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Avetrana passa a Lecce. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto

Manduria  Avetrana passa a Lecce. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decretoMANDURIA – “Il comune di Avetrana è spostato dalla provincia di Taranto a quella di Lecce”. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri che ha approvato definitivamente il decreto sul riordino delle Province italiane. Oltre ad Avetrana, passano a Lecce i comuni brindisini di Cellino San Marco, Erchie, Mesagne, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Torre Santa Susanna.  “In sede di riconversione del presente decreto legge – si legge nel documento diffuso in queste ore – si terrà conto di ulteriori iniziative assunte da altri comuni ai sensi dell’articolo 133, primo comma, della Costituzione, sentite le Regioni interessate”. E qui si accendono le speranze dei manduriani che hanno espresso la volontà di passare nel capoluogo salentino.

Con l’approvazione del decreto (di cui vi proponiamo la relazione con cui il ministro lo ha presentato), la  macchina amministrativa si dovrà muovere con rapidità per rispettare tutte le scadenze: dal 1° gennaio prossimo le giunte delle Province italiane saranno soppresse e il presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 consiglieri provinciali.

Entro il 30 aprile 2013, le Province oggetto di riordino dovranno «realizzare la ricognizione dei dati contabili ed economico-finanziari, del patrimonio mobiliare, incluse le partecipazioni, e immobiliare, delle dotazioni organiche, dei rapporti di lavoro e di ogni altro dato utile ai fini dell’amministrazione, a decorrere dal 1° gennaio 2014, delle Province istituite» si legge nel decreto. Il quadro  dovrà comunque essere pronto  entro novembre 2013; infatti, la data delle elezioni per la costituzione degli organi delle nuove Province è fissata dal ministro dell’Interno in una domenica compresa tra il 1° e il 30 novembre dell’anno 2013.

Redazione

 

LA RELAZIONE DEL MINISTRO CONTENENET IL TESTO DEL DECRETO APPROVATO

“Con lo schema di decreto-legge in esame viene disegnato il nuovo assetto delle province nelle regioni a statuto ordinario, procedendo così al completamento di un iter di riordino che ha preso avvio con l’articolo 23 del decreto-legge n. 201 del 2011, noto come decreto “Salva-Italia”, nel quale i profili investiti sono stati gli organi di governo e le funzioni delle province. La riforma è, poi, proseguita inserendosi organicamente nell’ambito del decreto n. 95 del 2012, c.d. “Spending review”, laddove agli articoli 17 e 18 si prevede, rispettivamente, il riordino delle province, sulla base di requisiti minimi demo-territoriali, e l’istituzione delle città metropolitane. La riforma delle Province, nel suo complesso, dà attuazione al Titolo V, Parte II, della Costituzione, rendendo la loro dimensione territoriale più adeguata alla particolare connotazione quale ente di area vasta. L’iter di riordino previsto dall’articolo 17 su indicato ha stabilito un percorso concertato con le autonomie locali nel rispetto del quadro costituzionale di riferimento e della leale collaborazione istituzionale. Le specifiche scelte volte a concretizzare il riordino dei singoli territori sono state demandate ai Consigli delle autonomie locali di ogni regione o ad analoghi organi di raccordo e alle regioni medesime. I primi sono stati chiamati ad adottare e trasmettere alla rispettiva Regione le ipotesi di riordino entro il 3 ottobre 2012, le seconde ad elaborare le proposte di riordino sulla base delle ipotesi ricevute, trasmettendole al Governo entro il 23 ottobre 2012. All’esito di tale procedura non hanno avanzato alcuna proposta di riordino la Calabria e il Lazio; di conseguenza, per tali regioni occorrerà chiedere il parere in sede di Conferenza Unificata riguardo al riordino delle relative province. Come nel caso del decreto-legge n. 95 del luglio 2012, anche l’intervento con il presente decreto si rende necessario nel quadro della straordinaria situazione di crisi economico-finanziaria ed al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica imposti dagli obblighi europei necessari al raggiungimento del pareggio di bilancio, in un’ottica complessiva di riduzione degli apparati amministrativi fonte di spesa pubblica.

