L'omaggio degli amici di Torre Colimena

I funerali del sub annegato con la bara davanti al mare che lo ha ucciso

Il lungo corteo silenzioso di macchine ha percorso i cinque chilometri fino ad arrivare alla pescheria/ ristorante "La Zattera" di proprietà di Pompilio, il padre, presso il quale Antonio lavorava da sempre.

Locali
Manduria giovedì 15 febbraio 2018
di La Redazione
Funerali
Funerali © La Voce

Tanto dolore ieri ai funerali di Antonio Rizzello, il giovane sub morto a causa di un malore nelle acque di Torre Colimena venerdì scorso, mentre si era immerso, come di consueto, per pescare ricci di mare. Numerosissime le persone che hanno seguito la bara, portata a spalla dagli amici nella chiesa Madre di Avetrana per le funzioni di rito, per poi venire caricata sul carro alla volta di Torre Colimena, per l'ultimo saluto di Antonio al suo mare, mentre volavano verso il cielo dei palloncini bianchi.

Il lungo corteo silenzioso di macchine ha percorso i cinque chilometri fino ad arrivare alla pescheria/ ristorante "La Zattera" di proprietà di Pompilio, il padre, presso il quale Antonio lavorava da sempre.

In un clima surreale e incredibile, la bara è stata trasportata e adagiata davanti alla pescheria e successivamente, dopo le preghiere nate spontanee, portata nello spazio tra la Lega Navale e il ristorante, proprio di fronte allo specchio di mare dove si è consumata la tragedia sotto gli occhi della moglie e altri parenti. Sono stati lanciati in cielo dei fuochi di artificio per due volte, poi un lungo applauso ha definitivamente dato l'addio allo sfortunato ragazzo. Oggii verrà sepolto al cimitero di Avetrana, a fianco dello zio morto molto tempo fa, sempre nello stesso mare, per altre circostanze.

Monica Rossi

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I commenti degli utenti
  • sergio di sipio ha scritto il 15 febbraio 2018 alle 08:01 :

    Cara Signora Monica Rossi un profondo grazie a tutta la Redazione per avermi data l'opportunità di essere presente al saluto di Antonio. Ma non dobbiamo fermarci qui. L'aiuto deve essere accompagnato da una profondo cambiamento verso questo luogo. Abbandonato dalla politica e la leggerezza ostentata da chi avrebbe avuto la responsabilità di giudicare e punire. Queste ultime parole non sono mie ma del Cardinal Martini il 6 dicembre 2001 durante la festa di sant'Ambrogio a Milano. Rispondi a sergio di sipio

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