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	<title>La Voce di Manduria &#187; Provinciali</title>
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		<title>Omicidio del vigilante, presi gli autori a Taranto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 05:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TARANTO &#8211; Si è chiuso il cerchio attorno ai presunti responsabili dell’omicidio di Francesco Malcore, il vigilante tarantino di 35 anni ucciso lo scorso 19 dicembre durante una rapina al blindato portavalori davanti alla filiale Unicredit di via Orsini a Taranto. Dopo quasi due mesi di incessanti indagini, ieri sera i carabinieri di Taranto hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37505" title="Omicidio del vigilante, presi gli autori a Taranto " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/FrancescoMalcore-250x166.jpg" alt="Omicidio del vigilante, presi gli autori a Taranto FrancescoMalcore 250x166" width="250" height="166" />TARANTO &#8211; Si è chiuso il cerchio attorno ai presunti responsabili dell’omicidio di Francesco Malcore, il vigilante tarantino di 35 anni ucciso lo scorso 19 dicembre durante una rapina al blindato portavalori davanti alla filiale Unicredit di via Orsini a Taranto. Dopo quasi due mesi di incessanti indagini, ieri sera i carabinieri di Taranto hanno fermato due pregiudicati tarantini sospettati di essere gli autori dell’efferato fatto di sangue. Uno di loro avrebbe confessato nella tarda serata. Sarebbe l’autore materiale dell’assassinio, una vera esecuzione con un solo colpo alla fronte esploso a bruciapelo. Il suo complice che per quasi tutta la notte è stato sentito dagli inquirenti alla presenza del suo avvocato, avrebbe fatto da palo mentre il furgone dell’Istituto di vigilanza Vis, per cui lavorava Malcore, fermava davanti alla banca nel quartiere Tamburi per la consegna delle banconote prelevate dai grossi correntisti.</p>
<p>Da tempo gli investigatori avevano sospetti sui due indagati. Ieri sera sarà arrivata la conferma che aspettavano quando è scattata la decisione del fermo.</p>
<p>Soddisfazione alle stelle negli ambienti dell’Arma che si è spesa per tutto questo tempo con appostamenti, controlli approfonditi del territorio, intercettazioni ambientali e telefoniche e indagini classiche. In serata dal comando provinciale dei carabinieri di viale Virgilio, l’ufficio stampa ha diramato il comunicato che dava conferma di quanto si sussurrava nelle redazioni.  </p>
<p>«Non si esclude che nella notte – si legge nella breve nota stampa &#8211; vengano adottate importanti misure restrittive della libertà personale a cura dell’autorità giudiziaria tarantina. Maggiori dettagli, comunque – proseguiva il comunicato &#8211; saranno illustrati dal comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, colonnello Daniele Sirimarco e dal procuratore della Repubblica, Franco Sebastio». L’appuntamento con i giornalisti è stato fissato per le ore 11 di stamane  presso l’Ufficio territoriale del governo con la presenza del prefetto e i membri del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della provincia di Taranto.</p>
<p>Determinanti per l’esito delle indagini, oltre all’ottimo lavoro di intelligence dei carabinieri, sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza di alcuni esercizio commerciali della zona dove si è compiuto il delitto e del tragitto percorso dai due rapinatori in fuga. Uno dei due, inoltre, presentava una particolare camminata che è stata subito riconosciuta dalle forze che già in passato con lui avevano avuto a che fare.</p>
<p>N.D.</p>
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		<title>Malati oncologici, l&#8217;assistenza dura fino al 31 marzo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 05:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Provinciali]]></category>

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		<description><![CDATA[TARANTO — La stancante indecisione della Asl di Taranto, che da mesi minaccia la sospensione dell&#8217;assistenza e il trasporto dei circa settanta malati tumorali che ne hanno diritto in tutta la provincia jonica, è giunta ad una nuova proroga.