Con il decreto-legge in esame si stabilisce, a regime, che le province devono possedere requisiti minimi determinati con legge dello Stato o con deliberazione del Consiglio dei ministri. In proposito requisiti minimi demo-territoriali sono stati già fissati con la deliberazione del Consiglio dei ministri del 20 luglio 2012 che ha previsto una dimensione territoriale non inferiore a duemilacinquecento chilometri quadrati e una popolazione residente non inferiore a trecentocinquantamila abitanti. Sulla base di tali requisiti, il decreto-legge in esame, concludendo il procedimento di riordino, contiene l’elenco delle province nelle regioni a statuto ordinario come risultanti a decorrere dal 1° gennaio 2014: dalle attuali 86 si passa a 51, comprese le città metropolitane istituite a partire dalla medesima data, con contestuale soppressione delle province del relativo territorio. Viene parzialmente superata, per le città metropolitane di Milano e Firenze, la disposizione contenuta nel comma 2 dell’articolo 18 del decreto-legge n. 95 del 2012 che aveva previsto la coincidenza del territorio della città metropolitana con quello della provincia contestualmente soppressa: infatti la città metropolitana di Milano e quella di Firenze ricomprendono anche, rispettivamente, i territori già appartenenti alle province di Monza e della Brianza e di Prato e Pistoia, che sono contestualmente soppresse. La denominazione delle province risultanti dal riordino riproduce, laddove formulata in modo inequivoco, la proposta avanzata dalla Regione mentre negli altri casi si attiene al criterio della sommatoria, in ordine alfabetico, dei nomi delle province oggetto di riordino. Per quanto riguarda inoltre la città metropolitana di Reggio di Calabria, la sua istituzione è stata differita alla conclusione della procedura di commissariamento ai sensi dell’articolo 143 Tuel. Contestualmente il decreto determina per i comuni indicati in un’apposita tabella, che costituisce parte integrante del decreto, il mutamento delle circoscrizioni provinciali di appartenenza, dando seguito, ai sensi dell’articolo 133, primo comma, della Costituzione, alle iniziative pervenute dagli enti locali interessati. In particolare, i mutamenti ciircoscrizionali, a partire dal 1° gennaio 2014, riguardano i seguenti comuni:

- il comune di Fasano passa dalla provincia di Brindisi alla Città metropolitana di Bari;

– i comuni di Cellino San Marco, Erchie, Mesagne, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Torre Santa Susanna passano dalla provincia di Brindisi a quella di Lecce;

– il comune di Avetrana è spostato dalla provincia di Taranto a quella di Lecce.

In sede di conversione del presente decreto legge si terrà conto di ulteriori iniziative assunte da altri comuni ai sensi dell’articolo 133, primo comma, della Costituzione, sentite le Regioni interessate.

Il decreto-legge indica i criteri per l’individuazione del comune capoluogo di provincia. In materia di disciplina delle modalità elettive dei componenti del consiglio metropolitano, con una modifica al comma 6 dell’articolo 18, si è disposto che i medesimi vengano eletti con le modalità stabilite per l’elezione del consiglio provinciale anche nel caso in cui il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo. Si è prevista una procedura sanzionatoria in caso di mancata adozione dello statuto definitivo della città metropolitana: il consiglio metropolitano viene sciolto con contestuale nomina di un commissario che vi provvede in via sostitutiva e amministra l’ente fino alle nuove elezioni da fissare entro 6 mesi dallo scioglimento. Il decreto in esame effettua anche una precisazione in tema di funzioni delle città metropolitane. Vengono dettate infine una serie di disposizioni transitorie e finali volte a regolare la fase dal 1° gennaio 2013 al 1° gennaio 2014, data di decorrenza degli effetti del riordino delle province e dell’istituzione delle città metropolitane. Gli organi delle province e gli eventuali commissari nominati (per scadenza naturale del mandato, per scadenza del precedente commissariamento o per altri casi di cessazione anticipata del mandato) cessano il 31 dicembre 2013.

