La posizione dell'ente

Ritardi nelle concessione dei dehors, la posizione del comune

Il vicesindaco e assessore alle Attività produttive del comune di Manduria Gianluigi De Donno che spiega le ragioni dei ritardi e in alcuni casi delle ordinanze di rimozione dei dehors.

Locali
Manduria venerdì 11 agosto 2017
di La Redazione
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“L’Amministrazione comunale non è cieca o sorda agli appelli della categoria ne’ pensa che la gestione delle istanze da parte del Comune non possa essere resa più efficiente ma si attende dagli operatori o dai loro tecnici la necessaria collaborazione, carente spesso sia nella scelta dei tempi di presentazione delle domande, ovvero nella completezza delle stesse o, infine, nel tempestivo riscontro alle richieste di integrazione degli uffici”.

Lo scrive in un comunicato stampa il vicesindaco e assessore alle Attività produttive del comune di Manduria Gianluigi De Donno che spiega le ragioni dei ritardi e in alcuni casi delle ordinanze di rimozione dei dehors. “Pur riconoscendo che il cronoprogramma dei procedimenti autorizzatori deve essere assolutamente migliorato, magari esaminando in conferenza di servizi una molteplicità di pratiche – spiega l’assessore -, v’e che la tempistica del rilascio delle autorizzazioni sconta una disciplina rigidamente imposta dalla legge che impedisce, in questa materia, di servirsi ad esempio dell'istituto del silenzio assenso”.

Per i tre impianti sui quali è caduta la diffida dell’ente con l’ordinanza di demolizione, il vicesindaco spiega che “hanno riguardato accertamenti compiuti dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio culturale a fronte di un numero di strutture, presenti in città e nelle marine, apparentemente superiore rispetto a quelle autorizzate”.

Al fine di verificare le eventuali criticità nella gestione dei procedimenti, l’assessore ha sollecitato l’Ufficio Suap a riepilogare in una tabella tutte le istanze presentate e, ad oggi, è emerso che “in 29 procedimenti istruiti ben 12 sono stati completati con l’emissione dell’autorizzazione nei previsti 60 giorni. In altri 4 casi il termine è stato superato perché, trattandosi di dehors ubicati nel centro storico, è stato necessario acquisire il parere della Soprintendenza, il cui ritardo ha reso impossibile l’osservanza del termine contemplato nel regolamento comunale. Per altre 8 pratiche – prosegue la nota - l’ufficio urbanistica ha chiesto integrazioni documentali perché le domande erano prive degli elaborati previsti obbligatoriamente dal regolamento dei dehors ed i richiedenti, benché regolarmente informati di tanto, non hanno provveduto ad ottemperare mentre, in un altro caso ancora, si è in attesa del parere della Soprintendenza. Allo stato – aggiunge De Donno -, secondo quanto comunicato dall’Ufficio, sono pendenti altre 4 richieste in fase di istruttoria per le quali, tuttavia, non sono scaduti i 60 giorni previsti da regolamento per l’adozione del provvedimento finale”.

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