Dopo quella di fine d&#8217;anno che faceva slittare di altri trenta giorni l&#8217;assistenza, questa volta le proteste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37252" title="Malati oncologici, lassistenza dura fino al 31 marzo " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Unknown3-250x156.jpg" alt="Malati oncologici, lassistenza dura fino al 31 marzo Unknown3 250x156" width="250" height="156" />TARANTO — La stancante indecisione della Asl di Taranto, che da mesi minaccia la sospensione dell&#8217;assistenza e il trasporto dei circa settanta malati tumorali che ne hanno diritto in tutta la provincia jonica, è giunta ad una nuova proroga.<br />
Dopo quella di fine d&#8217;anno che faceva slittare di altri trenta giorni l&#8217;assistenza, questa volta le proteste dei cittadini e le pressioni della politica hanno concesso altri due mesi di tempo prima di una nuova decisione. Oggi, infatti, dagli uffici della direzione generale di viale Virgilio, il direttore Fabrizio Scattaglia farà pubblicare la delibera che estende il servizio sino al 31 marzo. L&#8217;atto annullerà quello precedente pubblicato pochi giorni fa con cui la stessa direzione dava disposizione ai direttori di distretto di «comunicare ai pazienti oncologici che dal primo febbraio il servizio del loro trasporto terminerà». Per mancanza di fondi, pare. Anche se c&#8217;è chi, tra i consiglieri regionali, si chiede «come mai la Asl di Taranto, in meno di due anni, abbia sforato il budget triennale previsto dal Fondo Sanitario Nazionale per il Progetto Ares di assistenza e trasporto dei malati oncologici» e «come sono state utilizzate le predette somme». (Interpellanza al presidente vendola di Alfredo Cervellera, di Sel). A chiederselo sono anche i 77 lavoratori che garantiscono il servizio (35 autisti e 42 operatori socio sanitari) che per domani avevano deciso di sfilare davanti alla sede della Regione Puglia a Bari portandosi dietro una delegazione di malati e loro famigliari. Con loro anche i fogli di una petizione popolare che in poche settimane ha raccolto migliaia di firme (il numero esatto non è stato comunicato). La tregua annunciata di altri due mesi dà speranza ai lavoratori e ai pazienti che non si spiegano come mai tale supporto pubblico debba mancare proprio in un territorio pesantemente colpito dalla piaga delle malattie tumorali e del triste record di morti ad esse correlate. La Asl diretta da Fabrizio Scattaglia, da parte sua, fa i conti con i fondi che non ci sono. Un «atteggiamento ragionieristico», lo definisce il consigliere regionale Cervellera nella sua interrogazione, che «getta nel panico le famiglie dei malati oncologici che non si vedranno più assistiti dal primo febbraio, e quelle degli addetti al servizio che andranno ad ingrossare le nutrite schiere dei disoccupati tarantini».<br />
<strong>Nazareno Dinoi sul Corriere del Mezzogiorno</strong></p>
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		<title>Stefàno annuncia: Pelillo si è ritirato e lui: «Per niente»</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 05:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TARANTO — Il sindaco Stefàno esclude le primarie e sfida gli avversari a misurarsi con lui direttamente alle urne. Michele Pelillo che vorrebbe sfidarlo alle primarie, annuncia che se non si faranno le primarie, non si candiderà. «Sono onorato e gratificato dal giudizio benevolo di Vendola e di Emiliano sulla mia amministrazione &#8211; dice Stefàno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37248" title="Stefàno annuncia: Pelillo si è ritirato e lui: «Per niente» " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/hsGetImage-224x250.jpg" alt="Stefàno annuncia: Pelillo si è ritirato e lui: «Per niente» hsGetImage 224x250" width="224" height="250" />TARANTO — Il sindaco Stefàno esclude le primarie e sfida gli avversari a misurarsi con lui direttamente alle urne. Michele Pelillo che vorrebbe sfidarlo alle primarie, annuncia che se non si faranno le primarie, non si candiderà. «Sono onorato e gratificato dal giudizio benevolo di Vendola e di Emiliano sulla mia amministrazione &#8211; dice Stefàno -. Ma, con tutto il rispetto, ho già sette liste dietro di me. E, contro, soltanto una metà &#8211; e sono generoso &#8211; del Pd: perché dovrei cedere a loro? Io ho da occuparmi della città, non di questioni che interessano piccoli gruppi di dirigenti». Il tono non è proprio quello conciliante con gli alleati, che gli aveva suggerito Emiliano. «Certo, auspichiamo di andare tutti insieme, ma anche divisi non sarebbe un male &#8211; conclude Stefàno -. Ma Pelillo non si è già ritirato?». Tutt&#8217;altro, spiega lo sfidante Pelillo.<br />
