Studentesse manduriane per valorizzare il museo MarTa

Locali
Manduria giovedì 20 aprile 2017
di Redazione
Studentesse manduriane per valorizzare il museo MarTa
Studentesse manduriane per valorizzare il museo MarTa © n.c.
Le liceali del De Sanctis-Galilei di Manduria in missione nel capoluogo ionico alla ricerca di nuove formule per contribuire al rilancio di Taranto puntando sulla sua perla più preziosa: il museo nazionale Marta. Il team che ha scelto di chiamarsi “AMArTAras” è composto dalle alunne della II C del corso di scienze umane del liceo manduriano ed è guidato dai docenti Angela Portulano e Pietro Blu Giandonato. Insieme hanno aderito al progetto didattico di cittadinanza consapevole “A scuola di OpenCoesione” (ASOC) sviluppando attività di monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici concentrandosi appunto sul Marta, il centro museale tra i più importanti d’Italia fondato nel 1887 con un’esposizione suddivisa cronologicamente a partire dall’era preistorica sino al periodo altomedioevale. «Siamo convinte che Taranto, la più antica Polis del Meridione - spiega la portavoce del team - possa trovare nel turismo e nella cultura una valida alternativa, una risorsa inestimabile di lavoro per l’economia di una città che ha sempre tratto i suoi profitti dalla pesca e la mitilicoltura, dall’arsenale militare e dalla produzione siderurgica, divenendo uno dei maggiori poli industriali per la lavorazione dell’acciaio in Europa». Per meglio approfondire l’argomento il team si è recato direttamente a Taranto dove ha incontrato la direttrice del museo, Eva Degl’Innocenti, la giovane archeologa toscana che dal suo insediamento, appena due anni fa,  è riuscita a far aumentare considerevolmente il numero di visitatori e a ridare il giusto risalto alla perla ionica. Con profonda amarezza le liceali hanno poi scoperto che l’importante esposizione del secondo livello nella quale è esposta la tomba dell’atleta tanto pubblicizzata, in realtà non è accessibile al pubblico se non in orari molto ristretti e solo in occasioni particolari. «E’ un vero peccato - dicono le alunne che hanno avuto la fortuna di visitarlo -, considerato che proprio al secondo piano pare siano esposte numerose opere d’arte di particolare rilevanza e pregio, come l’Addolorata Piangente su lastra di Zinco». Dopo aver sottoposto alcuni questionari ai visitatori del museo tarantino, le giovani si sono spostate a Manduria per porre a confronto due realtà significativamente diverse da un punto di vista demografico e di estensione ma accomunate dalla presenza di opere incompiute, ricchezze archeologiche «poco valorizzate per scelte politiche opinabili», spiegano le alunne. «A nostro modesto parere – proseguono le studentesse tornando a parlare del MarTa -, la rivalutazione del museo costituirebbe un ottimo punto di partenza per la costruzione di una nuova immagine di Taranto finalmente libera dai soliti luoghi comuni in materia di inquinamento e vivibilità; siamo stanche di sentir parlare di Taranto solo per denunciarne il grado di disoccupazione o la percentuale crescente di insorgenza di Tumori, la nostra – dicono ancora - sarà sicuramente una goccia nell’oceano,  ma cercheremo di dimostrare che un cambiamento di rotta è possibile, partendo proprio dalla consapevolezza che sia necessario sensibilizzare l’opinione dei cittadini, gli enti preposti provinciali, regionali e nazionali- concludono le scolare». Quali suggerimenti avranno da proporre grazie al loro impegno civico nell’incontro che avranno a breve con l’assessore allo sviluppo economico di Taranto, Giovanni Guttagliere, lo scopriremo in seguito. Katja Zaccheo
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