Caro popolo mio ti voglio presentare Pascoli. Lo so che è leggermente defunto quello che conoscete voi, ma a Manduria ce n’è uno che è anche più bravo, o almeno così dice lui. Non ha mai fatto concorsi letterari che lo aiutassero a capire se era bravo o no; dice che è roba per raccomandati. Ha pubblicato una raccolta in duecentocinquanta copie, e gli sono rimaste tutte, escluse quelle che ha regalato a parenti e amici. Poi legge queste umili note di me, scribacchino di provincia, e le trova orribili, piagnucolose, vittimistiche: anche questo è un giudizio! Il mio bravo Pascoli una volta si autoproclamò il re dei mini racconti. Io invece faccio mini racconti che alla gente piacciono; alla gente di strada! I sapienti non mi interessano. Ho fatto anche qualche concorso letterario e, senza nessuna raccomandazione, ho accumulato diciannove trofei e i diplomi di segnalazione non li conto più. Ma io non sono un poeta! Sono solo uno scribacchino di paese che parla con voi, col suo popolo, senza spocchia; solo perché con voi ci sto bene. Mimmo OLivieri
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