La protesta del consigliere regionale Luigi Morgante

Giannuzzi: adesso tocca a Utic e Nefro

secondo il nuovo regolamento regionale del riordino ospedaliero della Regione Puglia, è destinato a perdere anche i reparti di Nefrologia e Unità coronarica

Attualità
Manduria mercoledì 14 marzo 2018
di La Redazione
Ospedale Giannuzzi Manduria
Ospedale Giannuzzi Manduria © La Voce

Dopo la soppressione del punto nascite, dei reparti di ginecologia e pediatria, del depotenziamento dei servizi di oculistica, anatomo patologia e gastroentorologia, il Marianna Giannuzzi, secondo il nuovo regolamento regionale del riordino ospedaliero della Regione Puglia, è destinato a perdere anche i reparti di Nefrologia e Unità coronarica e il servizio di Medicina del lavoro. A rischio anche la Cardiologia in funzione di una modifica al piano riordino che all’articolo 3 comma 7 del regolamento regionale prevede questa rettifica: “Cardiologia (3 unità eccedenti rispetto al numero massimo di 7): trasformazione in servizio di cardiologia senza posti letto entro il 31 dicembre 2018 se insistenti in ospedali pubblici e privati accreditati non dotati di Unità Coronarica”. La prevista chiusura dell’Utic, insomma, comporterà il depotenziamento della cardiologia che da reparto con posti letto passerà a servizio ambulatoriale.

La notizia, diffusa come sempre dai giornali, ha fatto cambiare idea a chi sino a poco tempo fa annunciava fantasiosi potenziamenti dell’ospedale manduriano. A ravvedersi su questo è il consigliere regionale manduriano, Luigi Morgante che si dice pronto a presentare una interrogazione sull’argomento.

“Depotenziare il Giannuzzi privandolo del reparto di Nefrologia e dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica – scrive Morgante in un comunicato - non è soltanto un grave errore e una sconfitta del buon senso, ma una decisione che comporta dei rischi che nessuno può e deve permettersi di correre”. Per questo Morgante chiede al presidente Michele Emiliano, al direttore del Dipartimento Giancarlo Ruscitti e ai vertici dell’Asl di Taranto di fermare “un iter che non può trovare alcuna giustificazione” e di dimostrare “coerenza con quanto espressamente e pubblicamente dichiarato in merito alle promesse di attenzioni dovute verso un territorio in passato troppe volte ignorato e calpestato”.

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I commenti degli utenti
  • giorgio sardelli ha scritto il 14 marzo 2018 alle 13:59 :

    Di chi è la colpa se Manduria è un territorio ignorato e calpestato? Rispondi a giorgio sardelli

  • Giovanni ha scritto il 14 marzo 2018 alle 12:55 :

    Morgante che fa sonnechhia in consiglio regionale e adesso si sorprende di questi provvedimenti? Sono scelte fatte col piano di riordino e adesso si scoprono cose che occorreva verificare. prima. Quanto a Emiliano che è anche assessore alla sanità non c'è da fare molto affidamento, di solito dei problemi della provincia di Taranto gli importa abbastanza poco, salvo quando deve candidare baresi nel nostro territorio. Comunque adesso ce la caviamo con una bella interpellanza e risolviamo tutto. O quasi. Rispondi a Giovanni

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