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	<title>La Voce di Manduria &#187; Regionali</title>
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		<title>Stroncato da un infarto arriva in soccorso il vicino che muore pure lui</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 09:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[SAN VITO DEI NORMANNI &#8211; Tragico  destino per due anziani amici e vicini di casa di San Vito dei  Normanni, entrambi morti per infarto. Le vittime sono Antonio  Iaia, 72 anni, e Francesco Pecoraro, 70 anni, entrambi  cardiopatici, residenti al secondo e al terzo piano di un  piccolo condominio in via delle Liberta’, nella zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37420" title="Stroncato da un infarto arriva in soccorso il vicino che muore pure lui " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/ambulanza-250x232.jpg" alt="Stroncato da un infarto arriva in soccorso il vicino che muore pure lui ambulanza 250x232" width="250" height="232" />SAN VITO DEI NORMANNI &#8211; Tragico  destino per due anziani amici e vicini di casa di San Vito dei  Normanni, entrambi morti per infarto. Le vittime sono Antonio  Iaia, 72 anni, e Francesco Pecoraro, 70 anni, entrambi  cardiopatici, residenti al secondo e al terzo piano di un  piccolo condominio in via delle Liberta’, nella zona 167 del  paese.  Erano circa le 18 quando Iaia ha preso una scala, deciso a  sostituire il neon del pianerottolo della sua abitazione. E’ salito sulla scala, ma e’ stato colto da malore, accasciandosi a  terra senza dare segni di vita. E’ stata la moglie ad accorgersi  di quanto accaduto. La donna ha telefonato al 118 e poi ha  subito chiamato dal balcone l’amico del marito, Francesco  Pecoraro, che era nel cortile del condominio. Quest’ultimo, anche lui cardiopatico, si e’ precipitato in soccorso di Iaia,  ma la corsa gli e’ stata fatale. L’uomo si e’ sentito male ed e’ caduto per terra quando ancora stava salendo le scale che dal  cortile conducono verso il portone di ingresso dell’edificio.  Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni e due ambulanze del 118, i cui medici  hanno tentato, ma inutilmente, di rianimare i due pensionati. Nelle abitazioni delle famiglie delle vittime si e’ recato anche  il sindaco di San Vito dei Normanni, Alberto Magli, che conosceva personalmente i due anziani. </p>
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		<title>Buffa: &#8220;Berlusconi un precipizio&#8221;. Mantovano: &#8220;E&#8217; un comizio di Grillo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 17:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[LECCE – «Ringrazio il Presidente della Repubblica, come cittadino ma anche come giudice, per averci allontanati dal precipizio verso il quale inconsciamente marciavamo». Sono le parole con le quali il presidente della Corte d&#8217;appello, Mario Buffa, ha aperto, riferendosi alla caduta del Governo Berlusconi, la relazione per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario nell&#8217;aula magna del palazzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-37397" title="Buffa: Berlusconi un precipizio. Mantovano: E un comizio di Grillo  " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/lecce-190x130.jpg" alt="Buffa: Berlusconi un precipizio. Mantovano: E un comizio di Grillo  lecce 190x130" width="190" height="130" />LECCE – «Ringrazio il Presidente della Repubblica, come cittadino ma anche come giudice, per averci allontanati dal precipizio verso il quale inconsciamente marciavamo». Sono le parole con le quali il presidente della Corte d&#8217;appello, Mario Buffa, ha aperto, riferendosi alla caduta del Governo Berlusconi, la relazione per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario nell&#8217;aula magna del palazzo di giustizia di Lecce. «Per fortuna il vento sembra essere cambiato – ha proseguito Buffa: la nuova ministra non consuma le sue energie in tentativi di delegittimare la magistratura, creando intralci alla sua azione».</p>
<p>LA REPLICA - Parole sferzanti che hanno trovato la dura replica dell’ex sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano: «Più che una relazione da inaugurazione di anno giudiziario è sembrato un comizio in stile Beppe Grillo», ha commentato l’onorevole leccese. Accesa la polemica anche sulle mancate riforme del Governo Berlusconi. Buffa, infatti, ha sottolineato positivamente il fatto che nessuna delle riforme annunciate «sia arrivata a compimento», poiché erano finalizzate «a soddisfare esigenze personali». A tal proposito il presidente ha ricordato la «legge sulla cosiddetta prescrizione breve, che avrebbe comportato l&#8217;annichilimento di un numero imponente di processi”, “il processo lungo, che serviva solo ad impedire la celebrazione di alcuni processi”, la &#8220;nuova disciplina sulle intercettazioni, che avrebbe di fatto reso impossibili alcune indagini». «Il presidente ha attaccato il precedente governo – ha replicato Mantovano – senza sottolineare quanto di buono è stato fatto, come il codice antimafia. Giudice dovrebbe occuparsi delle leggi emanate e non di quelle mancate».</p>
<p>LA RELAZIONE - Riguardo alla situazione della giustizia nei tre distretti di Lecce, Brindisi e Taranto, nelle oltre trenta pagine di relazione Buffa ha evidenziato che «dopo un anno nulla è cambiato: la giustizia continua a funzionare poco e male, perché non riesce ad assicurare tempi ragionevoli per la definizione dei processi e, anche per quanto riguarda la qualità del prodotto, più di qualcosa lascia a desiderare». La lentezza è uno dei grandi mali della giustizia nostrana, specie nei procedimenti penali, la cui durata risulta aumentata da 457 a 626 giorni, nonostante il numero di procedimenti pervenuti (2001) sia stato inferiore rispetto all&#8217;anno precedente (2166). Anno giudiziario, il caso: «Buffa come Grillo», scintille con Mantovano. A distanza di un anno Buffa torna a occuparsi della querelle dei palazzi di via Brenta, sede del polo della giustizia civile leccese: «L&#8217;amministrazione comunale ha raggiunto un accordo con l&#8217;ente proprietario dei palazzi che le ha permesso di liberarsi, grazie alla determinazione del sindaco Perrone, degli insopportabili oneri economici