Dati già noti nel 2013

Falda inquinata, ma da quanto tempo?

Le analisi effettuate dall’Arpa Puglia prima dell’estate, hanno documentato la presenza di una forte concentrazione di metalli pesanti cancerogeni (Ferro, Manganese e Nichel), nei campioni di acqua prelevati dai pozzi sentinella s

Attualità
Manduria sabato 16 settembre 2017
di La Redazione
Discarica Li Cicci
Discarica Li Cicci © La Voce di Manduria

L’ufficio tecnico del comune di Manduria ha approvato il piano per la bonifica della falda inquinata intorno alla vecchia discarica «Li Cicci» situata nell’omonima contrada che confina con l’altra discarica in fase attiva, la Manduriambiente.

Le analisi effettuate dall’Arpa Puglia prima dell’estate, hanno documentato la presenza di una forte concentrazione di metalli pesanti cancerogeni (Ferro, Manganese e Nichel), nei campioni di acqua prelevati dai pozzi sentinella situati intorno all’ex discarica.

Il progetto prevede la realizzazione di cinque pozzi che dovrebbero rintracciare la vena acquifera inquinata e convogliarla in un impianto Taf (trattamento acqua di falda) dove l’acqua subirà un processo di disinquinamento prima di essere riammessa nel sottosuolo. Un’opera d’ingegneria idraulica che costerà circa 3,1 milioni di euro, oltre al milione e mezzo già spesi per la messa in sicurezza delle vasche di raccolta. Lo scopo dell’opera è quello di creare una barriera che impedisca l’inquinamento a valle della discarica. Un obiettivo che presenta molti dubbi circa la sua utilità se si pensa che la presenza di inquinanti cancerogeni era stata già documentata nel 2013 da una ditta specializzata, la«Aer Consulting di Capurso, Bari, incaricata dal comune di Manduria. Da allora e sino ad oggi mai niente è stato fatto per impedire la diffusione né l’uso dei diversi pozzi artesiani esistenti a servizio degli uliveti che circondano la zona.

Rimasta in esercizio per circa quattro anni, la discarica «li Cicci» ha fruttato all’impresa che l’ha avuta in gestione qualcosa come 20 milioni di euro di soldi pubblici (calcolando una media di 40 euro a tonnellata moltiplicati per 500 mila tonnellate di spazzatura conferita dai 17 comuni del bacino) e ha accolto i rifiuti solidi urbani dei comuni dello stesso bacino per un totale di circa 70.000 metri cubi di spazzatura. Dopo la dismissione e un breve periodo di sottrazione di bio gas dal corpo dei rifiuti, la discarica gestita dalla società Mandeco fu praticamente abbandonata senza interventi di post-gestione con effetti su ambiente e salute che oggi, forse, ancora non si riescono a quantificare.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • giorgio sardelli ha scritto il 16 settembre 2017 alle 16:40 :

    questo in contrada LI CICCI e in contrada LA CHIANCA? cosa sta succedendo? non si muove più foglia da nessuna direzione Rispondi a giorgio sardelli

  • lorenzo trupiano ha scritto il 16 settembre 2017 alle 10:24 :

    E le fidejussioni in obbligo di legge a garanzia dove sono? E gli organi preposti al controllo in fase di riempimento cosa accertavano? E una volta riempita chi ha verificato il collaudo finale? E la convenzione con il Comune conteneva le prescrizioni di legge? Che stile! Sembra assurdo che a Manduria ci si preoccupi dopo a danno fatto. Rispondi a lorenzo trupiano

Altre news
Le più commentate
Le più lette