Consumato in pochi mesi da un tumore

E' morto Marcello Duggento, l'avvocato cortese con il papillon

Domani i funerali. I suoi scritti su La Voce di Manduria

Locali
Manduria lunedì 16 ottobre 2017
di La Redazione
Marcello Duggento
Marcello Duggento © La Voce di Manduria

L’avvocato Marcello Duggento, all'anagrafe anche Benvenuto, è venuto a mancare questa sera. A portarlo via è stata una breve e implacabile malattia, la solita, che lo ha vinto. Questa sera è andato via un amico molto caro, un altro che ho perduto. Manduria perde un eccellente giurista, un uomo di profonda cultura, una straordinaria persona di spirito, colta, umile e buona e cortese. Aveva 61 anni.

Marcello è stato un lettore molto critico del nostro giornale che ha avuto l’onore di ospitarlo con molti suoi scritti, vere perle di umanità e di ricercata letteratura. Per La Voce ha scritto anche un libro, «Goodbye Facebook, opera prima dell’avvocato manduriano dove racconta l’ultimo suo «viaggio» all’interno del social network più frequentato e famoso al mondo. Una viscerale confessione dell’autore che riesce così a liberarsi (non senza tormento) dalla frequentazione, praticamente quotidiana, di Facebook. Per me, infermiere, Marcello è stato anche un assiduo paziente. Oggi, due ore prima che ci lasciasse, ho potuto salutarlo. Sapevo che quella mia sarebbe stata per lui la mia ultima carezza. Domani alle 16,30 i funerali dalla sua casa in via Marchesi Imperiali.

Nazareno Dinoi


Ecco uno dei suoi teneri racconti, una storia vera, la sua e del suo Flok.

Flok. Una storia vera. Il mio secondo nome è Benvenuto, ché del primo n’era titolare un mio fratello, a cui è seguita la mia nascita consolatoria. Quando nacque Marcello (s’era nel ’45), nostra madre ebbe, com’è fisiologico dopo il parto, un’abbondante montata lattea, che, però, si protrasse oltre la norma, procurandole dolore e febbre per il persistente eccesso. All’epoca, per alleviare tale problema delle puerpere, s’usava rudimentale tecnica mutuata dalla fisica idraulica: una vera e propria pompa – c.d. “tiralatte” – che, realizzata in vetro, e in guisa di vecchie trombe d’automobili con tanto di pompetta, s’applicava al seno ed … aspirava quel di più del latte, di (ritenuto) scarso valore nutrizionale, così riducendo la pressione e – col sollievo della madre – lasciava al bimbo l’ (altrettanto ritenuta) parte migliore del nutrimento. Nostra madre, però, non reggeva quel supplizio (poverina, … l’attribuiva a suo limite costituzionale). Ci pensò Papà, uomo della terra … ma di grande ingegno, che, per la sua Zina, avrebbe fatto e fece quanto di più. Armata la sua bicicletta – null’a che fare con quelle di oggi, per copertoni adattando non più recuperabili stracci (così in un “ciclo dei consumi” che la nuova macroeconomia non immagina nemmeno) – girovagò per le vicine campagne in vista delle tante (allora) sparse “masseriole”: cercava un cucciolo di cane appena nato, .. un lattante necessario. Lo trovò! Era appena nato da “nna cani ti massaria”, autoctona razza (è un esagerato eufemismo) oggi a rischio d’estinzione [al pari del “cani pomisi”, ma questo per il desueto impiego del traìnu che gli era valso anche la definizione del succedaneo “tipo” (cani di traìnu appunto)] {non si confonda il “cani ti massaria” con il somigliante “cani ti ucciaria”, dal quale differisce per dimensioni, per colore e, maggiormente, per carattere: il primo, nella sua magrezza, è di per sé spavaldo e orgoglioso delle sue molteplici attitudini (che vanno dalla guardia al governo di più ignoranti bestie), il secondo è inebetito dalla sua questuante codardia}. Era fulvo, … il suo essere “rosso” era già marca d’esuberanza! Lo portò a casa e – vincendo quell’intuibile conflitto tra il coraggio dell’ideazione e l’esperimentale prestito dell’amato corpo altrui – convinse Mamma a provare quell’insolita soluzione al suo seno impellente: allattare il cucciolo prima del figlio! Funzionò! Flok – così fu chiamato il cagnolino, in debito onomastico per il suo sassone colorito – suggeva meravigliosamente dall’estranee mammelle, d’imparagonabile copia con quelle della sua grama madre, … nel dolore … sollevata dall’accresciuta nutrizione per i fratellini del prescelto d’adozione. Dopo la poppata di Flok veniva, finalmente, Marcello. Niente più febbre, più nessun dolore. Così collaudato quel … “naturale” sollievo del seno ingolfato, Mamma continuò ad allattare, fino ai rispettivi svezzamenti, i suoi due cuccioli. Insieme! E crebbero .. insieme! Insieme … nei giochi, nelle sodali azioni di libertà, nelle racchiuse difese d’uno sgrido! Insieme … per anni. Germani impossibili, fraternamente complici. Avevano dieci anni - vissuti in mai scaduto accordo – quando, vittima della strada, Marcello morì. La disperazione, il pianto, … la bara. Un funerale … piccolo, mosso da una campagna afona per un onere di sacramento. E poi il privo ritorno a quella casa … in silenzio. - Dov’è Flok? - Flok .. Flok .. Flooook! - …. Per la campagna!? … tutti assenti da casa!? Una notte d’intrepida attesa del mattino: per la tomba di Marcello. Papà, che non s’era mai alzato, raggiunse il cimitero tra i primi chiarori, ... fremente per il figlio già troppo fuori di casa! Ma tutto era chiuso, … l’ordine d’orario insensibile alla pena. Ancor di più gli rese l’impotenza la maestosa porta chiusa del camposanto. Scura e livida … come la morte, impenetrabile … come la disperazione! Dietro quella porta … come in altra attesa … trovò finalmente Flok. Morto! Marcello Duggento (Scusami, Mamma, se ho messo in pubblico tue riservate intimità. L’ho fatto per Marcello ... e anche per Flok.)