che irragionevolmente erano stati assunti con la stipula di un contratto di leasing». Una vicenda per cui, è bene ricordarlo, si sta celebrando un processo dinanzi ai giudici del Tribunale penale di Lecce. “Ringrazio il presidente della Corte d&#8217;Appello, Mario Buffa, che, nella sua dettagliata relazione, ha ritenuto di dover pubblicamente evidenziare il buon operato dell&#8217;amministrazione comunale nella risoluzione della vicenda giudiziaria dei palazzi di via Brenta” il commento del sindaco Paolo Perrone. Nella relazione si analizzano poi i nodi cruciali che accomunano la vita sociale al mondo della giustizia: criminalità, immigrazione e sovraffollamento delle carceri. Significativo l&#8217;intervento del rappresentante del Consiglio superiore della magistratura, Roberto Rossi, che ha ricordato come «l&#8217;essenza stessa dell&#8217;essere giudici sia l&#8217;indipendenza. Senza indipendenza non è possibile la tutela dei cittadini». Il procuratore generale Giuseppe Vignola ha ricordato i successi ottenuti da magistratura e forze dell&#8217;ordine nei temi caldi una terra, il Salento, che deve combattere contro le infiltrazioni criminali in settori come l&#8217;ambiente, la cosiddetta green economy, il commercio e lo sfruttamento dell&#8217;immigrazione clandestina. L&#8217;unico rappresentante dell&#8217;avvocatura, il presidente dell&#8217;Ordine degli avvocati di Lecce, Luigi Rella, dopo aver letto un comunicato per spiegare i motivi della protesta del mondo forense, ha abbandonato l&#8217;aula.</p>
<p><strong>Andrea Morrone sul Corriere del mezzogiorno.it</strong></p>
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		<title>Vendola dice no alle primarie chieste dal Pd</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 05:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BARI — Lecce è persa, Taranto deve essere blindata. Quindi a Brindisi si può fare un sacrificio. Nichi Vendola dice no alle primarie nel capoluogo jonico, dove il candidato unitario, sostiene, deve essere Ippazio Stefàno. E intanto tratta con Giovanni Brigante perché rinunci a correre a Brindisi contro il candidato unitario del resto della coalizione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37210" title="Vendola dice no alle primarie chieste dal Pd " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/hsGetImage-52-250x214.jpg" alt="Vendola dice no alle primarie chieste dal Pd hsGetImage 52 250x214" width="250" height="214" />BARI — Lecce è persa, Taranto deve essere blindata. Quindi a Brindisi si può fare un sacrificio. Nichi Vendola dice no alle primarie nel capoluogo jonico, dove il candidato unitario, sostiene, deve essere Ippazio Stefàno. E intanto tratta con Giovanni Brigante perché rinunci a correre a Brindisi contro il candidato unitario del resto della coalizione, Mimmo Consales.<br />
«Il centrosinistra rompa gli indugi e dia il via a una campagna elettorale che continui la straordinaria opera di cambiamento incarnata da Stefàno che di primarie e secondarie, ne ha fatte tante in quella città», dichiara il governatore che alla causa chiama anche Michele Emiliano, citando sue dichiarazioni in favore del sindaco uscente di Taranto. «Dobbiamo sentire l&#8217;orgoglio di avere nelle nostre grandi città, a Bari come a Taranto, sindaci che non solo sono dotati di uno straordinario carisma e consenso popolare. Ma sono i simboli viventi di quello che dovrebbe essere il centrosinistra come coalizione del cambiamento». Vendola prova a chiudere così la partita tarantina, ma il segretario pd Sergio Blasi, trasecola: «Non ci voglio credere e non ci posso credere. Mi sembra che si sia capovolto il mondo: ma come, chi chiede le Primarie ovunque, non vorrebbe farle in Puglia?». In suo soccorso, sia pure con toni diversi, che preludono all&#8217;intesa per tutti a portata di mano, arriva Antonio Decaro, capogruppo pd alla Regione. «Le primarie, strumento democratico, non vanno invocate a seconda delle circostanze». Il ruolo del mediatore, però, se lo ritaglia Michele Emiliano. «Sel, alleato leale a Lecce, non merita questo dispiacere a Taranto. Certo, le legittime ambizioni di Pelillo devono essere compensate».<br />
Ecco qui, dunque, l&#8217;altro nodo, oltre la parallela partita elettorale di Brindisi: l&#8217;ambizione di Michele Pelillo, assessore al Bilancio di Vendola, sponda Pd, che invoca l&#8217;investitura a candidato sindaco del centrosinistra, sfidando Stefàno alle primarie. «Se opponiamo le primarie ogni volta che dialoghiamo con un alleato &#8211; insiste Emiliano che con Pelillo ha un rapporto difficile da tempo &#8211; Sel non avrebbe mai un candidato». Ma la segreteria democratica, per ora, insiste sulle primarie. «Abbiamo il dovere di battere il centrodestra, isolarlo e costruire le condizioni, come abbiamo fatto a Lecce», dice Blasi. Le ragioni non sarebbero solo strategiche: Pelillo rinuncerebbe alla corsa a sindaco, soltanto se gli venisse offerto un seggio sicuro per le Politiche. Un seggio che andrebbe sfilato a Ludovico Vico, dalemiano di ferro, visto che le ambizioni di Giovanni Florido non pare possano essere frustrate.<br />
Partita complessa, quindi. Emiliano invita ad avere lo sguardo lungo. «Imporre a Stefàno le primarie senza contestargli niente di esiziale, significa mettere in discussione l&#8217;alleanza con Sel». Dunque si aspetta un imminente ritiro di Pelillo. Tertium non datur: «Questa volta il centrodestra non ci farà il regalo di marciare diviso». Ma invita Stefàno a moderare i toni. «Il sindaco uscente &#8211; conclude il presidente pd &#8211; dovrebbe avere un atteggiamento meno urticante nei confronti di chi avrebbe da esprimere le proprie ambizioni e invece dovrà accettare un sacrificio».<br />
<strong>Adriana Logroscino sul Corriere del Mezzogiorno</strong><br />
RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>La sexy prof chiede un milione</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 05:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LECCE — La storia infinita della «sexy prof di Monteroni», balzata alle cronache per aver permesso nell&#8217;aprile del 2006 ai suoi studenti, minorenni, di palpeggiarla in aula durante l&#8217;ora di matematica, torna nuovamente in un aula di tribunale.