Michele Pelillo, dopo che Vendola ha detto che a Taranto si deve convergere su Stefàno, senza primarie, rinuncia a candidarsi?<br />
«Ma niente affatto. La mia disponibilità c&#8217;era e resta. Ma per fare primarie di coalizione. Se non si celebreranno, qualcuno se ne prenderà la responsabilità. Io avrò la coscienza a posto».<br />
Il Pd, il suo partito, sulle primarie non demorde. Almeno apparentemente. Ma c&#8217;è chi assicura che in cambio di un via libera di Sel su Consales a Brindisi, cederà.<br />
«A me non risulta. Il Pd, unitariamente con i suoi segretari, chiede le primarie. E&#8217; Sel che inaspettatamente resiste».<br />
Beh, anche il presidente del Pd Emiliano le esclude.<br />
«L&#8217;atteggiamento di Emiliano risponde a dinamiche non politiche, ma personali. Le primarie a Taranto è questione che riguarda le segreterie».<br />
E l&#8217;opposizione di Sel come la valuta?<br />
«Mah&#8230; una peculiarità tutta tarantina. Anche perché Sel assume una posizione così inconsueta non per un candidato storico di Vendola. Stefàno è espressione della società civile. La sua prima lista è Sds. Viene considerato di area, ma non siamo tutti nella stessa area? Forse sono io che non capisco».<br />
Insomma, Pelillo, quanto ci tiene a fare il sindaco di Taranto?<br />
«Io sono stato trascinato in questa vicenda. Fare il sindaco non è mica la mia ambizione personale. In giunta regionale, ho già un incarico discreto, mi pare. E poi tra un anno ci sono le Politiche. Qualcuno ha dimenticato che sono stato il consigliere regionale tarantino più suffragato di sempre?».<br />
<strong>Adriana Logroscino sul Corriere del Mezzogiorno</strong><br />
RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>Sbarchi di clandestini nel Golfo di Taranto, arrestati due scafisti italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 05:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TARANTO &#8211; Un barcone con un centinaio di  migranti e’ stato intercettato al largo di Policoro e scortato  dalle motovedette della Guardia di Finanza e Capitaneria di  Porto nel porto di Taranto. L’imbarcazione, a quanto si e’  appreso, era seguita da due piccoli motoscafi, con a bordo i  probabili scafisti. Sono in corso le procedure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37182" title="Sbarchi di clandestini nel Golfo di Taranto, arrestati due scafisti italiani  " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/IMG_2087-250x187.jpg" alt="Sbarchi di clandestini nel Golfo di Taranto, arrestati due scafisti italiani  IMG 2087 250x187" width="250" height="187" />TARANTO &#8211; Un barcone con un centinaio di  migranti e’ stato intercettato al largo di Policoro e scortato  dalle motovedette della Guardia di Finanza e Capitaneria di  Porto nel porto di Taranto. L’imbarcazione, a quanto si e’  appreso, era seguita da due piccoli motoscafi, con a bordo i  probabili scafisti. Sono in corso le procedure di  identificazione degli stranieri, che sarebbero tutti di  nazionalita’ egiziana. Sono stati arrestati due dei  presunti scafisti che ’scortavano’ a bordo di due gommoni il  peschereccio di 25 metri con 99 migranti egiziani a bordo,  alcuni dei quali minorenni, intercettato dalla Guardia di  Finanza la scorsa notte nel mar Ionio, in navigazione verso le  coste italiane. Si tratta di due italiani, residenti a Barletta  (Ba). Inutilmente le imbarcazioni hanno tentato di riprendere  il largo per allontanarsi verso le acque internazionali, subito  inseguite dalle vedette veloci del Reparto Operativo Aeronavale  della Guardia di Finanza.  Le operazioni in mare sono state supportate dai mezzi aerei  del Corpo e, in particolare, da un elicottero che ha seguito le  fasi di inseguimento dei gommoni e un aereo che ha monitorato  la situazione, fin dal limite delle acque territoriali.  Il peschereccio e i due gommoni, condotti nel porto di  Taranto, sono stati sottoposti a sequestro e i due scafisti  arrestati. Indagini sono in corso per risalire ad altre persone  riuscite a raggiungere la terra ferma e a dileguarsi,  probabilmente altri scafisti.</p>
