In tempo di Fiera il mercato veniva trasferito su un grande viale di periferia. Il vecchio sito era lontano perche ci potessi andare a piedi, ma adesso ci mancava solo che me lo portassero in casa. Così ci andai un martedì qualsiasi. Non dovevo comprare nulla, ma mi piaceva restare a guardare le bancarelle, sognare di comprare questo o quest’altro, poi ripensarci per non offendere il portafogli. A volte capitava che ascoltassi i discorsi di qualche comare. Dicevano che loro sapevano tenere i segreti, però la Tizio…, oppure la Caio…; ma queste per spettegolare andavano al mercato? Una di loro mi notò e segnò a dito alcune macchie che avevo sul bordo dell’impermeabile. L’altra le rispose che era normale per me! Ero Mimmo Olivieri, il poeta. Essere poeti che cosa significava per questa? Glielo chiesi. Mi rispose che il poeta è un anticonformista abituato al bello come al brutto che, curiosamente, convivono nella stessa persona. Inoltre disse che mi conosceva fin da bambino e sapeva quanto mi piace inseguire i sogni. Si! Mi conosceva.
Home » L'angolo di M. OLIVIERI » Al mercato
Al mercato
di Mimmo Olivieri






Aggiungi a Google