Marcello Duggento, Flok, pubblicato su La Voce di Manduria il 16 novembre 2009

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Messapico ha scritto il 20 ottobre 2017 alle 00:38 :

    Un vero Gentleman d'altri tempi, un uomo gentile e sensibile, legato ad una profonda cultura. Ciao Marcello. Rispondi a Messapico

  • Antonio Malorgio ha scritto il 18 ottobre 2017 alle 15:40 :

    Conoscevo Marcello il primo dei quattro fratelli, poche le frequentazioni dalla zia Nilla ma sempre elegante e profondo nelle sue dissertazioni. Addio Marcello. Rispondi a Antonio Malorgio

  • giorgio sardelli ha scritto il 17 ottobre 2017 alle 14:10 :

    ciao Avv. Duggento un po di delusione per i pochi saluti in questa pagina publica da parte dei tuoi colleghi e associazioni Rispondi a giorgio sardelli

  • giorgio sardelli ha scritto il 17 ottobre 2017 alle 14:00 :

    CIAO MARCELLO RIPOSA IN PACE NON SAPREMO MAI SE NELL'ALTRA VITA CONTINUERAI A DIFENDERE L'INDEFENDIBILE Rispondi a giorgio sardelli

  • gennari annarita ha scritto il 17 ottobre 2017 alle 10:56 :

    Non conoscevo personalmente la avvocato Marcello ...Ma so per certo che era una persona per bene...condoglianze alla famiglia Rispondi a gennari annarita

  • Francesco Dilauro ha scritto il 17 ottobre 2017 alle 09:07 :

    Un grande professionista ma principalmente una persona squisita! Ciao avvocato! R. I. P.! Sentite condoglianze alla famiglia. Rispondi a Francesco Dilauro

  • piero tedesco ha scritto il 17 ottobre 2017 alle 07:16 :

    ciao Marcello, compagno di banco alla prima elementare, eri il primo della classe Rispondi a piero tedesco

  • Danilo Dinoi ha scritto il 16 ottobre 2017 alle 23:27 :

    Unito nella preghiera. Rispondi a Danilo Dinoi

  • Margherita Sammarco ha scritto il 16 ottobre 2017 alle 22:55 :

    Lo ricorderò a spasso col suo fedele boxer al guinzaglio.R.I.P. condoglianze sincere ai figli e alla moglie Rosanna grandissima donna Rispondi a Margherita Sammarco

  • Gherardo Maria De Carlo ha scritto il 16 ottobre 2017 alle 20:50 :

    Riposa in Pace Marcello Rispondi a Gherardo Maria De Carlo

  • Fernando Filomena ha scritto il 16 ottobre 2017 alle 19:49 :

    Sono molto dispiaciuto. R.I.P Rispondi a Fernando Filomena

Altre news
Le più commentate
Le più lette