Si è aperto, ieri, infatti, il processo che vede come imputati due ragazzi veneti di 23 e 24 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37215" title="La sexy prof chiede un milione  " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/prof-monteroni-250x204.jpg" alt="La sexy prof chiede un milione  prof monteroni 250x204" width="250" height="204" />LECCE — La storia infinita della «sexy prof di Monteroni», balzata alle cronache per aver permesso nell&#8217;aprile del 2006 ai suoi studenti, minorenni, di palpeggiarla in aula durante l&#8217;ora di matematica, torna nuovamente in un aula di tribunale.<br />
Si è aperto, ieri, infatti, il processo che vede come imputati due ragazzi veneti di 23 e 24 anni, accusati di aver immesso in rete un anno dopo, nel 2007, su alcuni siti, un filmato che ritraeva la donna mentre in classe parlava al telefono ed era palpeggiata sul sedere da alcuni studenti.<br />
La professoressa, assistita dall&#8217;avvocato Francesca Conte, si è costituita parte civile e ha chiesto un risarcimento non inferiore a un milione di euro.</p>
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		<title>Cambio di guardia nella sanità pugliese, Fiore lascia il posto a Attolini</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 05:41:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BARI - -Si è dimesso l’assessore regionale della Puglia alla Sanità, Tommaso Fiore. Al suo posto è stato nominato Ettore Attolini.
Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha annunciato poco fa nel corso di una conferenza stampa nella sede di Bari che tra poco firmerà il decreto con cui sostituisce l’assessore alle Politiche della salute Tommaso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-37175" title="Cambio di guardia nella sanità pugliese, Fiore lascia il posto a Attolini " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/fiore-190x130.jpg" alt="Cambio di guardia nella sanità pugliese, Fiore lascia il posto a Attolini fiore 190x130" width="190" height="129" />BARI - -Si è dimesso l’assessore regionale della Puglia alla Sanità, Tommaso Fiore. Al suo posto è stato nominato Ettore Attolini.</p>
<p>Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha annunciato poco fa nel corso di una conferenza stampa nella sede di Bari che tra poco firmerà il decreto con cui sostituisce l’assessore alle Politiche della salute Tommaso Fiore, tecnico indipendente vicino alla sinistra, con un altro tecnico che ha collaborato con il primo in questi anni, Ettore Attolini. Vendola ha chiarito che si è trattato di una &#8220;decisione presa da solo su base fiduciaria. Non penso &#8211; ha proseguito &#8211; di aver fatto strappi nè di aver mancato di rispetto a nessuno. Ettore Attolini è una persona di assoluta competenza tecnica e indipendenza&#8221;. Il fatto che non appartiene a nessun partito e a gruppo politico &#8220;ci da più garanzie&#8221;, ha concluso.</p>
<p>Nel corso della conferenza stampa alla quale erano presenti sia l’assessore uscente che quello subentrante, Vendola ha chiarito che la scelta non è stata dettata “da possibili altri cambiamenti in Giunta dovuti alle prossime amministrative. L’ultimo impegno che ho estorto all’assessore Fiore era quello del bilancio ma lui già da un anno aveva chiesto di poter andar via e di dedicarsi alla sua attività di primario e professore universitario”. Il nuovo assessore Attolini ha sottolineato “la stanchezza e le difficoltà di molti operatori che si trovano ad esercitare la loro attività” e ha promesso che la sua azione amministrativa punterà al “miglioramento del funzionamento della &#8216;macchinà in assoluta sicurezza e appropriatezza, al netto delle pressioni lobbistiche”.</p>
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		<title>Il mistero dei cadaveri mummificati</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 22:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[SAN DONACI – Il caso più eclatante è quello di una bimba morta piccolissima mezzo secolo fa: quando la piccola cassa è stata riaperta per trasferire i poveri resti nell’ossario, i necrofori sono rimasti di sasso. Il corpo dell’esserino era saponificato, il volto come quello di una bambola, il corpicino ancora quasi intatto sotto gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-36705" title="Il mistero dei cadaveri mummificati " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/ampliamento-cimiteriale-250x250.jpg" alt="Il mistero dei cadaveri mummificati ampliamento cimiteriale 250x250" width="250" height="250" />SAN DONACI – Il caso più eclatante è quello di una bimba morta piccolissima mezzo secolo fa: quando la piccola cassa è stata riaperta per trasferire i poveri resti nell’ossario, i necrofori sono rimasti di sasso. Il corpo dell’esserino era saponificato, il volto come quello di una bambola, il corpicino ancora quasi intatto sotto gli abiti stracciati. Ma ci sono altri casi, meno eclatanti ma ugualmente sconvolgenti, come quelli di anziani quasi intatti dieci o vent’anni dopo la tumulazione, qualcuno con i capelli e le unghie allungate. Nel cimitero di San Donaci i morti non ritornano cenere, ma neanche ossa: un mistero che naturalmente non ha a che fare con il paranormale ma che comprensibilmente risulta inquietante e comporta persino problemi logistici. Non potendo trasferire le salme dopo il tempo previsto negli ossari, i loculi non si liberano e l’Amministrazione comunale è costretta ad ampliare il camposanto per realizzare nuovi loculi. Anche perché qui a San Donaci c’è l’usanza di non seppellire sotto terra: solo cappelle familiari o tombe a muro. In un anno, su sessanta estumulazioni, quaranta salme vengono trovate mummificate o saponificate. Un caso forse unico in Italia, che sembra non avere una semplice spiegazione scientifica, tenuto conto proprio del fatto che non può essere una conseguenza di particolari caratteristiche del terreno.