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		<title>Primarie hot a Taranto tra due pornostar aspiranti sindache</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 05:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TARANTO &#8211; Il duello per la poltrona di sindaco a Taranto è bollente. Non tanto per lo scontro politico quanto per la presenza di due pornostar. Della volontà di Amandha Fox di voler fare il sindaco si sapeva già. Adesso la stessa scelta sta per farla la «collega» Luana Borgia. Non solo: tra le due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37179" title="Primarie hot a Taranto tra due pornostar aspiranti sindache   " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/20120123_luana-borgia-amandha-fox-sindaco-taranto-250x144.jpg" alt="Primarie hot a Taranto tra due pornostar aspiranti sindache   20120123 luana borgia amandha fox sindaco taranto 250x144" width="250" height="144" />TARANTO &#8211; Il duello per la poltrona di sindaco a Taranto è bollente. Non tanto per lo scontro politico quanto per la presenza di due pornostar. Della volontà di Amandha Fox di voler fare il sindaco si sapeva già. Adesso la stessa scelta sta per farla la «collega» Luana Borgia. Non solo: tra le due si celebreranno anche delle infuocate primarie, il 24 e 25 febbraio probabilmente in un noto sexy-disco della provincia jonica.</p>
<p>Scrive in una nota la Fox: «Ciò ci servirà a distinguerci dalla destra tarantina, che in completa contraddizione col suo recente passato, ha intenzione di negare oggi la possibilità a chi proviene dalla società civile di concorrere al ruolo di candidato sindaco. Ma anche per differenziarci dall’azione politica di quella parte di sinistra che si rifiuta anch’essa di promuovere le primarie, chiusa a riccio dentro palazzo di Città».</p>
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		<title>Taranto, il San Raffaele in soffitta</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 05:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BARI — Quello che era nell&#8217;aria da mesi, ieri si è materializzato in una delibera di giunta. La Regione rinuncia formalmente e definitivamente alla collaborazione con il San Raffaele di Milano. E avvia le procedure per ritirare la propria partecipazione dalla fondazione costituita con l&#8217;istituto milanese (la pugliese «San Raffaele del Mediterraneo»). Con lo stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37166" title="Taranto, il San Raffaele in soffitta  " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/hsGetImage-3-250x155.jpg" alt="Taranto, il San Raffaele in soffitta  hsGetImage 3 250x155" width="250" height="155" />BARI — Quello che era nell&#8217;aria da mesi, ieri si è materializzato in una delibera di giunta. La Regione rinuncia formalmente e definitivamente alla collaborazione con il San Raffaele di Milano. E avvia le procedure per ritirare la propria partecipazione dalla fondazione costituita con l&#8217;istituto milanese (la pugliese «San Raffaele del Mediterraneo»). Con lo stesso atto, la giunta delega l&#8217;assessore al Bilancio Michele Pelillo, a mettere in sicurezza le risorse finanziarie individuate per la costruzione dell&#8217;immobile: 60 milioni di fondi Fas già in Bilancio da tempo, più altri 60 individuati nella programmazione 2007-2013 e ancora da stanziare.<br />
I soldi &#8211; precisa la delibera &#8211; non prenderanno una strada diversa: dovranno comunque essere destinati alla realizzazione «di un nuovo ospedale pubblico», secondo le esigenze indicate «dal riordino della rete ospedaliera». Soprattutto, lo stanziamento non subirà decurtazioni. Da questo punto di vista nessun ripensamento, le esigenze sanitarie del capoluogo jonico sono ben conosciute e andranno soddisfatte: era previsto un ospedale pubblico e si farà. Al contrario, la marcia indietro sulla collaborazione scientifica con il San Raffaele di Milano è radicale. La «sperimentazione gestionale» non si farà. Troppo compromessa la situazione dell&#8217;istituto milanese: sia sul piano giudiziario (tra inchieste penali e richieste di concordato preventivo con i creditori), sia sul piano dell&#8217;immagine.<br />
Nichi Vendola aveva già mostrato la propria inclinazione a novembre. Quasi a sorpresa &#8211; dopo essere stato uno strenuo sostenitore dell&#8217;intesa con Milano &#8211; chiese al sindaco di Taranto Ezio Stefàno e al presidente della fondazione Vittorio Dell&#8217;Atti di bloccare il concorso di idee per la progettazione dell&#8217;ospedale. Per ragioni urbanistiche: l&#8217;area individuata era stata percorsa dal fuoco e forse inadatta all&#8217;edificazione. Ma si intuiva che erano le cronache giudiziarie a mettere il governatore sul chi va là.<br />
