Il degrado che i politici non vedono

Locali
Manduria venerdì 19 maggio 2017
di Redazione
Il degrado che i politici non vedono © n.c.

«Buongiorno, mi chiamo Giuliano, abito con la mia famiglia vicino Sant’ Antonio». A scriverci è un cittadino manduriano per l’ennesima richiesta di segnalazione  di degrado urbano. «Nella piazzetta Scegnu – si legge - nella zona archeologica, non puliscono quasi mai e con i bambini piccoli non si può neanche andare perché ci sono i vetri delle bottiglie rotte dai ragazzi che escono il sabato sera e la domenica». E aggiunge, richiamando l’attenzione anche delle autorità. «Si ubriacano, sporcano e fanno tanto altro».

La lettera continua puntando il dito su chi dovrebbe contenere questo stato di cose. «Il  Comune non fa il suo dovere come sempre non fa pulire e non controllano se è pulito, per lo meno nelle piazzette nelle zone turistiche». Come se non bastasse tenere chiuso il parco archeologico, dunque, c’è anche la sporcizia tutto intorno su cui tenere conto. Giungono quotidianamente al giornale segnalazioni da parte di cittadini esasperati per il degrado in cui versa il territorio manduriano, senza considerare quello delle campagne!

Dopo l’appello  dei residenti di piazza Maria Ausiliatrice per la sporcizia o quello dei residenti di Viale Medaglie d’Oro che il 16 maggio in attesa del passaggio della processione di Santa Gemma sono stati costretti a ripulirla nel migliore dei modi, per non parlare delle condizioni irrispettose del cimitero, si aggiungono le condizioni in cui si trova la pineta di San Pietro in Bevagna e quella disgustosa fontana al centro della villa comunale dalla quale pendono alghe viscide e putride.

Al nostro sindaco, alla sua consigliera Marita Minonne e al presidente del consiglio Enzo Andrisano dalle cui finestre vedono solo splendore, consiglieremmo piuttosto di vigilare sull’efficienza della ditta incaricata di svolgere tali mansioni. Piuttosto che sperare di cambiare la situazione puntando sugli operai dei Cantieri di cittadinanza e del Red. «Pur di parlar male della nostra città si ha l’arroganza di non verificare», scriveva qualche giorno fa il primo cittadino sulla sua pagina ufficiale di Facebook.

Katja Zaccheo

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