</div>
<div align="justify">Nessuna delle salme trovate saponificate si trovava sotto terra e dunque, essendo le procedure di sepoltura identiche a quelle seguite nei comuni vicini, non si capisce perché mai nelle cappelle del cimitero di San Donaci accada questo fenomeno del quale non si hanno invece notizie altrove. Il cimitero di San Donaci contiene all’incirca tremila loculi. Le estumulazioni avvengono almeno 20 anni dopo la morte, un periodo sufficiente per far sì che i corpi vengano tolti dal loculo per essere trasportati nell’ossario.  Una pratica che a San Donaci risulta però impraticabile. Proprio ieri i necrofori si sono trovati davanti alla salma di una donna saponificata e il responsabile cimiteriale non ha potuto far altro che richiudere la bara. Episodi che, comprensibilmente choccano i congiunti dei defunti che hanno facoltà di assistere alle operazioni di apertura delle bare e che spesso si ritrovano a vivere un dolore imprevisto. Nella mummificazione, avvenuta spesso in tale comune e testimoniata da foto in nostro possesso e dalle affermazioni del responsabile cimiteriale, vi è un disidratazione veloce dei tessuti corporei e una successiva evaporazione dei liquidi. Nella saponificazione, la pelle si attacca alle ossa formando una sostanza chiamata adipocera che è simile alla cera e ha un aspetto viscido che favorisce la conservazione del corpo. Nel cimitero di San Donaci i morti vengono disposti nei loculi a muro, proprio perché non vi è la cultura della sepoltura sotterranea. E dunque è certo che in pochi accetterebbero di mutare questa tradizione. C’è chi pensa alle soluzioni possibili. Qualcuno azzarda che si potrebbero utilizza delle speciali pasticche da inserire nella cassa e che favoriscono il procedimento di decomposizione. Ma ci deve essere l’autorizzazione sanitaria che dipende dalle Asl di appartenenza.  Intanto, per la carenza di loculi vuoti all’interno della struttura cimiteriale, sin dal 2007 si è iniziato l’ampliamento della zona che ha visto la vendita di lotti a privati cittadini e la costruzione di una zona comunale per chi non ha la possibilità di realizzare una cappella di famiglia. Ad oggi nella nuova zona sono state disposte solo due seppellimenti a due metri dalla superficie. Ciò testimonia come la risoluzione più ovvia, ossia quella di sotterrare le salme, non sia fattibile in questo Comune. <br />Senza trascurare il fatto che, senza scomodare la cinematografia dell’occulto, non si capisce ancora cosa stia succedendo in questo cimitero.</div>
<div align="justify"><strong>Articolo e foto da Senzacolonne Brindisi</strong></div>
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		<title>Venti anni uccisa dal fidanzato che confessa: «L&#8217;ho strangolata io»</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 07:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[PUTIGNANO — Sfigurata, strangolata e poi gettata in una scarpata, in campagna, alla periferia di Putignano. E&#8217; stata questa la tragica fine di Antonella Riotino, una studentessa universitaria di appena 21 anni. Il suo corpo senza vita è stato trovato ieri sera dai carabinieri in un burrone, alla fine di via Fratelli Bandiera, una strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-36582" title="Venti anni uccisa dal fidanzato che confessa: «Lho strangolata io» " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/antonella_riotino_putignano.jpeg" alt="Venti anni uccisa dal fidanzato che confessa: «Lho strangolata io» " width="250" height="198" />PUTIGNANO — Sfigurata, strangolata e poi gettata in una scarpata, in campagna, alla periferia di Putignano. E&#8217; stata questa la tragica fine di Antonella Riotino, una studentessa universitaria di appena 21 anni. Il suo corpo senza vita è stato trovato ieri sera dai carabinieri in un burrone, alla fine di via Fratelli Bandiera, una strada buia e dissestata, a non troppi metri dal centro del paese. Il responsabile del terribile delitto è il fidanzato Antonio Giannandrea, appena 18enne, anche lui residente a Putignano. Il ragazzo, dopo essere stato messo sotto torchio dai carabinieri per tutta la notte, ha confessato. Ora è in stato di fermo con l&#8217;accusa di omicidio volontario. <br />Il raptus<br />Secondo la prima ricostruzione dei fatti, il 18enne l&#8217;ha uccisa perché Antonella voleva lasciarlo. Dopo una lite, il giovane è