Si evidenzia che per la giunta è prevista la soppressione a decorrere dal 1° gennaio 2013: le relative competenze sono svolte dal presidente della provincia che può delegarle ad un numero di consiglieri non superiore a tre. In fase di prima applicazione, per la costituzione degli organi delle province istituite in luogo di quelle pre-esistenti e delle città metropolitane, nonché per il rinnovo degli organi delle altre province, la data per le elezioni è fissata dal Ministro dell’Interno secondo le modalità stabilite nel decreto in esame. A completamento del processo di riordino, il decreto rinvia a successivo Dpcm, adottato sentita l’Upi e previa intesa in sede di Conferenza Unificata, la regolazione di tutti i rapporti giuridici tra la nuova provincia e quelle ad essa pre-esistenti, individuando altresì un percorso ai sensi della normativa vigente per il passaggio del personale. Reca la clausola di invarianza finanziaria. Non viene redatta relazione tecnica in quanto dal presente provvedimento non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

 

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commenti

26 Commenti a " Avetrana passa a Lecce. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto "

  1. Antonio di Avetrana scrive:

    Cari manduriani, per il fatto che noi (avetranesi, manduriani e comuni orientali del brindisino) non centriamo nulla con Taranto, è scontato ed è inutile parlarne.
    Nel brindisino i comuni confinanti con Lecce S.Pancrazio, San Donaci, Cellino, San Pietro V. e Torchiarolo, ma anche Mesagne, Torre SS ed Eerchie, oltre alla ex tarantina Avetrana, l’ultimo CdM con decreto le ha accorpate alla provincia di Lecce. Le altre sono fuori! Brindisi in ritatordo vorrebbe ripensare e passare a Lecce ma non ci sono più i termini. Solo Manduria, di cui il ministero della PA è a conoscenza, potrebbe avere diritto non appena si insediasse il nuoco consiglio comunale a deliberare immediatamente per il passaggio a Lecce. Se non erro questo potrebbe accadere la prossima primavera. Ma nel frattempo, invece di sprecare inutili parole l’unico strumento rafforzante potrebbe essere un referendum a costo zero o quasi (come è stato fatto ad Avetrana anche se non era necessario) i quali risultati inviati al ministero della P.A. potrebbe già anticipare la prossima delibera del futuro C.C. Il tutto potrebbe essere anche accettato vista la situazione di commissariamento che insiste nel vostro comune. Ma ricordatevi, non perdete questo treno, non perdete tempo ed indite il referendum quanto prima possibile e con il dovuto clamore massmediatico.

    In bocca a lupo cari manduriani!

    p.s. spero che nella prossima tornata elettorale amministrativa il comune di Manduria cambi davvero pagina e personaggi! I manduriani non meritano quello che hanno dovuto subire in questi anni.

    • Vincenzo dimitri scrive:

      @Antonio di Avetrana: Vorrei dire al signore che magari lui non centra niente con taranto, e quindi guardi a casa sua, perchè per quanto riguarda manduria abbiamo un sacco di operai che lavorano a taranto, e non a lecce, ergo, lecce a noi non ha mai dato niente e mai lo darà perchè loro non hanno certo bisogno ne di manduria e tantomeno avetrana, e di certo se dovessimo passare a lecce, non la scamperemo dal depuratore. E’ inutile raccontare barzellette con la storia delle radici salentine ecc, perchè ci sono tantissimi altri esempi nel resto d’italia di paesi che per capricci rivendicano un appartenenza territoriale pittosto che un altra. E poi non capisco una cosa, visto che ci sono tanti operai di manduria e anche avetrana che lavorano, si parla male di taranto,ma intanto vi è piaciuto il posto fisso all’ilva o all’eni vero? quando si dice sputare nel piatto in cui si è mangiato…

