Lo sfregio all'araldica vivente cittadina

E’ sparito un blocco dal Pozzo di Plinio. Vandali o ladri?

Uno dei blocchi di pietra dello storico pozzo, quello dell’ultima cerchia, è stato rimosso, forse rubato oppure gettato chissà dove

Locali
Manduria giovedì 12 ottobre 2017
di La Redazione
Il pozzo sfregiato
Il pozzo sfregiato © La Voce di Manduria

Un inqualificabile atto vandalico, se non peggio, ha deturpato il simbolo “vivente” dell’araldica manduriana: il Fonte Pliniano. Uno dei blocchi di pietra dello storico pozzo, quello dell’ultima cerchia, è stato rimosso, forse rubato oppure gettato chissà dove. Un danno enorme sia dal punto di vista storico-archeologico che morale per ciò che il manufatto rappresenta. A ben pensare il risultato è frutto dell’ignoranza, della superficialità, della noia che pervade molti giovani che ogni sera riuniti in branco spadroneggiano nel Parco archeologico indisturbati facilitati dal cancello del lato circumvallazione che è sempre aperto e incustodito oppure attraverso la scala in ferro posta all’ingresso principale del fonte pliniano. Ancora peggio sarebbe scoprire che il reperto scomparso (se non è stato semplicemente gettato giù nella fonte), è stato portato via come cimelio dei Messapi.

Altri segni di inciviltà si notano nel sito dove è stato sfondato un faretto pavimentale che illuminava l’ingresso del parco. Inoltre non c’è più traccia del cartello con le indicazioni per l’apertura, così come la cartellonistica del parco che mostrava la mappa con le didascalie. E pensare che anticamente le amministrazioni civiche per mantenere intatta l’immagine dello stemma civico provvedevano a ripiantare il mandorlo ogni volta che deperiva per l’età. Sorprende come tutto ciò, oggi, passi inosservato. Stiamo rinunciando alla nostra identità senza ribellarci. Il medico bibliotecario Michele Greco in passato ci invitava a gioire per la particolarità del nostro Comune di essere l’unico ad avere uno stemma civico vivo: “il pozzo de Lu Scegnu” sormontato dal mandorlo che dal 1895rappresenta la città di Manduria. «Il simbolo vivo e perenne - diceva il medico storico -, così splendido e vivo nella luce del sole sullo stesso posto ove esso nacque e naturalmente si formò e perennemente vive». Cosa ci resta da fare oggi se non provare vergogna per non essere riusciti a mantenere intatto il nostro monumento-simbolo?

Katja Zaccheo

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I commenti degli utenti
  • Cosimo ha scritto il 12 ottobre 2017 alle 09:39 :

    Ma succede proprio di tutto. Por' a nui? Rispondi a Cosimo

  • lorenzo Trupiano messapico ha scritto il 12 ottobre 2017 alle 08:18 :

    Ne ladri ne vandali. Semplicemente ignoranti. Oppure strategia pre confezionata finalizzata a colpire qualcuno. Rispondi a lorenzo Trupiano messapico

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