stato colto da un raptus di follia e ha ammazzato la ragazza. Ha nascosto il corpo: l&#8217;ha gettato nella scarpata e ha tentato anche di seppellirlo. Poi il 18enne ha provato a depistare per tutta la giornata le indagini creando un falso profilo Facebook. I militari l&#8217;hanno interrogato a lungo: il 18enne ha tentato di difendersi e a allontanare i sospetti. Poi, messo alle strette, ha dovuto ammettere il gesto atroce. Ed è stato grazie alle sue indicazioni che carabinieri e vigili del fuoco sono risaliti al luogo del ritrovamento. <br />Alle 19.30 la macabra scoperta. Il corpo di Antonella giaceva in fondo al burrone. Il medico legale Giancarlo Divella ha riscontrato chiari segni di violenza. Le ferite sul collo sembrano compatibili con lo strangolamento, ma il medico intende approfondire gli esami anche per capire se sono state impiegate armi da taglio. Il cadavere era ricoperto per metà dal terreno: il sospetto è che l&#8217;assassino abbia tentato di seppellire Antonella, dopo averla strangolata e sgozzata. Sarà l&#8217;autopsia, disposta dal sostituto procuratore che coordina le indagini Gianna Nanna, a chiarire tutti questi aspetti. Così come non si conosce ancora l&#8217;orario del delitto: è probabile che sia avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì. <br />Internet<br />La chiave di questo omicidio passionale sembra essere tutta su Internet, proprio sul popolare social network. Secondo gli investigatori del comando provinciale di Bari, Facebook avrebbe un ruolo determinante forse anche per ricostruire il movente. Sono tante ora le ipotesi in piedi: la più probabile, una lite tra i due fidanzati, forse dovuta a un tradimento, o semplicemente alla volontà della ragazza di troncare la relazione. Antonella era scomparsa mercoledì sera. I genitori l&#8217;avevano vista per l&#8217;ultima volta, quando era uscita di casa, poi non è più tornata. Si sono svegliati nel cuore della notte e ieri mattina e la ragazza non c&#8217;era più. Così sono andati direttamente dai carabinieri a denunciarne la scomparsa. Sono state attivate le ricerche. Da subito i sospetti si sono concentrati sul fidanzato. Con lui in caserma a Gioia del Colle c&#8217;erano anche altri amici della coppia, ascoltati per diverse ore. I carabinieri del nucleo investigativo hanno però da subito intuito il coinvolgimento di Giannandrea. <br />Dagli accertamenti è emerso che il 18enne ha creato il profilo di una persona inesistente per allontanare i sospetti e non aiutare in un primo momento le ricerche della ragazza. Ha passato tutta la giornata ieri ha diffondere menzogne nella speranza di farla franca, ma gli investigatori non si sono fatti raggirare. Poi la confessione e il fermo immediato. <br />Le modalità del delitto ricordano da vicino quello di Anna Costanzo, la truccatrice del Petruzzelli ammazzata nella notte tra il 10 e l&#8217;11 luglio 2009 nella sua abitazione al quartiere San Gioroalmo. Secondo l&#8217;accusa, l&#8217;assassino Alessandro Angelillo, la notte dell&#8217;omicidio sarebbe entrato in casa della vittima prima del suo rientro per preparare il depistaggio: avrebbe scritto sull&#8217;account di Anna, su Facebook, il messaggio in cui la donna annunciava di aspettare a casa tre uomini conosciuti quella sera, avrebbe riempito d&#8217; acqua la vasca da bagno assicurando il tappo sul fondo con del nastro da imballaggio e avrebbe allestito la scena di un&#8217;orgia non consumata. A quel punto l&#8217;avrebbe aggredita, strangolata e infine annegata.</p>
<p><strong>Valentina Marzo sul Corriere del Mezzogiorno</strong></p>
<p>RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>Checco Zalone pugliese dell&#8217;anno per 3000 internauti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BARI — Ha raccattato successi un po&#8217; ovunque, nel corso di questo 2011. Prima di tutto nelle sale, dove Che bella giornata ha battuto ogni record d&#8217;incassi, surclassando perfino il Premio Oscar Roberto Benigni e il suo La vita è bella. Poi fra stadi e arene, con una tournée provocatoriamente intitolata Resto Umile World Tour [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-36468" title="Checco Zalone pugliese dellanno per 3000 internauti " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/hsGetImage-5-e1325575740363.jpg" alt="Checco Zalone pugliese dellanno per 3000 internauti hsGetImage 5 e1325575740363" width="200" height="98" />BARI — Ha raccattato successi un po&#8217; ovunque, nel corso di questo 2011. Prima di tutto nelle sale, dove Che bella giornata ha battuto ogni record d&#8217;incassi, surclassando perfino il Premio Oscar Roberto Benigni e il suo La vita è bella. Poi fra stadi e arene, con una tournée provocatoriamente intitolata Resto Umile World Tour riuscita a far registrare il tutto esaurito in molte delle date programmate. Infine sul piccolo schermo, dove le due puntate dell&#8217;omonimo show mandato in onda a dicembre da Canale 5, gli hanno fruttato una media di cinque milioni e mezzo di telespettatori, con picchi che lo hanno visto volare oltre i sette milioni e mezzo. E adesso arriva anche l&#8217;incoronazione via web. È Checco Zalone il personaggio dell&#8217;anno secondo i lettori del nostro sito (www.corrieredelmezzogiorno.it/bari), che premiano il comico barese con il 21,3 per cento dei voti. «Se ho vinto io, figuriamoci gli altri come stanno frecati» è il suo commento secco, mentre giura di non poter rilasciare interviste a causa di imprecisate questioni di autorizzazioni e di uffici stampa.