Ordinanza di ripristino dei luoghi

Una passata di calce alle mura Messapiche

Ma non le antiche mura Messapiche che da 2.300 anni le avevano provate tutte, tranne questa

Locali
Manduria mercoledì 08 agosto 2018
di La Redazione
La parte imbiancata
La parte imbiancata © La Voce

Una passata di calce bianca per ripulire la facciata di casa. Ma non le antiche mura Messapiche che da 2.300 anni le avevano provate tutte, tranne questa. Ad accorgersene sono stati i tecnici del comune di Manduria che hanno verbalizzato l’anomalia facendo attivare le dovute procedure amministrative: un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi firmata dal dirigente del settore tecnico del comune di Manduria, Emanuele Orlando. Il tratto delle mura in questione, è quello di via del Fossato, una straordinaria testimonianza archeologica che si erge ancora maestosa per una cinquantina di metri di lunghezza e cinque di altezza, sino a quasi raggiungere la centralissima Piazza Garibaldi. Un reperto unico che negli anni è stato inglobato nella rete urbana che, sconsideratamente, ha utilizzato le pietre megalitiche che difendevano l’antico villaggio Messapico come fondamenta delle civili abitazioni. Una di queste, appunto, è quella dell’imbiancatura oggetto dell’ordinanza pubblicata ieri.

Probabilmente è così dal 2015, da quando cioè la proprietà dell’immobile usato come residenza, ha eseguito dei lavori edili regolarmente denunciati e autorizzati con permesso di costruire. E così sarebbe rimasta se il primo agosto scorso, tre anni dopo, il personale dell’ufficio tecnico del comune non avesse fatto un sopralluogo accertando «che un tratto di mura Messapiche, ubicate in corrispondenza del civico 21 – si legge nell’ordinanza -, risulta tinteggiato a latte di calce nella parte superiore». Nello stesso atto viene riportato anche il permesso di costruire regolarmente rilasciato in data 15 settembre del 2015 «ma tale lavorazione – specifica l’ordinanza -, non era oggetto di tale titolo edilizio». Un abuso edilizio, insomma, sull’opera edilizia più antica della città.

Vista la particolarità e l’importanza storica del manufatto, l’intervento intimato dovrà essere sottoposto alla vigilanza della soprintendenza ai beni archeologici della provincia di Taranto che provvederà a stabilire le eventuali prescrizioni. Tutto questo entro trenta giorni dalla notifica dell’ordinanza. Decorso tale termine tutte le opere necessarie saranno realizzate dal comune che girerà il conto ai responsabili dell’abuso.

Nazareno Dinoi

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I commenti degli utenti
  • antonio ha scritto il 08 agosto 2018 alle 12:24 :

    Ma questa parte di mura messapiche. di via del fossato ci siete accorti che emanano cattivo odore e trasudano? Rispondi a antonio

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