TARANTO — La prima sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza emessa dal Tribunale della Libertà di Taranto del 20 giugno scorso che confermava la misura cautelare in carcere firmata il 26 maggio dal gip, Martino Rosati, nei confronti di Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Mamma e figlia sono entrambe in carcere con l’accusa di avere ucciso la quindicenne Sarah Scazzi, loro parente. La stessa corte romana ha annullato con rinvio anche l’attribuzione dello stesso tribunale dell’appello del sequestro di persona. Tutto ora passa nuovamente nelle mani dei magistrati tarantini i quali dovranno tenere conto delle eccezioni che i supremi giudici riporteranno nelle motivazioni.
La Procura della Cassazione, che in quella sede rappresentava la pubblica accusa, aveva chiesto la conferma delle due misure. Il sostituto procuratore generale, Vito Monetti, aveva chiesto il rigetto di tutti i ricorsi presentati dai difensori: «C’è abbastanza – ha detto in aula – per confermare i gravi indizi di colpevolezza rilevati dai precedenti organi inquirenti e giudicanti». Per i giudici di Piazza Cavour ha prevalso invece la tesi difensiva che punta sulla mancanza di prove e sulla scarsa obiettività dei vari collegi giudicanti. Per l’avvocato Franco Coppi, ad esempio, che con il suo collega Nicola Marseglia difende la più giovane dei Misseri, «l’alibi di Sabrina è consacrato da una serie di telefonate che lei aveva in corso per organizzare una gita al mare: i tabulati certificano – ha detto il penalista – queste chiamate nei momenti in cui, secondo l’accusa, veniva uccisa la povera Sarah Scazzi». «Di assoluta insussistenza di prove e di mere congetture» hanno parlato i difensori di Cosima, Luigi Rella e Francesco De Jaco, i cui interventi sono iniziati con un colpo di scena. Prima che cominciasse l’udienza i due legali hanno fatto notare che al collegio e al sostituto procuratore generale non era stata data copia del ricorso con il quale contestavano la custodia in carcere anche in riferimento all’accusa di sequestro di persona. La discussione è ripresa dopo un’imbarazzante pausa tecnica servita alle parti per studiarsi un minimo le carte.
Quanto accaduto ieri rappresenta un successo per i difensori, che incassano un punto fondamentale che faranno valere in sede di riesame. Un esito insperato che segue il risultato ottenuto pochi giorni prima dagli avvocati Lorenzo Bullo e Raffaele Missere, i quali una settimana fa hanno ottenuto dalla Cassazione analogo annullamento con rinvio delle ordinanze emesse dallo stesso tribunale jonico che riconosce gravi indizi di colpevolezza per i rispettivi assistiti, Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri con il quale rispondono di concorso nella soppressione del cadavere della quindicenne. Ed è su zio Michele che l’avvocato Marseglia chiede di puntare i fari. «Non si può ancora ignorare una figura che soprattutto alla luce di questi ultimi due pareri della Cassazione riveste un ruolo centrale nel processo. Chi si ostina a pensarla diversamente – dice il difensore di Sabrina – non fa altro che mistificare la realtà continuando una tesi fallimentare che non farà bene a nessuno. Lo sforzo di tutti – conclude il legale – deve essere quello di scoprire la verità di Michele».
Nazareno Dinoi sul Corriere del Mezzogiorno
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Ottimo articolo. Aggiungo che se passasse anche l’ istanza di remissione del processo potrebbe essere il Tribunale del Riesame di Potenza a sostenere il giudizio di rinvio e non quello di Taranto. Allo stato attuale delle cose non si sarebbero nemmeno gli estremi per un rinvio a giudizio di Sabrina e Cosima. Il buon senso indicherebbe di concedere quantomeno altri 6 mesi di indagine.
Una mia speranza utopica sarebbe quella di non assistere più ai “ping pong” tra magistrati; ma veder seguire la voce della propria coscienza,seguire il codice della morale e quindi sapere i tre Misseri aprirsi,confessarsi,togliersi il grosso macigno,”ripulirsi”.Dicendo tutta la Verità onorerebbero, almeno in questo modo, la piccola Sarah…Una vita,un futuro è possibile ricostruirlo se si ricomincia dalla lealtà verso il mondo,ma in primis verso sè stessi.
Lo sò………………….è pura utopia.
una telenovela gli avvocati sono in gamba molto bravi tanto di cappello ma mamma e figlia devono pagare per la morte di quella povera ragazza anzi anche se signorina adolescente