<br />E tra gli altri cui fa riferimento c&#8217;è &#8211; udite, udite &#8211; proprio uno dei suoi bersagli preferiti: si classifica al secondo posto, con il 16,5 per cento dei voti, il governatore Nichi Vendola, più e più volte sbeffeggiato da Zalone, che ne ha realizzato &#8211; dal vivo e in televisione &#8211; una riuscitissima caricatura. Sportivamente apprezzata dallo stesso Presidente della Regione, che nel gennaio dello scorso anno ebbe modo di confrontarsi direttamente con il suo alter ego sul palcoscenico del Petruzzelli in occasione del Bif&amp;amp;st, ritrovandosi infine a imitare l&#8217;imitatore, dopo avergli consegnato un Premio per la grande riuscita del film diretto da Gennaro Nunziante. <br />E, a proposito di governatori, al settimo posto troviamo anche Raffaele Fitto, che proprio a Vendola cedette la poltrona dopo un&#8217;agguerrita campagna elettorale nel 2005 e che anche qui cede il passo al suo antagonista, classificandosi al settimo posto con il 4,9 per cento dei voti in virtù della (ormai conclusa) esperienza di governo in qualità di ministro per gli Affari Regionali. Ancora politica, ancora un&#8217;amministratore locale, al quinto posto, dove Michele Emiliano si piazza grazie al 9, 4 per cento dei voti raccolti presumibilmente fra i baresi soddisfatti della sua azione di governo della città. <br />Continuando poi a scorrere i dati di voto, si scopre che «deve stare frecata» anche Emma Marrone, finita al terzo posto con il 14,8 per cento dei voti: reduce da un Capodanno di piazza a Castelsardo, la cantante salentina continua a mietere successi fra vendite e concerti, e dà ormai per certa la propria partecipazione all&#8217;imminente sessantaduesima edizione del Festival di Sanremo, il cui cast ufficiale sarà presentato soltanto la prossima settimana dal conduttore Gianni Morandi. Finisce soltanto al nono posto, invece, un altro salentino da record: animata con successo la lunga Notte di San Silvestro musicale ai Fori Imperiali di Roma, Giuliano Sangiorgi, leader e voce dei Negramaro, raccoglie a sorpresa appena il 4,2 per cento dei voti, superato anche da alcuni fra i pugliesi che si sono messi in evidenza in diverse discipline sportive. <br />È infatti già al quarto posto, con l&#8217;11,8 per cento dei voti, che il calcio fa capolino in questa speciale classifica di fine anno: ad accaparrarsi la posizione è Antonio Conte, il leccese al quale dal 31 maggio 2011 è affidata la guida tecnica della Juventus. Quattro posizioni più sotto (all&#8217;ottavo posto, con il 4,2 per cento dei voti) si trova invece il beniamino dei baresi Antonio Cassano, forse penalizzato dal fermo obbligato delle attività agonistiche. Ma c&#8217;è dello sport anche al sesto posto, dove troviamo la tennista brindisina Flavia Pennetta (9,2 per cento dei voti), che pure quest&#8217;anno non ha raggiunto grandi risultati nelle competizioni individuali, riuscendo in compenso a raggiungere la vetta delle classifiche WTA nel doppio femminile. E coda di classifica (decimo posto con il 3,7 dei voti) per Michele Pirro, il pilota appena promosso nella classe regina, dove competerà con i grandi del motociclismo mondiale a partire dalla stagione 2012 all&#8217;interno del team Gresini Racing. <br /><strong>Rossella Trabace sul Corriere del Mezzogiorno</strong><br /> RIPRODUZIONE RISERVATA </p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-36469" title="Checco Zalone pugliese dellanno per 3000 internauti " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Immagine-35-e1325575790694.png" alt="Checco Zalone pugliese dellanno per 3000 internauti Immagine 35 e1325575790694" width="350" height="147" /></p>
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		<title>Approvato il Bilancio regionale. «Pronti a rivedere il carico fiscale»</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[BARI — Via libera del Consiglio regionale al Bilancio di previsione 2012 e alle relative norme di accompagnamento. A favore ha votato il centrosinistra (con 36 voti, metà più uno dei consiglieri, il minimo indispensabile per il varo delle leggi finanziarie). Contrario il centrodestra, Fli, Udc.Confermato il carico fiscale applicato già nel 2011. Lo sconto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-36306" title="Approvato il Bilancio regionale. «Pronti a rivedere il carico fiscale» " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/hsGetImage-71-207x250.jpg" alt="Approvato il Bilancio regionale. «Pronti a rivedere il carico fiscale» hsGetImage 71 207x250" width="207" height="250" />BARI — Via libera del Consiglio regionale al Bilancio di previsione 2012 e alle relative norme di accompagnamento. A favore ha votato il centrosinistra (con 36 voti, metà più uno dei consiglieri, il minimo indispensabile per il varo delle leggi finanziarie). Contrario il centrodestra, Fli, Udc.