L’ambulanza
Era un vecchio carrettone su cui avevano stampato una croce rossa che fungeva da ambulanza, ma quando zio Cosimo si sentì male ci toccò chiamarla. Al Giannuzzi però arrivammo prima noi con la vecchia Topolino di papà. Quando tirarono fuori lo zio mi parve un loculo quello da cui tiravano fuori la barella e lo zio aveva certi lividi che non aveva quando partì da casa. Fu fortunato ad arrivare tutto intero! Sperai di non averne mai bisogno io, invece, molti anni dopo mi ritrovai su una ambulanza che mi portava verso l’ospedale Celio. Come ci ero finito lì? Ricordai: l’M113 in fiamme, la browning che cantava la sua canzone di morte, il braccio di Gianfranco Bianchi che mi scaraventava lontano, ma in Libano! Come ci ero arrivato in Italia? E ancora molte volte ebbi bisogno dell’ambulanza, ma erano ambulanze moderne: avevo qualche speranza di arrivare vivo a destinazione! Ora è un pò di tempo che non ne ho bisogno, ma non ne sento la nostalgia. Se sbagliano mi mettono in una macchina di lusso, e quella fa solo andata.









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