  2. Vincenzo dimitri scrive:

    @Andrea: Ma come glielo devo dire che non sono un politico? Sono un semplice cittadino disoccupato, la politica di palazzo non mi interessa, ho la stessa considerazione di fitto come quella di vendola, florido ecc, forse mi avrà scambiato per qualcun altro. Ciò che non mi va giu è perchè illudere la cittadinanza, se sappiamo che le province diventeranno un ente di secondo piano? Come se manduria è l’unico paese in difficoltà nella puglia, e sopratutto come se i problemi nostri sono dovuti alle colpe dei cittadini di altre città. Sappiamo tutti che non può esserci cambiamento se non si cambia il modo di pensare prima di tutto di noi stessi, bisogna imparare il concetto di bene comune, e non pensare sempre al proprio orticello. Poi non capisco questo riversare rancore verso la città e i cittadini di taranto, che stanno vivendo un dramma che riguarda anche noi (sopratutto noi per ovvi motivi lavorativi), come se la nostra situazione attuale fosse colpa loro (addirittura lei gli ha definiti contrabbandieri di cozze alla diossina, come se a loro piacesse avvelenare la gente di taranto e della provincia). Esinceramente non capisco perchè questa testata giornalistica si esponga cosi apertamente per tale dibattito, esponendo sempre la versione di una sola campana cioè quella pro-lecce, pubblicizzandola come unica panacea di tutti i mali nostrani.

  3. Vincenzo dimitri scrive:

    @Andrea: non sono un politico non sono uno scudiero di nessuno, e se devi chiamarmi giullare, dimmelo in faccia, svelami la tua identita, cercami su facebook, e poi ne riparliamo…

    • Andrea scrive:

      @Vincenzo dimitri: Chiedo scusa per l’espressione colorita ‘giullare’ e per averLe affibbiato eventuali legami che (probabilmente) non Le appartengono: era solo un pò di sano sarcasmo.
      Se l’ho accostata a figure come Mazzarano, Pelillo, Florido, Lariccia, Punzi, Massaro è solo perchè TUTTI stanno remando per la Manduria (TA) che la cittadinanza (sembra) che NON voglia.
      Continuo e ribadisco che, al di là delle MIE personalissime idee, qui manca la più banale forma di Democrazia che vorrebbe la SCELTA in mano ai cittadini. Quando verrà data questa possibilità di scelta, si potrà finalmente aprire il dibattito-dialogo per meglio capire quale possa essere il MEGLIO per Manduria e i Manduriani TUTTI.
      Lei, per esempio, perchè preferirebbe andare in provincia di TA-BR e non passare in quella di LE??
      Saremo anche pecoroni (secondo il Suo giudizio) ma quanto meno abbiamo cercato di dibattere e di aprire un dialogo con le poche istituzioni presenti e IN CARICA nel nostro Territorio.
      A me poi, risulta che, per quanto riguarda Manduria, Lei si possa ritenere di diritto, uno dei politici dello scenario degli ultimi 10 anni quanto meno: due volte consecutive in maggioranza (centro-sinistra e centro-destra)… MI SBAGLIO?? Se non è così, mi scusi ma tenga presente che POLITICO non è un’offesa; basta farlo seriamente, coscienziosamente e con rispetto per i cittadini ed il Territorio.
      Riguardo poi gli (eventuali) fini propagandistici o privati di quelli che Lei definisce “gli alunni di Fitto”, IO personalmente non ne faccio parte e pure che fossero quelli i loro reali interessi… …finchè vanno in parallelo alle mie idee, certo non li ostacolerò come tanti stanno facendo solo per il gusto di boicottarli e metterli in cattiva luce.
      Distinti Saluti, Andrea

  4. Silvia scrive:

    A mio parere, dopo aver raccolto mi sa più di duemila firme, per optare per Lecce, credo che la volontà sia chiara.
    Vorrei sapere però perchè il Commissario non accetta tale volontà del popolo…..anche lui vuole Taranto? Mah!!