La delibera di ieri, tuttavia, non fa cenno alle inchieste in corso a Milano. Piuttosto segnala che, a seguito del concordato preventivo, «la parte più consistente dell&#8217;attivo dell&#8217;istituto milanese, è stata inserita in una NewCo» (nuova azienda), messa all&#8217;asta e venduta al gruppo San Donato. Tali circostanze &#8211; si legge nella delibera &#8211; inducono a riconsiderare «l&#8217;interesse pubblico, anche sul piano dell&#8217;opportunità politico-istituzionale».<br />
La fondazione pugliese è controllata dalla Regione, che ha nominato tre componenti del Cda, mentre gli altri due sono stati designati da Milano. Dunque, è la Regione che guida la partita. Il percorso è dunque segnato. Che succede a questo punto? «Lo dovremo stabilire &#8211; dice Pelillo &#8211; ma è molto probabile che sia una nuova fondazione, costituita dalla Regione e dalle Asl, a realizzare il nuovo ospedale. Potrebbe essere la decisione giusta per Taranto, ma anche per tutti gli altri ospedali da realizzare in Puglia». Il perché è presto detto, se n&#8217;è ragionato anche nella giunta di ieri pomeriggio. «Sebbene le Asl siano dotate di personale qualificato &#8211; spiega Pelillo &#8211; i loro uffici tecnici non riescono a reggere il peso di un&#8217;opera pubblica così complessa. Inoltre le Asl non vengono riconosciute sul mercato finanziario: se andassero a fare provvista finanziaria, neppure la Cassa depositi e prestiti presterebbero loro denaro. Non così per la Regione, o per la fondazione pubblica di cui essa facesse parte. Che avrebbe, proprio in quanto fondazione, la possibilità di dotarsi di tutte le professionalità più adatte per portare a termine il progetto». Del resto, i progetti elaborati dal San Raffaele del Mediterrraneo, sono stati realizzati col contributo di ricercatori esterni all&#8217;Asl. La delibera chiede di recuperare quel materiale e il know how connesso. Quale area per l&#8217;ospedale? «È un problema urbanistico della città &#8211; conclude Pelillo &#8211; non mi compete, ma immagino che si debba ridefinire ogni scelta».<br />
La decisione della giunta fa esultare il capogruppo pd Antonio Decaro, da sempre contrario a portare avanti la sperimentazione con il San Raffaele. «Potrebbero essere la Asl e la Regione &#8211; dice &#8211; a realizzare, con risorse che già ci sono, un sistema sanitario efficiente».<br />
<strong>Francesco Strippoli sul Corriere del Mezzogiorno</strong><br />
RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>Attentato incendiaro allo studio dell&#8217;avvocato Cagnetta</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 04:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Provinciali]]></category>

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		<description><![CDATA[TARANTO — Un attentato incendiario che non lascia dubbi ha parzialmente distrutto l&#8217;altro ieri sera lo studio di un noto avvocato di Taranto, Massimiliano Cagnetta, quarantadue anni, civilista. I piromani che hanno agito indisturbati dopo le 21,30, quando l&#8217;avvocato ha lasciato lo studio per andare a casa, hanno versato della benzina attraverso la fessura della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37170" title="Attentato incendiaro allo studio dellavvocato Cagnetta " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/hsGetImage-42-201x250.jpg" alt="Attentato incendiaro allo studio dellavvocato Cagnetta hsGetImage 42 201x250" width="201" height="250" />TARANTO — Un attentato incendiario che non lascia dubbi ha parzialmente distrutto l&#8217;altro ieri sera lo studio di un noto avvocato di Taranto, Massimiliano Cagnetta, quarantadue anni, civilista. I piromani che hanno agito indisturbati dopo le 21,30, quando l&#8217;avvocato ha lasciato lo studio per andare a casa, hanno versato della benzina attraverso la fessura della porta blindata dell&#8217;ufficio del professionista situato al secondo piano di uno stabile in via Principe Amedeo. L&#8217;incendio è stato spento dai vigili del fuoco del distaccamento di Taranto che hanno trovato sul pianerottolo una bottiglia sporca di benzina e una cannuccia usata dai malviventi per far passare il liquido al di là del portoncino prima di dare fuoco con un fiammifero.<br />
Le fiamme hanno distrutto divani, sedie e tavolini e hanno annerito le pareti del corridoio d&#8217;ingresso e della sala d&#8217;attesa. A dare l&#8217;allarme sono stati gli inquilini del palazzo richiamati dall&#8217;odore di bruciato e dal fumo che provenivano dallo studio legale nel cui interno vi era un cucciolo di pastore tedesco che ha rischiato di morire asfissiato. Sul caso indagano gli agenti della sezione Volanti della questura che stanno analizzando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza di un tabaccaio e un supermercato che si trovano di fronte al civico 314.<br />
