E’ della provincia di Taranto l’autore del brano che ha vinto Sanremo
E’ di Palagianello, piccolo e delizioso paese della provincia occidentale di Taranto, il giovanissimo autore della canzone vincitrice della sessantesima edizione del Festival di Sanremo, cantata di Valerio Scanu.

Pierdavide Carone
PALAGIANO – E’ di Palagianello, piccolo e delizioso paese della provincia occidentale di Taranto, il giovanissimo autore della canzone vincitrice della sessantesima edizione del Festival di Sanremo, cantata di Valerio Scanu.
Pierdavide Carone, ventuno anni, è al secondo anno del corso di chitarra jazz sperimentale del conservatorio Piccinni di Bari e fin da piccolo mostra il suo talento suonando prima il flauto, poi la chitarra e scrivendo brani. A tredici anni entra per la prima volta in una sala d’incisione e si concentra sul perfezionismo delle tecniche chitarristiche. Suona nei pab, nei bar e nelle piazze con gruppi diversi sperando di “farsi notare” e di abbattere il muro dell’anonimato. Una opportunità che si realizza con la partecipazione alle selezioni di “Amici 9” dove sta ottenendo un sempre crescente interesse di pubblico e di critica. Il brano vincitore del Festival “Per tutte le volte che” è stato scritto la primavera scorsa in occasione del compleanno della sua ex fidanzata, Stefania.
(www.gazzettadelmezzogiorno.it)









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Come riuscieremo a sopravvivere a una tale vergogna?!?
Caro Gregorio, non sono d’accordo. Il brano può piacere o non piacere. Ho già scritto un commento di poche righe ieri, sempre sulla Voce, di quello che penso della vicenda Scanu-Sanremo (che, bada, non è assolutamente positivo). Però da qui a dire “come riusciremo a sopravvivere ad una tale vergogna”, non lo trovo giusto. Forse chi l’ha cantata non merita tutto quel successo. Va bene. Daltronde Sanremo pullula di brani ancora peggiori (uno per tutti il Ballo del Qua-Qua, dove un mostro sacro della canzone italiana, Albano, si è proprio sforzato). La vergogna alla quale sopravvivere risiede invece, nel non riuscire a valorizzare le potenzialità artistiche e non solo, che ci sono, nel nostro territorio. Siamo costretti, ad emigrare, per esprimere e fare giustamente valutare le nostre capacità. Questo non mi sembra giusto e palesemente iniquo. Hai idea di quanti ragazzi vorrebero avvicinarsi al mondo della musica e non hanno le possibilità economiche? Tanti, veramente tanti. C’è gente che si umilia al politico di turno solo per suonare una volta in un salone comunale o provinciale. C’è gente che paga di propria tasca, ai gestori di locali, al fine di organizzare una serata per suonare!!! Ti sembra plausibile? Hai idea di quante volte la classe politica, o i ben pensanti, non tengano conto del valore di una persona, artista o professionista o artigiano o contadino, solo perchè di uno schieramento o di un’idea “avversa”? Questo va sicuramente a detrimento delle nostre potenzialità e capacità “locali”. Questo mi procura profonda vergogna. Perchè non creare un spazio comune dove permettere a tutti di studiare, suonare, comporre, dipingere ecc…invece di sperperare denaro pubblico in opere che se mai verranno finite, andranno a beneficio di pochi? La mia nei tuoi confronti non è una critica. Anzi ammiro la schiettezza del tuo linguaggio; è profondamente e squisitamente democratico poter esprimere in libertà le proprie opinioni. La mia risposta è solo una mano tesa, ad una amichevole e collaborativa stretta. Un patto fra galantuomini insomma e non un programma politico. Questo al fine di valorizzare il nostro territorio e promuovere quelle persone meritevoli, con un proggetto serio e degli obbiettivi, al fine di far crescere la nostra terra. E’ troppo semplice fare i bagagli ed andare via. Cordialità, Giuseppe Antonio Mazza.
Caro Giuseppe, che dire, di questi tempi una lettera ben educata e ben scritta è davvero raro leggerla. Mi dai però una buona occasione per raccontarti quanto segue: nel 2003 ero Consigliere di maggioranza con l’amministrazione Calò e, nell’occasione proposi un regolamento per l’affidamento degli incarichi a professionisti improntato alla massima imparzialità, riuscii anche, nell’occasione a raccogliere le firme di sei consiglieri di maggioranza affinchè il predetto regolamneto fosse discusso in Consiglio Comunale, ebbene dopo pochi giorni alcuni dei firmatari ritirarono la la propria firma, nè i consiglieri dell’opposizione vollero in alcun modo appoggiare l’iniziativa. A buon intenditor…
(E comunque il brano di Scanu era ed è una schifezza, lasciamelo dire!)
Sono pienamente d’accordo!!! La canzone cha ha vinto è qualcosa di veramente orripilante, melenso e stucchevole! Sia sotto l’aspetto musicale che del testo.
Io spero comunque in un rinnovamento delle coscienze.
Non posso non notare dalla tua risposta, che la tua proposta per gli affidamenti degli incarichi del 2003, era sicuramente e saldamente ancorata al tuo senso civico per il mandato ricevuto dagli elettori; inoltre ti è stata sicuramente dettata dalla tua onestà intellettuale e che forse, ha cagionato il tuo allontamento dal mondo della politica.
Rinnovo i miei più cordiali saluti, Giuseppe Antonio Mazza.