  5. maria,g scrive:

    Di piccola Germania io ci vedo solo i tedeschi che hanno comprato casa sui nostri litorali.
    Per il resto, lasciamo le cose come stanno che e`meglio, la piccola Germania potrebbe deludere molti.

    Non e`tutto oro cio`che luccica, recita il noto proverbio.
    Saluti dalla gelida (non solo come temperatura) Germania.

  6. Io scrive:

    Premetto, che sono un cittadino Manduriano, simpatizzante della provincia di Lecce, convinto che il ns. paese abbia un ‘appartenenza storica piu’ salentina che Tarantina. Credo che il problema più grave non sia l’appartenenza ad una o all’altra provincia, ma al fatto che il ns. Paese sia allo sbando totale, da oltre 30 non siamo stati governati decentemente, non abbiamo una marina decente, non abbiamo una viabilità decente, non abbiamo un sistema fognario decente, non abbiamo un corpo di polizia municipale decente, buona parte degli impiegati della pubblica amministrazione sono da rottamare e tanto altro ancora. Ritengo che passare da una provincia all’altra non risolva i ns. problemi anzi non vorrei che passando sotto la provincia di Lecce per ultimi, saremo considerati da ultimi quindi peggioreremmo la ns. situazione. Credo occorra prima migliorare la ns. posizione interna, cambiare la ns. mentalità gretta, rispettare il bene comune che è il ns. Paese. Basti pensare che in Italia ci sono paesi come Bassano, Alba, Montalcino, Desenzano e altri ancora , che si distinguono non per la provincia di appartenenza ma per la loro identità. Quando tra 20 anni riusciremo ad arrivare ad essere una cittadina veramente importante, saranno le province a contenderci e non noi a svenderci. Buona Giornata.

  7. stefania scrive:

    se manduria non seguirà avetrana mi affitterò una casa ad avatrena e diventerò avetranese così posso dire che sono leccese e no tarantina una città che tutti evitano e nessuno vuole basta no! ormai abbiamo capito noi siamo salentini eravamo leccesi e dobbiamo ritornare leccesi……………..

  8. Gianleo Greco scrive:

    ….non disperate……il caro “politicante” (si tratta di UNO in particolare) avrà, fra non molto, una bella sorpresina.
    Questo “autorevole politicante” (ripeto: è uno solo) – dall’alto del suo scranno (mi vien da ridere) – deve sapere che a livello governativo la questione “Manduria” è stata presa in considerazione al fine di indire un referendum…. La delicata questione è patrocinata da un grosso esponente parlamentare leccese di sx……e voci ufficiose sono nel senso appunto di un referendum.
    Se qualcuno pensa di tutelare i propri (…) interessi personalistici e “politici” (nel nome ed all’insegna del bene di Manduria: cosa ha fatto di concreto in qst periodo, mi verrebbe da chiedere all’erudito politicante) si sbaglia ed al momento in campagna elettorale lo si ricorderà A GRAN VOCE. Concorso poi pienamente con l’articolo dell’altro giorno di Nino F. Diamoci dentro

    • Andrea scrive:

      @Gianleo Greco: Ma poi questi che interessi dovrebbero avere a Darando?? Sono gli unici fessi che ancora si fanno prendere in giro dai contrabbandieri di cozze alla diossina. L’ente provincia comunque non esisterà e sarà solo intermedio tra comune e regione. I soldi del risanamento ilva stanno aspettando??? Aspettate che adesso i ‘CATALDI’ ve li portano a casa… che gente triste! Avevano l’occasione per riabilitarsi un minimo e invece….

