Il Consorzio acquista peso

Gal, il “Primitivo” insidia la presidenza. Il Consorzio diventa socio, la Proloco ci tenta e perde

​Quote societarie che passano da un’organizzazione all’altra senza che se ne informi il territorio. Manovre gelosamente nascoste per accaparrarsi le quote rimaste sul mercato.

Locali
Manduria venerdì 12 gennaio 2018
di La Redazione
Cena del Gal
Cena del Gal © Google

Quote societarie che passano da un’organizzazione all’altra senza che se ne informi il territorio. Manovre gelosamente nascoste per accaparrarsi le quote rimaste sul mercato. Giochi di potere ed equilibri che cambiano. Infine dimissioni tenute nascoste. C’è fermento all’interno del Gal Terre del Primitivo la cui presidenza mai come adesso si sente minacciata dalla nuova composizione dell’assemblea dei soci che potrebbe non garantirgli più il sostegno necessario. Sul piatto c’è la dotazione di 6,6 milioni di euro del Piano si sviluppo locale della Regione Puglia.

Tutto è nato dal commissariamento dell’Azienda provinciale del turismo che ha liberato il posto occupato nel Gal rimettendo le quote sul mercato. In tanti hanno cercato di accaparrarsele, anche organismi insospettabili come la Proloco del presidente Domenico Sammarco che si è rivolto direttamente al commissario straordinario dell’Apt offrendo, pare, 400 euro. Il regolamento però assegna il diritto di prelazione ai soci così a dirsi interessato è stato il Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria doc. L’organismo di tutela è così diventato socio di maggioranza (pare secondo solo alle Riserve naturali che a loro volta rappresentano il Comune di Manduria), quindi prossimo ad entrare nella stanza dei bottoni, con il suo presidente Roberto Erario, appena nel Cda si libererà un posto. Se questo accadrà, per l’attuale presidenza le cose si metteranno male. Non è un mistero che la categoria delle produzioni agricole (vignaioli e vinificatori soprattutto) non veda di buon occhio il presidente in carica accusato di non fare abbastanza, comunque non tanto quanto il suo predecessore. In effetti, a parte qualche iniziativa conviviale e la mostra del maestro Pietro Guida (finita non bene anche quella), l’impronta di Daggiano è per ora priva di consistenza.

N.D.

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