MANDURIA – Sarà trasferito a Manduria don Antonio Longo, il parroco del Santissimo Salvatore di Erchie punito dal vescovo di Oria perché aveva realizzato una struttura nella sua chiesa senza avere informato la curia. Per questo da sacerdote è stato declassato a padre spirituale. Il religioso 37enne che è originario di Latiano prenderà posto a Manduria presso la confraternita della Chiesa dell’Immacolata e sarà cappellano delle suore di Sava. Il provvedimento disciplinare, disposto dal vescovo della diocesi oritana, monsignor Vincenzo Pisanello, sarà eseguito dopo il 25 settembre.
Don Longo paga così la costruzione di un gazebo da 20mila euro fatto costruire nel piazzale della chiesa di via Cristoforo Colombo ad Erchie interamente finanziato con le donazioni dei fedeli. Una struttura utile per rinfrescare gli ambienti sacri esposti al sole che potrebbe essere demolita perché il parroco non si è rapportato con i suoi superiori. Non è invece dato sapere se il gazebo abbia ottenuto l’autorizzazione comunale o se è del tutto abusivo.








Se il gazebo era abusivo, sicuramente il parroco è stato trasferito nel paese giusto !!!
Esprimo solidarietà a Don Antonio, per averlo potuto apprezzare direttamente durante la sua permanenza nella parrocchia di San Luigi a Sava. Se un appunto gli si può muovere è da ricercare nel suo attivismo. Il vescovo si occupi di cose ben più gravi, come l’allontanamento dei giovani dalla chiesa e la quasi totale assenza di conversioni, oltre alla disattenzione per i problemi degli “ultimi”. Forza Donnantò! passerà anche questa. Giuseppe.
Il Vescovo dovrebbe riflettere! Ben ha fatto il sacerdote a costruire ol gazebo. Il vescovo è andato mai a S. Pietro in Bevagna durante la celebrazione della Messa?. E’ Uno schifo! Anzichè spendere miliardi a S. Cosimo alla Macchia( feudo della Curia di Oria) avrebbero potuto distribuire le risorse nelle Parrocchie più disagiate! Meditate gente! Meditate!
@Nicola: “MI PIACE”
ANZI ” MI PIACI”
Mi spiace contraddire le vostre opinioni, ma Don Antonio non è stato un santo come viene descritto da alcuni troppo affezionati all’ambiente ecclesiastico. Innanzitutto quei soldi avrebbe potuto gestirli diversamente, non pensando all’ombreggiamento del sagrato costruendo strutture inutili in un momento in cui la gente muore di fame! Poi ci sono tante altre cose che ho potuto constatare in prima persona e che non posso rivelare per una questione di privacy ma credetemi che non è quello che sembra. Meditate voi!