e mettere ko anche chi gli sta vicino. Hai visto al nostro amico giornalista cosa gli e’ successo per aver scritto un libro su papa’? e cosi’ fanno per tutto….
Esprimo tutta la mia solidarietà per il tuo povero papà,purtroppo oggi ce tanta gente codarda che si e macchiata di indignosi delitti,e purtroppo e già di fuori.Tuo padre sta pagando un prezzo molto alto la sua lealtà .LEALTA’ che si ritrova negli uomini veri, veri come il tuo papà.
Io conosco Vincenzo ma non è di questo che voglio parlare la cosa che non riesco a capire è una sola.
Ci sono delle leggi,perchè non vengono applicate?
Oppure perché non sono per tutti uguali possibile che chi le deve applicare ha la facoltà di farlo come vuole, ma le regole ci sono o non ci sono?
Buongiorno Gianluca, le leggi in Italia ci sono ma non vengo applicati a tutti nello stesso modo, perche’ per lo Stato italiano o meglio dire per i magistrati non siamo tutti uguali anche se nelle aule c’e’ inciso “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”
cara Anna e caro Gianluca, le leggi penali in Italia ci sono, e sono anche delle brutte leggi…o meglio, si sono penalizzati tanti reati anche gravi..ma gli unici reati rimasti ancora puniti molto gravemente sono quelli di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti aggravati dall’associazione mafiosa, sequestro a scopo di estorsione…e questi reati purtroppo a quanto pare sono stati commessi da Stranieri. Lo dicevo anche in un commento mio, di qualche mese fa, che per lo Stato italiano dal 1992, il delitto di associazione mafiosa è una sorta di marchio indelebile, ecco perchè oltre al comune regime carcerario vengono applicate le numerose restrizioni che comporta il 41bis. Il cumulo di pene previsto dal tribunale è corretto, in base ai suoi capi di imputazione, anche se ritengo prive di fondamento le accuse che gli sono state mosse dal ministro alfano..circa la sua possibilià di riagganciare rapporti con altri esponenti della malavita, dato che sono o morti o detenuti.
Vorrei sapere da Anna il motivo per cui tuo padre non si sia mai pentito..in tal caso avrebbe ricevuto uno sconto notevole di pena.
Grazie
Caro andrea tutto quello che dici e vero quello che voglio dire io è
le leggi buone ho brutte che siano devono essere applicate a prescindere dai reati un articolo del codice penale dice che una persona non condannata all’ergastolo non puo fare piu di 30 anni di carcere non dice che se condannato per reati gravi non applichiamo
questa norma quindi come la mettiamo?
Se proprio nn l abbiamo costretto a diventare un criminale,l abbiamo sicuramente aiutato a restarlo…parlo per la grande maggioranza degli uomini e delle donne che patiscono lo stesso destino;parlo per tutti coloro che verranno,che seguiranno le sue orme e che non avranno pace finchè noi,fuori,non diventeremo più illuminati e più umani.
Ciao Emanuela,condivido con te’ cio’ che hai scritto,infatti mio padre se e’ diventato L’ IRRIDUCIBILE VINCENZO STRANIERI solo per l’opinione pubblica sono stati loro a farlo crescere in questo modo.