Gli inquirenti ipotizzano una ritorsione legata all&#8217;attività professionale dell&#8217;avvocato che tre anni fa fu vittima di alcuni estorsori i quali furono arrestati e condannati in primo e secondo grado grazie alla sua denuncia. Il nome del civilista, comunque, è noto anche per il suo coinvolgimento in una presunta truffa alle assicurazioni. L&#8217;inchiesta che lo ha riguardato terminò con 47 ordinanze di custodia cautelare eseguite a dicembre del 2010 dalla polizia stradale di Taranto a carico di automobilisti, periti e quattro avvocati tra cui Cagnetta che ottenne i domiciliari. Il ricorso in Cassazione fece rinviare il fascicolo al tribunale della libertà che annullò il provvedimento di custodia cautelare per mancanza di motivazioni. Le indagini della polizia stradale coordinate dal pm Salvatore Cosentino, iniziarono nei primi mesi del 2007 a seguito di una querela presentata dalla compagnia di assicurazioni Groupama (ex Nuova Tirrena). Attualmente l&#8217;avvocato è indagato a piede libero e spera in un&#8217;archiviazione per pieno proscioglimento. A metterlo nei guai, un assegno risarcitorio per un falso incidente transitato nel suo conto corrente bancario.<br />
<strong>Nazareno Dinoi sul Corriere del Mezzogiorno</strong></p>
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		<title>Invaso di Sava, indagato amministratore e quattro tecnici del comune</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 05:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Locali]]></category>
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		<category><![CDATA[Provinciali]]></category>

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		<description><![CDATA[SAVA &#8211; Chiusa l’inchiesta della magistratura sui fatti dell’Invaso delle “acque fogna bianca” di Sava. I reati ipotizzati sono truffa aggravata, danni ambientali, falso ideologico e  abuso e omissioni in atti di ufficio.  Cinque indagati tra cui un amministratore del comune di Sava, un funzionario comunale e tre tecnici progettisti hanno ricevuto l&#8217;avviso di conclusione delle indagini.  
I fatti. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-37026" title="Invaso di Sava, indagato amministratore e quattro tecnici del comune " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Immagine-273-250x179.png" alt="Invaso di Sava, indagato amministratore e quattro tecnici del comune Immagine 273 250x179" width="250" height="179" />SAVA &#8211; Chiusa l’inchiesta della magistratura sui fatti dell’Invaso delle “acque fogna bianca” di Sava. <strong>I reati ipotizzati sono truffa aggravata,</strong> <strong>danni ambientali, </strong><strong>falso ideologico e  abuso e omissioni in atti di ufficio.  </strong><em>Cinque indagati tra cui un amministratore del comune di Sava, </em><em>un funzionario comunale e tre tecnici progettisti hanno ricevuto l&#8217;avviso di conclusione delle indagini.  </em></p>
<p><em>I fatti. </em>Nel gennaio del 2008,  la tracimazione  delle acque reflue dall’invaso che si riversavano  nelle campagne circostanti, mi inducevano  ad <strong>“indagare”</strong>sulla questione.  <strong>Tale situazione, oltre ad  arrecare gravi danni di carattere ambientale, date le condizioni igienico sanitarie, rappresentava anche un serio pericolo per la tutela della salute pubblica e privata.</strong>  Il presumibile inquinamento dell’aria del suolo e del sottosuolo, veniva da me denunciato in un Esposto presentato nel 2008 presso la Procura della Repubblica di Taranto. La mia preoccupazione derivava dal fatto che, le acque reflue che scorrevano lungo le strade e le campagne, per poi convergere all’interno dell’invaso, sprovvisto di <strong>“vasche di decantazione”</strong> delle acque potevano contenere elementi inquinanti.</p>
<p align="justify">Questo perché, una volta riempito l’invaso, le acque defluivano senza alcun filtro  attraverso un canale in cemento lungo 13.40 mt.  in una voragine comunemente detta <strong>“vora” </strong>dal diametro di 5 mt. e  dalla profondità di mt 12,50.  Era regolare tutto ciò? L’ acqua stagnante putrida e maleodorante, poteva costituire un pericolo per la salute pubblica e privata? L’invaso delle <strong>“acque di fogna bianca”</strong>così com’era non poteva forse essere una fonte per larve di insetti di varia natura (<em>mosche, zanzare, ecc</em>) soprattutto fastidiosa nel periodo estivo? Questi erano i dubbi che formulavo all’Autorità Giudiziaria alla quale chiedevo di avviare un’indagine. La  dott.ssa Montanaro, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto Procura titolare dell’inchiesta, apriva un fascicolo contro ignoti   affidando  le indagini alla Polizia Provinciale di Taranto. Il 10 Novembre 2008, presso il mio ufficio di Sava, si presentavano gli agenti della Polizia Provinciale i quali mi chiedevano di essere accompagnati, e successivamente verbalizzavano le mie dichiarazioni.  