Home » Il miniracconto di M. OLIVIERI
Simulazione di reato
Era sempre stato sicuro di se, che cosa era successo ora? Il “posto fisso” si era dimostrato meno fisso di quello che pensava. Aveva acquistato perfino delle proprietà sentendosi sicuro delle sue entra-te, e adesso come faceva? Qualcosa la poteva vendere per tirare a campare, ma una casa in cui abitare gli serviva, un fondo per tirare su qualche soldo coltivandolo… ma non bastava ancora. Ed... [leggi]
Una cena per due
Dopo tanti anni avevamo smesso di festeggiare l’anniversario, in-vece domani saranno venticinque anni. Come è iniziata la nostra storia? Sono passati venticinque anni ma ancora lo devo capire. E il giorno che mi dicesti si andammo a mangiare la pizza da “Brittella”. Adesso mi piacerebbe ripetere l’esperienza. Brittella non c’è più, ma che ne diresti di festeggiare con una cena per due?... [leggi]
Una questione privata
I fratelli erano sempre andati d’accordo, ma quel giorno si senti-vano urlacci partire da quella casa e qualcuno vide volare fuori anche delle suppellettili. Da quel giorno il vecchio Socrate dovette arrangiarsi da solo per tutte le sue necessità. Chiamava i figli, ma quelli non gli rispondevano più. Il vecchio chiese aiuto ai Servizi Sociali, ma gli risposero che era una questione privata quella... [leggi]
Una questione privata
I fratelli erano sempre andati d’accordo, ma quel giorno si senti-vano urlacci partire da quella casa e qualcuno vide volare fuori anche delle suppellettili. Da quel giorno il vecchio Socrate dovette arrangiarsi da solo per tutte le sue necessità. Chiamava i figli, ma quelli non gli rispondevano più. Il vecchio chiese aiuto ai Servizi Sociali, ma gli risposero che era una questione privata quella... [leggi]
Bambole di pezza
Era molto tardi, ma come perdersi quel cielo stellato? Sarei andato volentieri in giro per le campagne, ma non mi sentivo sicuro. Avrei voluto andare in Villa, ma il contrasto dei lampioni non mi avrebbe consentito di ammirare le stelle del cielo. Girai in una strada secondaria che appariva al buio e guardavo il cielo, quando inciampai in una coppia che… Ero stato giovane anche io molti anni fa,... [leggi]
L’ultima scena
Si alza il sipario. Il bimbo era il benvenuto e la felicità è grande. Solo a pochi metri ne nasce un altro che non era il benvenuto. Il bimbo che era atteso viene chiamato Egeo, un nome moderno. Il bimbo che non era benvenuto lo hanno chiamato come il nonno per lucrare qualche cosa, ma nonno Paolo non scuce un cent. La commedia continua. Egeo potrebbe aspirare a diventare “qualcu-no”, ma non... [leggi]
Troppo da dire
I manduriani sapevano che lui aveva parecchie terre, il posto all’Italsider, due persone pensionate nel nucleo familiare e lo gratificavano del titolo di “razzali”. Dall’alto di una posizione economica invidiabile ne diceva di stronzate il razzali! Ma la gente lo lasciava dire e credeva alle sue parole perché a Manduria chi ha soldi ha sempre ragione. Intanto le terre del razzali rimanevano... [leggi]
Per un bicchiere in più
Quella sera Marco avrebbe avuto l’iniziazione. Il gruppo lo aspet-tava nei pressi della discoteca, ma non sarebbero entrati. Uno di loro conosceva qualcuno in grado di procurare loro certe pillole in grado di… e prima bisognava procurarsi quelle e poi si andava in discoteca. Marco però era restio a prendere le pillole. Tuttavia non poteva esimersi dal bere a garganella super alcolici per dimostrare... [leggi]
L’editore
Quando andai da lui mi disse che ero capitato nel posto giusto, che da lì cominciava per me una promettente carriera di scrittore. A me interessava solo rendere pubblici certi miei pensieri. Cominciavo perfino ad essere grato a quell’uomo che aveva il coraggio di darmi spazio. Un altro editore aveva detto che non se la sentiva di pubblicare cose tanto gravi. Sapevo quanto mi poteva costare un’auto... [leggi]
Io non gioco
Cade la pioggia ma non mi ferma. Oggi ho un compito in classe e non mi va di mancare la prova. Perché dici che io non ho bisogno di quel corso di studi?…che ne sai tu? Dici che io con la scuola ci gioco, ma io non gioco. Per me la scuola è una cosa dannatamente seria. Non cerco cultura: io cerco sapere. Mi accorgo che è come se fossi in una stanza con una porta sul fondo. La apro e mi ritrovo... [leggi]







