La masseria è situata a 5 metri di distanza del lato sinistro della strada provinciale che da Maruggio conduce ad Avetrana. Dista 2.000 metri ad est di Maruggio e 2.500 metri dal mare.
Il terreno, ove giace la masseria, misura quasi 25 ettari. L’ordinamento colturale è costituito da uliveto: 500 piante su 1.200 hanno oltre quattro secoli di vita.
La masseria “li Grazioli” è appartenuta alla nobile famiglia Covelli, presente in Terra di Maruggio fin dal XVII secolo. Nel Catasto Onciario di Maruggio (1749): don Girolamo Covelli (nominato arciprete nel 1645), Antonio Covelli (dal 1653 reverendo della chiesa piccola del Castello), Giuseppe Covelli (dal 1653 “cantore de la Terra Covelli e dal 1678 conduttore delle “grancie della Commenda”), Oronzo Covelli delle “Terre della Chiesa”) e Pasquale Covelli (sindaco di Maruggio nel 1753). Oggi la masseria, i cui locali (sapientemente restaurati) sono destinati ad alloggi per turisti che amano il tempo andato, è di proprietà dei fratelli Filomena: Tonino, Fernando e Anna Rita.
Una particella della masseria, estesa circa 4 ettari, è costituita da macchia mediterranea e da una “…certa concentrazione di tegolame e cocci acromi misti… che paiono assegnare ad epoca greca l’utilizzo del luogo (…). Sempre ad età greca pare rimandare una sepoltura profanata, tuttora in superficie, costituita da fossa regolare scavata nella roccia… “. Questa collinetta costituisce il punto più alto del vasto corpo fondiario: 61 metri s.l.m. E’ indicato come “Monte Maggio” (ovvero, dalle cartografie del Regno di Napoli, “Montemàsciu”), ove giacciono ”presenze d’età bronzo ferro e dì epoca greca”. Da questo “monte” si domina l’antistante tratto costiero comprendente le masserie” (inattive) de’ “la Maviglia” e “Mirante”. Ad est vi è altra masseria, detta de’ “li Suri” e, più in lontananza, la torre costiera anticorsara, detta “Borraco”.






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