Nell’aprile del 2009, i sommozzatori dei Carabinieri di Taranto, giunti a Sava su disposizione del Magistrato. si immergevano nelle acque per periziare le condizioni e la conformità rispetto al <strong>” progetto generale”.</strong> Tengo a precisare che, nel <strong>“Progetto Generale”</strong>  era stata  prevista la <strong>“depurazione delle acque di prima pioggia in conformità alla legislazione all’epoca vigente, mediante grigliatura, sedimentazione e successiva asportazione dei reflui in siti consentiti dalla legge”</strong>!</p>
<p align="justify">Il Comune di Sava si era attenuto al progetto il quale prevedeva <strong>“la depurazione delle acque”</strong>? Il danaro pubblico necessario per la realizzazione di quest’opera <em>(alcune centinaia di milioni di lire)</em> è stato impiegato correttamente dall’amministrazione comunale savese dell’epoca?<strong>                  </strong>     <em>               </em></p>
<p align="justify"><strong><em> Mimmo Carrieri </em> </strong></p>
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		<title>Tangenti Asl, un altro appalto nel mirino della procura</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 05:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Provinciali]]></category>

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		<description><![CDATA[BARI — L&#8217;arresto del primario di ortopedia di Castellaneta, Vito Nicola Galante (ieri è stato sottoposto all&#8217;interrogatorio di garanzia, ma ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice), è stato solo il primo passo della Procura di Bari nell&#8217;inchiesta sull&#8217;Asl di Taranto. Altri ospedali, reparti e appalti sono finiti sotto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-36982" title="Tangenti Asl, un altro appalto nel mirino della procura  " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/hsGetImage-61-189x250.jpg" alt="Tangenti Asl, un altro appalto nel mirino della procura  hsGetImage 61 189x250" width="189" height="250" />BARI — L&#8217;arresto del primario di ortopedia di Castellaneta, Vito Nicola Galante (ieri è stato sottoposto all&#8217;interrogatorio di garanzia, ma ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice), è stato solo il primo passo della Procura di Bari nell&#8217;inchiesta sull&#8217;Asl di Taranto. Altri ospedali, reparti e appalti sono finiti sotto la lente d&#8217;ingrandimento dei pm Ciro Angelillis e Eugenia Pontassuglia. Lo si deduce dalle carte dell&#8217;indagine che coinvolge anche i fratelli Tarantini, Gianpaolo e Claudio, indagati in questo fascicolo assieme ad una quarta persona, Alma Invernizzi, amministratore delegato della società Myrmex spa. «La vicenda in esame &#8211; scrive il gip del Tribunale di Bari, Alessandra Piliego &#8211; si intreccia con altri accadimenti che vedono coinvolti sempre gli stessi soggetti».<br />
La Procura barese starebbe svolgendo accertamenti su una gara bandita dall&#8217;Asl Taranto nel 2008 che avrebbe fatto gola ai Tarantini e probabilmente ad altri imprenditori suoi amici: in base alla tesi del giudice, Gianpi per essere certo di ottenere quell&#8217;appalto avrebbe chiesto all&#8217;attuale consigliere regionale Michele Mazzarano di interessarsi della vicenda. Ecco cosa sostiene il gip: «Ci si riferisce &#8211; scrive &#8211; in particolare alla gara d&#8217;appalto per il lavaggio ed il noleggio della biancheria bandita dall&#8217;Asl di Taranto per il quale Mazzarano avrebbe preteso dall&#8217;imprenditore (omissis) del denaro, attraverso l&#8217;intermediazione di Gianpaolo Tarantini, in quale però, nello specifico frangente, non sarebbe stato in grado di tenere fede agli impegni presi, suscitando il risentimento del Mazzarano che se ne lamenta con il fratello Claudio».<br />