<br />Confermato il carico fiscale applicato già nel 2011. Lo sconto sulle tasse, invocato a gran voce dal Pdl, non c&#8217;è stato. Neppure l&#8217;eliminazione dell&#8217;accisa sulla benzina (2,58 centesimi al litro) invocata dal leader del Pdl Rocco Palese, in ragione delle minori esigenze mostrate dal deficit sanitario. La riduzione tributaria non ci sarà, ma il governatore Nichi Vendola ha mostrato una discreta apertura verso le richieste del centrodestra. «Potremo intervenire sul carico fiscale &#8211; ha detto &#8211; solo quando avremo contezza che non ci troviamo di fronte ad evenienze critiche. Accolgo la sollecitazione di Palese ma la colloco più in là nel tempo. Per l&#8217;accisa si potrà intervenire e se potessimo trovare le risorse per intervenire sull&#8217;Irpef sarei felicissimo». Palese incassa il risultato (più politico che di sostanza), apprezza l&#8217;apertura del governatore e rinvia alla prima variazione di bilancio, in primavera. «Tuttavia &#8211; commenta &#8211; la giunta e la maggioranza hanno perso un&#8217;occasione per dare una mano a cittadini e aziende». <br />Per il 2012, dunque, si conferma il livello di tassazione fissato per il 2011. Ovvero: l&#8217;addizionale Irpef manovrabile dalla Regione è fissata a 0,30% sotto i 28mila euro annui e a 0,50% per gli introiti superiori. A ciascuna di queste aliquote va aggiunta la base ordinaria, manovrata dallo Stato, e fissata dal governo a 1,23% a partire dall&#8217;anno fiscale 2011 (l&#8217;addizionale si paga sfasata di un anno: con la busta paga di gennaio si comincerà a versare quella del 2011). Anche l&#8217;Irap è confermata al 4,82% (0,92 regionale più il 3,90 fissato dallo Stato). Dell&#8217;accisa si è detto.<br />Anche l&#8217;assessore al Bilancio, Michele Pelillo, è intervenuto sul tema. «La Puglia &#8211; ha detto &#8211; ha un carico fiscale nella media delle altre Regioni, al Centro-Sud sotto la media. Ridurre le imposte è oggi un traguardo poco realistico, anche se mi sarebbe piaciuto ridurre l&#8217;Irpef e anche l&#8217;Irba (l&#8217;accisa sulla benzina, ndr)». «Tuttavia &#8211; ha denunciato &#8211; se pure decidessimo di eliminare l&#8217;accisa, è dubbio che lo sforzo sarebbe recepito. L&#8217;esperienza insegna che quando si diminuisce l&#8217;imposta, alla pompa non succede nulla. E non c&#8217;è un&#8217;autorità che possa controllare».<br />Sempre in materia fiscale, è stata ridefinita l&#8217;ecotassa: ossia il tributo che i Comuni pagano al gestore per il conferimento dei rifiuti in discarica. Questo, d&#8217;ora in avanti, sarà modulare e determinato in base ad un sistema di incentivi che tiene conto della raccolta differenziata: l&#8217;aliquota sarà più alta per i Comuni che non raggiungono il 40% di differenziata; verrà abbattuta della metà per le amministrazioni comunali che supereranno il 40% di differenziata. Verrà preso a parametro di valutazione anche parte del 2012, sicché è importante che già da subito i Comuni si adeguino. Sempre in materia di rifiuti, sono stati nominati 6 commissari (il sindaco del capoluogo di ogni Provincia) per giungere entro un anno al superamento delle autorità d&#8217;ambito delle attuali 15 Ato.<br />A favore dei Consorzi di bonifica, e per il pagamento degli stipendi fino a giugno, sono stati stanziati 10 milioni. La norma, introdotta con un emendamento bipartisan, è stata accompagnata dalla raccomandazione alla giunta a pungolare il commissario dei consorzi. Lo scopo è quello di arrivare presto ad emettere le nuove cartelle tributarie e rendere autosufficienti i 4 consorzi commissariati.<br />Via libera anche all&#8217;emendamento per tutelare i 560 dipendenti regionali a rischio retrocessione. La norma prescrive al dirigente del servizio Personale di definire l&#8217;elenco «analitico» dei 560, per poi trasmetterlo alla giunta e al Consiglio. Questi dovranno disporre, nel giro di sei mesi, appositi «atti di indirizzo». È una disposizione che serve a prendere tempo, in attesa che il Parlamento legiferi per sanare la situazione.<br />«Il bilancio regionale &#8211; ha segnalato Pelillo &#8211; si conferma in salute. Siamo la Regione meno indebitata di Italia. Lo stock di debito è inferiore al 20% delle entrate libere (gli introiti da tasse regionali, ndr). Cioè siamo sotto la linea fissata dal governo. Chi supera quella soglia è obbligato, dal recente decreto &#8220;salva Italia&#8221;, a provvedere alla drastica riduzione del debito». Novità in fatto di patrimonio: la nota struttura regionale di Baia dei Campi, sul Gargano, potrà presto essere messa sul mercato. Mentre i palazzi dell&#8217;assessorato all&#8217;Agricoltura e della presidenza della giunta stanno per diventare interamente di proprietà regionale.<br /><strong>Francesco Strippoli sul Corriere del Mezzogiorno</strong><br /> RIPRODUZIONE RISERVATA </p>
