«Sulla via per Oria 2mila metri di inquinamento»

Locali
Manduria martedì 18 novembre 2014
di Redazione
«Sulla via per Oria 2mila metri di inquinamento»
«Sulla via per Oria 2mila metri di inquinamento» © n.c.
MANDURIA - Una distesa di cemento liquido solidificato, eternit d’amianto, plastiche, ferro, barattoli di rame, terriccio di colore giallastro e nero ed altri materiali di incerta natura. E’ l’ultima offesa manduriano al territorio scoperta dall’ambientalista savese Mimmo Carrieri che in un esposto presentato alla Guardia di Finanza di Manduria ha documentato anche fotograficamente un insolito paesaggio. «Percorrendo la  strada provinciale che collega Manduria ad Oria, giunto a circa due chilometri dall’ex aeroporto militare , - scrive Carrieri nella denuncia presentata alla tenenza della Guardia di Finanza di Manduria -, mi immettevo in  una strada in terra battuta  per dirigermi verso l’ arteria stradale parallela che porta verso Francavilla Fontana quando, percorsi circa 200 metri, notavo che ai margini della stessa strada e in aderenza a dei cespugli e ad un prato verde – continua l’ambientalista -, vi era un’area di circa duemila metri quadri ricoperta da una “gittata” di materiale di colore biancastro come se vi fosse stata una cementificazione». Nel descrivere quello che nell’esposto viene definito come un «paesaggio lunare accessibile a chiunque», Carrieri segnala che «dallo strato del  materiale solidificato sparso sul terreno (forse ex cava?) emergevano  pezzi di eternit, plastiche, ferro barattoli di rame, terriccio di colore giallastro e nero ed altri materiali di incerta natura  e sconosciuta provenienza». A conclusione della denuncia, l’ambientalista già autore di numerosissime denunce di natura ambientale e igienico sanitario più in generale, chiede alle Fiamme gialle che si occuperanno del caso, di «avviare opportune indagini al fine di stabilire se il suolo ricoperto dai materiali  in questione abbia  subito danni da inquinamento che  potrebbero essere fonte di pericolo anche  per la salute pubblica e, qualora si dovessero ravvisare  eventuali estremi di  reato – aggiunge - di perseguirne i responsabili se individuati». Nazareno Dinoi
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