Il gip riporta anche una telefonata intercettata il 15 luglio del 2008 tra il consigliere regionale e Tarantini junior. Tarantini: «Uè Michele come stai?» Mazzarano: «Bene… sono due giorni che sto cercando al telefono quello stronzo di tuo fratello, gli puoi dire che domani mattina ci dobbiamo vedere urgentemente». Tarantini: «L&#8217;ho sentito prima ed era a San Giovanni Rotondo, mi sa che oggi rientrava su Foggia, domani mattina dovrebbe essere qua». Mazzarano: «No! Tu lo senti e gli dici che domani mattina ho bisogno di vederlo. Urgentemente perché non mi sta rispondendo al telefono». Il consigliere regionale, ex vice segretario regionale del Pd, non è indagato nel procedimento che ha portato all&#8217;arresto di Galante, ma risulta coinvolto nella più ampia inchiesta. Tirato in ballo ancora una volta da Gianpaolo e Claudio Tarantini (quest&#8217;ultimo interrogato il 22 febbraio del 2011), Mazzarano ieri ha replicato. «Gli organi di informazione &#8211; si difende &#8211; pubblicano l&#8217;ennesima &#8220;indiscrezione&#8221; sul mio presunto coinvolgimento nell&#8217;inchiesta-Tarantini. Esterrefatto, leggo di tangenti, promesse, attitudini a cui, come ben sa chi mi conosce, sono stato e sono totalmente estraneo. Sfido chiunque a trovare una mia telefonata, una intercettazione, uno straccio di prova che confermi un mio intervento, o anche solo una mia intromissione, in una gara pubblica. Eppure, da ormai due anni, si susseguono indiscrezioni a mezzo stampa su accuse che mi sarebbero state rivolte dal Tarantini, il quale &#8211; come oggi sappiamo &#8211; mentre rendeva le sue dichiarazioni era lautamente pagato dall&#8217;onorevole Berlusconi».<br />
<strong>Vincenzo Damiani sul Corriere del Mezzogiorno</strong></p>
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		<title>Stabilizzazione medici, &#8220;l&#8217;ammutinamento&#8221; del dg Scattaglia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 05:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Provinciali]]></category>

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		<description><![CDATA[TARANTO — La vicenda dei medici ex stabilizzati della Asl di Taranto, a cui una sentenza della Corte costituzionale ha ridato lo status di precari, si arricchisce di un altro particolare che lascia con il fiato sospeso i 51 camici bianchi in attesa di assunzione di ruolo. Il direttore generale Fabrizio Scattaglia, infatti, ha affidato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-36931" title="Stabilizzazione medici, lammutinamento del dg Scattaglia " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/hsGetImage-51.jpg" alt="Stabilizzazione medici, lammutinamento del dg Scattaglia hsGetImage 51" width="242" height="169" />TARANTO — La vicenda dei medici ex stabilizzati della Asl di Taranto, a cui una sentenza della Corte costituzionale ha ridato lo status di precari, si arricchisce di un altro particolare che lascia con il fiato sospeso i 51 camici bianchi in attesa di assunzione di ruolo. Il direttore generale Fabrizio Scattaglia, infatti, ha affidato un incarico all&#8217;avvocato leccese Francesco Flascassovitti, per un parere legale circa la complessa vicenda iniziata nel 2010 con la legge sulla stabilizzazione della Regione Puglia che la Corte ha bocciato per incostituzionalità generando una pletora di ricorsi al Tar e ai giudici del lavoro non tutti ancora definiti. «Non avendo comunque particolari posizioni preconcette sulle quali arroccarsi &#8211; scrive Scattaglia nella delibera dell&#8217;incarico legale -, opina opportuno richiedere un parere pro veritate teso ad acquisire certezza giuridica in merito alla possibili azioni da intraprendere per dirimere la complessa vicenda».<br />
Questo nonostante l&#8217;invito dello stesso assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore che con una circolare interna datata dicembre 2011 invitava i direttori delle Asl (in tutta la Puglia lo stesso problema riguarda oltre 500 medici) a «voler valutare la possibilità di deflazionare il contenzioso … mediante l&#8217;utilizzo di apposite procedure conciliative dinanzi alle direzioni provinciali del lavoro e, nelle more, di attivare ogni cautela urgente finalizzata ad evitare interruzioni di attività». Volendo essere ancora più sicuro e non volendo correre rischi futuri con la Corte dei Conti, il direttore Scattaglia si affida quindi al giudizio dell&#8217;esperto. La prudenza del manager è interpretata da Salvatore Greco come «un ammutinamento» nei confronti dell&#8217;assessore Fiore. Il coordinatore regionale della «Puglia prima di tutto» parla quindi di «situazione kafkiana originata dal comportamento del dirigente» il quale «ignora l&#8217;ordine del giorno con cui il Consiglio regionale ha impegnato la giunta a riassumere i medici che sono stati stabilizzati e poi licenziati».<br />
<strong>Nazareno Dinoi sul Corriere del Mezzogiorno</strong><br />
RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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