Polemiche sui social

Divieto di giocare a palla sulle piazze di Sava

Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco Dario Iaia che fa richiamo al «miglioramento delle condizioni di vivibilità dei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale»

Attualità
Manduria venerdì 13 luglio 2018
di La Redazione
Divieto
Divieto © Google

Dal 9 luglio a Sava non è più possibile giocare a palla sulle principali piazze del paese. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco Dario Iaia che fa richiamo al «miglioramento delle condizioni di vivibilità dei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale» ed anche ai «diritti fondamentali altrui condizionati in modo negativo alla fruizione di spazi pubblici o di uso pubblico e al decoro del paese». Il motivo viene spiegato così nella premessa dell’atto restrittivo. «Sono giunte innumerevoli segnalazioni da parte di alcuni cittadini, circa la presenza nelle piazze del centro abitato, di ragazzi che con il gioco del pallone stanno arrecando danni a cose, a edifici pubblici e privati e molestia a persone anziane o bambini che sostano in dette zone per trascorrere in serenità gran parte della loro giornata». Ragazzini e adulti sono quindi avvisati: se vengono sorpresi a palleggiare in una delle sei aree pubbliche individuate, rischiano una multa sino a 500 euro. Le piazze che rientrano nella prescrizione sono Piazza San Giovanni, Piazza Spagnolo Palma, Piazza Risorgimento, Piazza Europa, Piazza Matteotti e Parco Cinieri. E come accade quando, nelle periferie di tutti i centri, la palla va a finire nelle mani del vicino che la restituisce tagliata ai ragazzini irrispettosi, anche i vigli urbani di Sava sono tenuti a fare altrettanto. «È fatta salva la facoltà per gli organi accertatori – recita l’ordinanza in questione - di provvedere al sequestro amministrativo cautelare delle cose utilizzate per commettere la violazione».

Già a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza, non sono mancate le critiche circolate sui social. Pronta la replica del primo cittadino. «Questi posti – scrive Iaia -, sono frequentati da anziani, da bambini e da disabili, i quali non devono essere costretti a subire “pallonate” e, quindi, danni solo perché non siamo in grado di vietare ciò che è ovvio non debba avvenire in una piazza pubblica». E ancora. «Non mi sembra – conclude - che sia normale che, mentre si consuma un panino, arrivi un pallone nel piatto». Al momento non risultano trasgressori già multati.

N.Din.

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