  9. maria,g scrive:

    Spiegatemi un po`(dico sul serio) se le province di Brindisi e Taranto verranno soppresse, dove passa Manduria, a Bari?
    Grazie.

  10. Nino scrive:

    Caro Sig. Vincenzo Dimitri,

    Una delle prove piu’ evidenti che questa non e’ una battaglia del movimento “giovani per manduria”, ma di liberi cittadini, e’ che tra i promotori c’e’ il sottoscritto. Mi scusi tanto, ma ci tenevo a dirlo. Troppo comodo, vede, giocare al massacro. E naturalmente mi complimento con i giovani del movimento, che assieme ad altri cittadini di qualunque colore politico hanno dato un grande contributo alla raccomta delle 2000 firme.
    Manduria, liberi tutti. Tana per i dietrologi di professione e per gli EX politici!

  11. fabio scrive:

    Avetrana superiore in tutto noi solo semplici ignoranti

  12. Graziano scrive:

    Per simpatia Lecce mi entusiasmava ma se penso a questa nuova provincia tra Taranto e Brindisi mi chiedo se non sia meglio così. Penso a due città con due porti importanti, due aree industriali di livello molto alto, militarmente spaventose, con due litorali bellissimi e tanto altro….. Peccato non ci siano persone politicamente valide da rendere questa nuova provincia una piccola Germania!

    • nino scrive:

      @Graziano:

      Per chiarezza e informazione: ormai sembra sicuro che anche la città di Brindisi passerà con Lecce. Per cui, addio doppia provincia superindustriale germanica (?!?) il vero Salento si riformerà naturalmente con capoluogo Lecce, col suo porto e aeroporto a Brindisi, e dall’altro lato resterà in vita la bella provincia depressa di Taranto…
      Manduria dovrà seguire la strada di TUTTI i comuni salentini, anche per evitare un enorme paradosso: Francavilla (LE) Oria (LE) Ostuni (LE) Ceglie (LE) Mesagne (LE) Avetrana (LE)… E NOI che siamo i più salentini di tutti…??? DARANDO???

  13. Felix scrive:

    Il pasaggio di Avetrana a Lecce non è una grave perdita sig. vincenzodimitri ma una grande dimostrazione di coloro che vogliono cambiare…anche solo di nome…VOI di cambiamento neanche a parlarne….nè di nome nè di fatto!!!…forse perchè a Lecce non vi conosce nessuno???….alle prossime elezioni non vi conoscerà nessuno neanche a MANDURIA (prov. di TARANTO)!!!!

  14. Andrea scrive:

    Un SENTITO GRAZIE al COMMISSARIO PREFETTIZIO DOTTOR ALDO LOMBARDO, ai nostri valenti rappresentanti manduriani nella defunta provincia di darando MASSARO, PUNZI, LARICCIA.
    GRAZIE da tutti i manduriani.
    Grazie al dott. TURCO, grazie ai sedicenti politici manduriani, grazie agli ex PD, ai desaparecidos PDL, ai CHI-L’HA-VISTO SEL, ecc ecc
    BUONA FUTURA CAMPAGNA ELETTORALE, i cittadini di MANDURIA vi aspettano a braccia aperte presso le loro case.
    Avetrana ci è stata sempre superiore.

  15. nino scrive:

    bene, da più parti ci giunge conferma che Manduria può seguire gli altri comuni. Il comitato sta lavorando a livello istituzionale, a breve saranno rese note le iniziative prese.

  16. vincenzodimitri scrive:

    uhhh che grande perdita avetrana, ma per favore siete ridicoli! ma veramente si importanza al cambio di provincia? che branco di pecore chi crede a tutto quello che scrivono i giornali sulle eventuali opportunità che darà l’eventuale cambio di provincia, compreso questo giornale, ma lo volete capire che è solo una manovra del comitato “giovani per manduria”?, i rappresentanti di questo comitato sono solo degli “alunni” della scuola di Fitto…

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