Più di tre secoli

Inchiesta mafia-politica "Impresa", tutti i nomi con le richieste di pena

Più di tre secoli di pena (330 anni e 3 mesi in tutto), cinque rinvii a giudizio, nove non luogo a procedere e otto assoluzioni. Tra questi ultimi il sindaco di Avetrana, Antonio Minò. Si è conclusa con una cascata di richieste..

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Manduria venerdì 11 maggio 2018
di La Redazione
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Più di tre secoli di pena (330 anni e 3 mesi in tutto), cinque rinvii a giudizio, nove non luogo a procedere e otto assoluzioni. Tra questi ultimi il sindaco di Avetrana, Antonio Minò. Si è conclusa con una cascata di richieste di condanne la requisitoria del pubblico ministero, il sostituto procuratore distrettuale antimafia, Milto Stefano De Nozza, nell’udienza preliminare tenuta ieri davanti al gup del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo. L’inchiesta dell’antimafia leccese denominata “Impresa”, su presunti intrecci tra esponenti mafiosi e amministratori pubblici, è quella che ha dato il via allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Manduria e che vede come imputati 76 persone tra politici, imprenditori ed esponenti della malavita organizzata ritenuti affiliati ad una frangia tarantina della sacra corona unita.

Le pene più alte sono state quelle richieste per Antonio Campeggio, detto “Tonino scippatore”, Daniele Lorusso, Giovanni Buccoliero conosciuto come “Peppolino Capone” e Franco D’Amore, ritenuti a capo dell’organizzazione ognuno nei rispettivi territori e con ruoli differenti. Per loro l’accusa ha chiesto, rispettivamente, 20 anni ai primi due, 18 e 16 anni di reclusione agli altri. Riflettori accesi ieri soprattutto sui politici coinvolti, cinque in tutto. Per due di loro, Giuseppe e Domenico Margheriti, sindaco e vicesindaco di Erchie, si dovrà attendere la decisione del tribunale di Brindisi dove la loro posizione è stata trasferita per competenza di territorio. Per i due ex amministratori pubblici di Manduria, Nicola Dimonopoli e Massimiliano Rossano, ex presidente del Consiglio comunale il primo ed ex assessore il secondo, il pubblico ministero ha chiesto 4 anni al primo e 8 anni e 8 mesi al secondo, pene scontate di un terzo per il rito abbreviato scelto. Esce a testa alta, almeno per ora, l’attuale sindaco di Avetrana, Antonio Minò, che ha incassato la richiesta dell’assoluzione per non avere commesso il fatto.

Quasi tutti gli indagati, tra i 71 alla sbarra ieri, avevano chiesto il rito abbreviato. Dei quattrodici dell’ordinario, solo cinque sono stati rinviati a giudizio (Ferdinando Portogallo, Marcello Palmisano, Franco Spina, Erminio Vitiello e Vincenzo Magliulo), mentre per nove è stato proposto deciso il non luogo a procedere: Luigi Blasi, Pietro Calò, Fernando D’Ambrogio, Paolo Lanzo, Pasquale Locorotondo, Arnaldo Marinelli, Giuseppe Mazza, Luigi Morgante e Giovanni Stano.

Questo invece l’elenco di chi rischia la sentenza di condanna. Maria Ancora, un anno e 8 mesi; Davide Biasi, 12 anni; Cosimo Bisci, 8 anni; Antonio Bonetti, 4 anni e 8 mesi; Giuseppe Borgia, 5 mesi e mezzo di reclusione; Giovanni Buccoliero, 18 anni; Giuseppe Buccoliero, 10 anni e 8 mesi; Antonio Campeggio, 20 anni; Luciano Carpentiere, 10 anni; Camillo Ciccarè, 2 anni e 8 mesi; Maurizio Ciccarone, 4 anni e 8 mesi; Daniele D’Amore, 4 anni e 8 mesi; Francesco D’Amore, 16 anni; Carlo Gabriele Daggiano, 8 anni; Agostino De Pasquale, 10 anni; Giovanni Riccardo De Santis, 6 anni; Leonardo De Santis, 6 anni; Simona De Santis, un anno e 4 mesi; Simone De Valerio, 2 anni e 8 mesi; Nicola Dimonopoli, 4 anni; Daniela Donatelli, un anno e 8 mesi; Damiano Locritani, 5 anni e 4 mesi; Daniele Lorusso, 20 anni; Giuseppe Mancuno, 2 anni e 8 mesi; Costanza Manelli, un anno e 4 mesi; Cosimo Mazza, 6 anni; Gianluca Mazza, 4 anni e 4 mesi; Giampiero Mazza, 14 anni; Vito Mazza, 14 anni; Cosimo Merolla, 8 anni; Ciro Milizia, 8 anni; Marco Monaco, un anno e 8 mesi; Fabrizio Monte, 10 anni; Cosimino Morleo, 4 anni; Francesco Palmisano, 6 anni e 4 mesi; Gianluca Palombella, un anno e 8 mesi; Cataldo Panariti, 8 anni e 8 mesi; Pasquale Pedone, 6 anni e 4 mesi; Cosimo Damiano Pichierri, 8 anni; Gino Michele Pichierri, 7 anni; Giorgio Pitardi, 4 anni; Massimiliano Rossano, 8 anni e 8 mesi; Antonio Scorrano, 8 anni; Oronzo Soloperto, 12 anni; Cosimo Storino, 10 anni; Leonardo Trombacca, 10 anni; Antonio Fanuli, 4 anni; Pietro Corona, 6 anni. Assolti Salvatore Laneve, Guido Zancanaro, Emilio Tosetto, Vincenzo Simeone, Giovanni My, Antonio Minò, Luigi Miccoli, Teodosio Leo, Pierpaolo Borgia.

Tra gli avvocati del folto collegio difensivo si ricordano Cosimo Micera, Antonio Liagi, Lorenzo Bullo, Franz Pesare, Nicola Marseglia, Fabio Falco, Salvatore Maggio, Armando Pasanisi, Fabrizio Lamanna. Prossima udienza il 24 maggio per passare la parola alle parti civili e poi alle difese.

Nazareno Dinoi

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