“E’ stato l’albergatore a insabbiare l’asfalto sotto le dune”
MANDURIA – Finalmente svelato il mistero delle dieci tonnellate di fresato d’asfalto abbandonate e sotterrate sotto le dune a San Pietro in Bevagna. Sarebbero stati i gestori dell’Hotel Charlie ad occultare sotto la sabbia del lido tonnellate di catrame precedentemente smaltito illegalmente. A rivelarlo è il responsabile provinciale del settore ambiente ecologia dell’associazione Cpa, Mimmo Carrieri, che diffonde un documento nel quale il comune di Manduria lo informa di aver invitato l’albergatore a bonificare l’area inquinata. «Sono stati diffidati i signori Carlo Calamaio e Ene Joan, rispettivamente committente ed autore materiale della violazione di abbandono di rifiuti pericolosi (catrame) – si legge nella lettera firmata dal dirigente del settore Ecologia del comune, Antonio Pescatore – su una porzione di arenile ubicato in località San Pietro in Bevagna in via dei Giacinti, a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero e allo smaltimento degli stessi ed al ripristino dello stato dei luoghi nel perentorio termine di 45 giorni dalla data di notifica». Svelato un mistero se ne apre un altro: da quell’ultimatum, infatti, sono passati quasi 90 giorni senza che nessuno abbia posto rimedio allo scempio ambientale documentato per la prima volta da La Voce di Manduria e ripreso immediatamente dall’ambientalista Carrieri il cui interessamento produsse l’intervento della Guardia di Finanza e il successivo sequestro dell’area tuttora sottoposta a vincolo penale.
Giustificata quindi la rabbia del responsabile del Cpa. «Certamente non devo essere io a risollevare il problema in piena estate – dice Carrieri – ma altri si sarebbero dovuti attivare soprattutto ai fini della tutela della salute pubblica, affinché i destinatari della diffida provvedessero a quanto ad essi intimato». Individuando le responsabilità oggettive, l’ambientalista sfida l’amministrazione comunale a fare il proprio dovere. «Mi preme sottolineare – aggiunge – che il sindaco di Manduria riveste anche la carica di prima autorità sanitaria e che per tale effetto è anche responsabile della pubblica e privata incolumità in quanto esercita le funzioni di ufficiale del governo». «Qualora i diffidati responsabili dell’inquinamento della spiaggia non dovessero provvedere alla bonifica dell’area – informa infine Carrieri -, sulla base alla normativa vigente in materia di tutela ambientale spetta al comune rimuovere il bitume posto sotto la sabbia e successivamente addebitare le spese ai responsabili». Intanto come già documentato nei giorni scorsi, la spiaggia in questione continua ad essere occupata da ignari bagnanti che passeggiano e piantano l’ombrellone sulla sabbia farcita al catrame.








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ma quale sacrificato??? negli anni 80/90 forse…
per quanto riguarda il ferragosto e le sporcizie dei bagnanti approvo ad occhi chiusi…hai assolutamente ragione, ma se tu vedessi di inverno come quel posto cambia di continuo, da gettate di cemento a dune che spariscono e l’estate a spiagge “PRIVATE” che si allargano senza motivo, per nn parlare di trattori ed escavatori che praticano i loro lavori nel bel mezzo della stagione estiva vicino alla gente, senza fregarsene di niente e di nulla….etc etc etc…. altro che moralisti, bisognerebbe averle vissute certe situazioni coi propri occhi giorno per giorno per 30 anni di fila
mi dispiace di ciò che apprendo.non è da civili questo scempio.invito veramente il signor calamaio a provvedere a ciò che si ricordasse che se il suo albergho esiste è anche grazie alla spiaggia e al mare che ha trovato qui venendo da torino.
@francesca: francesca non so se hai letto quello che hai scritto ma non ha senso….rispondo solo riguardo l’ultima parte e ti dico che non è invidia, perchè l’anno scorso i bar aperti erano due all’uscita del charlie con due tipi di musiche diverse ad altissimo volume(era una situazione assurda), ma non ce l’ho con i bar perchè quelli in spiaggia ci vogliono e neanche con l’hotel (se è in regola), ma ce l’ho con la prepotenza delle persone e poi è facile fare le cose in modo illegale e soprattutto sbrigativo ed economico!
….ma poi cosa doveva ricevere in regalo? la medaglia d’oro?
Ma questi signori ancora fuori stanno? E’ penale fare una cosa del genere!! Buttateli in galera e fateli vedere il sole a quadrati per una ventina di anni!!!
questi reati , purtroppo avvengono con facilita’ perche’ si poggiano sui TEMPI BIBBLICI DEL NOSTRO ORDINAMENTO GIUDIZIARIO . se si approvasse una legge , che per certi reati , TIPO INQUINAMENTO AMBIENTALE , FALSIFICAZIONE DI ALIMENTI , si potesse applicare il processo con la pena per direttissima , dove si escludono gli attesti domiciliari , le cose cambierebbero , invece …..si continua ad inquinare a falsificare alimenti , tanto fino al processo e la condanna , CAMPA CAVALLO …….che si continua ad inquinare . che il comune mandi le ruspe a bonificare il tutto e mandi il conto ai responsabili . se ci sono .
San Pietro in bevagna = posto dimenticato da DIO…
Se adesso in pieno Luglio non si vede un vigile figuriamoci chi controllo il tutto di inverno