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		<title>Commercio al collasso, chiusi 1.035 negozi  in Puglia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 07:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[BARI — Mille negozi hanno abbassato le saracinesche in Puglia, da luglio a settembre. E&#8217; il bilancio della crisi, confermato dai dati Infocamere che analizzano la mortalità delle aziende. Per il commercio al dettaglio, quindi per le piccole attività, il quadro è quasi devastante. Soprattutto per le province di Bari, Brindisi e Taranto, nelle quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-36176" title="Commercio al collasso, chiusi 1.035 negozi  in Puglia " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/hsGetImage-45-183x250.jpg" alt="Commercio al collasso, chiusi 1.035 negozi  in Puglia hsGetImage 45 183x250" width="183" height="250" />BARI — Mille negozi hanno abbassato le saracinesche in Puglia, da luglio a settembre. E&#8217; il bilancio della crisi, confermato dai dati Infocamere che analizzano la mortalità delle aziende. Per il commercio al dettaglio, quindi per le piccole attività, il quadro è quasi devastante. Soprattutto per le province di Bari, Brindisi e Taranto, nelle quali ci sono più imprese che chiudono rispetto a quelle che aprono. In totale, sempre considerando i dati del terzo trimestre del 2011, in Puglia sono rimaste attive 69.917 attività. Le nuove sono state 909, mentre quelle che hanno chiuso definitivamente 1.035. Bari con i suoi 26mila e 287 negozi, guida la classifica, non solo per numero di attività presenti, ma soprattutto per numero di chiusure. Da luglio a settembre risultano iscritte 317 nuove aziende, mentre quelle chiuse sono state quasi il doppio: 519.<br />E&#8217; il dato più allarmante, testimoniato anche dagli stessi commercianti, che da mesi, a Bari, denunciano lo stato di crisi. In pieno centro ad esempio ci sono strade come via Manzoni dove, negli anni, hanno abbassato definitivamente le saracinesche 40 negozi su 120, rendendo la zona anche molto pericolosa dal punto di vista della sicurezza. La chiusura delle attività comporta lo spegnimento delle vetrine e la desolazione dell&#8217;intero quartiere. <br />Situazione non molto diversa in via Sparano, il salotto buono della città, che ha visto cessare attività storiche. L&#8217;ultima, in ordine di tempo, è Prenatal, il cui punto vendita si è trasferito in un centro commerciale. «I fitti in centro sono troppo alti», denunciano i commercianti che da anni chiedono al Comune di intervenire per calmierare i prezzi. L&#8217;affitto di un locale in pieno centro varia dai 5mila euro a metro quadro ai 15mila. Soprattutto i piccoli negozianti non ce la fanno quindi ad arrivare a fine mese e sono costretti a chiudere. A vantaggio delle grandi catene, multinazionali. Anche a Brindisi la situazione non è delle più rosee. Qui le nuove aperture sono state 69 contro le 91 chiusure. Terzo posto per saracinesche abbassate lo conquista Taranto con 93 chiusure contro le 85 aperture. Vanno bene solo Foggia, dove hanno aperto 207 negozi contro i 138 che hanno chiuso e Lecce (231 nuove iscrizioni contro le 194 cessazioni). <br />I dati assumono maggiore rilievo se confrontati con lo stesso periodo dell&#8217;anno scorso. Dall&#8217;indagine risulta un calo netto nel giro di dodici mesi. Nel 2010 (sempre terzo trimestre) infatti su 69mila attività si sono registrate 978 nuove aperture e 912 chiusure, con un saldo quasi in attivo. Trend confermato anche a Bari, Foggia, Lecce e Taranto dove le cessazioni di attività sono state inferiori (a differenza di quest&#8217;anno) alle nuove iscrizioni nell&#8217;albo dei commercianti al dettaglio. Solo Brindisi ha registrato, fin dal 2010, un andamento negativo con 61 aperture e 91 chiusure. Pasquale Ribezzo, segretario generale della Cna (Confederazione nazionale dell&#8217;artigianato e della piccola e media impresa), conferma il calo nel commercio al dettaglio. «Il settore è molto particolare &#8211; spiega &#8211; perché non sempre i dati corrispondono alla realtà. Nel senso che ci sono attività che falliscono e che vengono rilevate da altre. Quindi il numero può essere anche più elevato. Nel ramo delle piccole e medie imprese mi preoccupa molto anche il settore del manifatturiero, basti pensare che ci sono state 195 nuove iscrizioni e 331 cancellazioni». Ma quali sono le soluzioni per risollevare le imprese pugliesi? L&#8217;appello è direttamente inviato alla Regione. «Se si vuole uscire dalla crisi &#8211; conclude Ribezzo &#8211; si devono fornire gli strumenti giusti, penso al potenziamento delle politiche dell&#8217;innovazione e dell&#8217;internalizzazione. Ci sono attualmente a disposizione degli addetti ai lavori dei sistemi farraginosi e poco produttivi. Bisogna invece velocizzare le procedure per credere in un&#8217;economia forte». <br />Entro il prossimo mese di gennaio Infocamere metterà a disposizione i dati dell&#8217;ultimo trimestre ma le anticipazioni non sono delle più rosee. Si annuncia un bilancio sulle attività per il commercio al dettaglio, disastroso. Con chiusure in percentuale ancora più elevata delle aperture. </p>
<p><strong>Samanta Dell&#8217;Edera sul Corriere del Mezzogiorno</strong></p>
<p>RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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