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Carcere di Taranto rischio di rivolta

Manduria hsGetImage e1340777458208 Carcere di Taranto rischio di rivoltaTARANTO — È stata una notte infernale quella di ieri nel carcere di Taranto. Un black out improvviso e la mancanza d’acqua (che si protrae da giorni) ha scatenato la rivolta dei detenuti e «ha messo a serio rischio la sicurezza del carcere e degli uomini intervenuti per ristabilire la calma». Così Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) ha commentato quanto accaduto nell’istituto già afflitto da gravi problemi di sovraffollamento.
Erano da poco passate le nove quanto la casa circondariale è rimasta al buio a causa di un guasto. A peggiorare la situazione un gruppo di riserva elettrogeno che non ha funzionato. I carcerati hanno iniziato ad urlare e sbattere le pentole contro le inferriate. Poi «sono passati ai fatti concreti cercando di aprire le porte delle celle – è scritto in una nota del Sappe – sbattendo le brande contro i cancelli».
La situazione è andata via via peggiorando quando hanno iniziato a lanciare le bombolette di gas che usano per cucinare nei corridoi delle sezioni detentive oppure dalle finestre. Infine hanno incendiato lenzuola e materassi. «Sono state ore di autentica follia – spiega Pilagatti – in cui poteva accadere di tutto». Il direttore del carcere e il comandante della polizia penitenziaria sono subito rientrati nell’istituto per gestire una situazione diventata ormai incandescente: così sono state avvisate anche le altre forze dell’ordine e di lì a pochi minuti il penitenziario è stato circondato da polizia, carabinieri e soprattutto vigili del fuoco pronti a intervenire. Dopo circa 4 ore il gruppo elettrogeno di emergenza è tornato a funzionare e il carcere, pur se in parte, è stato illuminato. Nelle celle è tornata la luce, l’acqua a singhiozzi ed è tornata anche la calma. Ieri mattina però c’è stato un nuovo accenno di protesta perché alcune celle non si riaprivano a causa dei danni provocati durante la notte. In giornata qualche detenuto è stato accompagnato in ospedale per sottoporsi a controlli e solo nel pomeriggio intorno alle quindici « la situazione è ritornata sotto il totale controllo del personale della polizia penitenziaria». Ma quello dell’elettricità non è l’unico problema che affligge il carcere di Taranto. Ciò che provoca le continue proteste dei detenuti è la mancanza di acqua e, per rimediare almeno in parte all’emergenza, il sindaco di Tarano ha disposto l’invio di autobotti. L’Acquedotto Pugliese ha poi comunicato che la rete idrica funziona regolarmente. «La protesta dei detenuti – aggiunge il segretario del Sappe – poteva avere conseguenze molto più gravi – il personale si è trovato a gestire una situazione assai pericolosa. A questo va aggiunto il problema del sovraffollamento. Il carcere tarantino può contenere 320 detenuti, ma allo stato attuale ce ne sono il doppio».
Sulla rivolta è intervenuto anche il segretario nazionale dell’Ugl Polizia penitenziaria, Giuseppe Moretti. «Solo grazie al tempestivo intervento degli agenti di polizia penitenziaria, molti dei quali richiamati in servizio, si è evitato il peggio. Quanto accaduto a Taranto è anche il risultato di oltre tre anni di riduzione nell’erogazione dei fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture penitenziarie. Per la sicurezza degli agenti e dei detenuti di Taranto – conclude il sindacalista – e di tutta Italia, l’Ugl Polizia Penitenziaria ha avviato una mobilitazione nazionale annunciando manifestazioni davanti a tutte le strutture carcerarie e nei siti destinati a nuovi edifici».
Angela Balenzano

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commenti

7 Commenti a " Carcere di Taranto rischio di rivolta "

  1. Marinella says:

    Sono d’accordo con Antonio. Ok rispettare i diritti dei carcerati, ma occorre la collaborazione degli stessi affinché la loro vita da reclusi possa migliorare. Liberarli tutti (o quasi)? No di certo, altrimenti sarebbe troppo comodo e i loro reati resterebbero impuniti. All’anonimo dico che a nessuno farebbe piacere avere parenti in carcere, e non tanto per la reclusione in sé, ma per i motivi che l’avrebbero preceduta.
    Marinella

  2. Antonio says:

    Anonimo nn mi ribasso a parlare cn gente cm te…..di sicuro te lo ripeto di giustizia ne só più di te….. Quindi io di reati non ne ho commessi x poter pagare con la galera….. Anzi…… Comunque le tue parole le ho già sentite “innocente sono x sbaglio mi hanno preso ecc…” ciao ciao

  3. anonimo says:

    caro antonio tu che parli tanto sei percaso andato a visitare i detenuti tanto che vai cosi sicuro comunque devi sapere che nel carcere ci sono persone innocenti e chi commete veramente reati si trovano di fuori caso mai uno di questi persone che commete questi reati sei proprio tu by anonimo

  4. Antonio says:

    Tranquillo caro anonimo ne só sicuro molto più di te…….se la gente ha sbagliato deve pagare cn la galera……quindi camminare muti e fatti la galera….

  5. Anonimo says:

    Ma tu cosa ne sai ? Comunque ti auguro che non sucede mai a qualche tuo figlio o qualche tuo parente xche solo all’ora potresti capire cosa significa avere un parente richiuso li dentro e magari sapere che vengono tratati come bestie io sai chi traterei come bestie coloro che anno abusato di bambini e donne , quelli che uccidono bambini innocenti quelli caro Antonio dovrebbero marcire dentro

    by Anonimo

  6. antonio says:

    invece di dire fesserie vincenzo vedi cosa fanno i detenuti all’interno delle celle…..come ad esmepio aprire i rubinetti dell’acqua e buttar via al giorno quintali….e poi è normale che nelle docce non ci sia acqua……quindi i primi a non voler una vita civile sono proprio loro perchè come al solito basta una piccola situazione a far scatenare l’inferno nelle carceri….quindi si facessero la galera come si deve perchè i primi a non essere CIVILI sono loro…….

  7. Vincenzo A says:

    quando viene a mancare la garanzia per una vita CIVILE nelle carceri, vuoldire che lo Stato ha fallito.In questo caso… liberate tutti i carcerati allinfuori di quelli che hanno commesso reati infamanti come… violenza alle Donne e Bambini.

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