Sospetti su manovre pre elettorali

Il consigliere Liviano contesta la politica sulle discariche di Emiliano

A sollevare dubbi e perplessità sono le discariche Vergine, a Lizzano, e La Torre-Caprarica, a Grottaglie ma che interessa anche la vicina San Marzano.

Salento Puglia e mondo
Manduria lunedì 12 marzo 2018
di La Redazione
Liviano
Liviano © la Voce

L’emergenza discariche nella provincia di Taranto torna a fare capolino nel dibattito cittadino. A sollevare dubbi e perplessità sono le discariche Vergine, a Lizzano, e La Torre-Caprarica, a Grottaglie ma che interessa anche la vicina San Marzano.

Ad intervenire sulle due vicende è il consigliere regionale del gruppo Misto, Gianni Liviano, il quale esprime le sue perplessità soprattutto in ordine alla decisione della Regione Puglia di acquisire, attraverso la sua agenzia Ager, la discarica Vergine, uno dei siti più grossi con una capacità di conferimento di oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, inmodo da inserirla nel piano regionale dei rifiuti di prossima emanazione.

“Ho appreso di questa volontà della Regione attraverso un servizio mandato in onda dal Tgdi Telenorba. Se la notizia fosse confermata, viene da chiedersi, tralasciando la bontà o meno dell’investimento e dei benefici (nel servizio si parla di una riduzione della Tarsu di circa il 30%) per i cittadini, da chi la Regione acquisterebbe il sito dal momento che lo stesso, nel 2014, è stato sottoposto sotto sequestrodalla magistratura ionica per presunto disastro ambientale a meno che - aggiunge Liviano - sia possibile un esproprio a costo zero. Insomma, sarebbe il caso - prosegue il consigliere regionale tarantino - di saperne di più e, soprattutto, sarebbe opportuno che i consiglieri regionali, soprattutto quelli espressione del territorio ionico, fossero preventivamente coinvolti in decisioni che riguardano l’ambiente e la salute”.

Per quanto riguarda, invece, il via libera all’ampliamento del terzo lotto della discarica La Torre-Caprarica di Grottaglie, per un ulteriore conferimento di 1 milione e 580mila metri cubi di rifiuti, “mi associo - dice Liviano - ai sindaci dei Comuni del Tarantino che chiedono le dimissioni del presidente della Provincia di Taranto, Tamburrano, e, nel contempo, chiederò al presidente della Regione Puglia Emiliano di avocare a sè qualsiasi decisione di autorizzazioni di ampliamenti e di realizzazione di nuove discariche nella provincia di Taranto, in quanto gli organismi provinciali hanno dato evidenza di non voler ascoltare i cittadini del territorio. Inoltre, chiederò al presidente Emilianodi essere imparziale e giusto nella vicenda rifiuti-ambiente-salute e che la Provincia di Taranto sia tirata fuori da qualsiasi logica di sussidiarietà alle crisi emergenziali di rifiuti delle altre province pugliesi, perché il territorio tarantino è fortemente penalizzato dal punto di vista ambientale dalla presenza di un colosso siderurgico, da un colosso del petrolio e da tante discariche, in modo particolare, per rifiuti speciali pericolosi e non”.

Liviano, inoltre, in una nota ricorda come lo scorso 5 marzo sia stato pubblicato il parere favorevole del nuovo Comitato Tecnico Provinciale (CTP), composto da quattro membri, riguardo l’ampliamento delle discarica. Ora, fa presente il consigliere regionale tarantino,“aldilà degli aspetti tecnici non condivisibili e che, comunque, saranno oggetto di attenta valutazione”, sconcerta il fatto “che il documento porti la data del 15 febbraio 2018 e che sia stato pubblicato sul sito della Provincia di Taranto soltanto il 5 marzo 2018, giorno successivo alle consultazioni per le Politiche 2018. Tutto questo - sottolinea ancora l’esponente del gruppo Misto - fa sorgere un dubbio fortissimo in quanto non si può non tenere presente che, in questa tornata elettorale, la moglie del presidente della ProvinciaTamburrano era candidata al parlamento e che, se il parere del CTP fosse uscito prima del 4 marzo, la faccenda in campagna elettorale sarebbe stata controproducente per la candidata e per lo stesso presidente”.

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