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	<title>La Voce di Manduria &#187; Nazionali</title>
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		<title>E&#8217; morto Oscar Luigi Scalfaro, deputato sin dall&#8217;assemblea costituente</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; Il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, è morto questa mattina a Roma. Aveva 93 anni. La notizia del decesso è stata diffusa inizialmente via Twitter. I funerali avranno luogo in forma privata lunedì alle 14 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, nel cuore della Capitale. Sarà però allestita una camera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-37428" title="E morto Oscar Luigi Scalfaro, deputato sin dallassemblea costituente " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/scalfa_BIG-180x140.jpg" alt="E morto Oscar Luigi Scalfaro, deputato sin dallassemblea costituente scalfa BIG 180x140" width="180" height="140" />MILANO &#8211; Il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, è morto questa mattina a Roma. Aveva 93 anni. La notizia del decesso è stata diffusa inizialmente via Twitter. I funerali avranno luogo in forma privata lunedì alle 14 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, nel cuore della Capitale. Sarà però allestita una camera ardente per consentire anche alla gente comune di portare il proprio saluto all&#8217;ex capo di Stato nella chiesa di Sant&#8217;Egidio, sempre lunedì dalle 10.30 alle 13.30.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UNA VITA PER LE ISTITUZIONI &#8211; </strong>Nato a Novara il 9 settembre 1918, vedovo di Maria Inzitari dalla quale ha avuto una figlia, Marianna, si era laureato in Giurisprudenza nel 1941. E&#8217; stato capo dello Stato dal 1992 al 1999 e prima della nomina al Quirinale è stato ininterrottamente deputato per l&#8217;intera storia repubblicana, a partire dal primo Parlamento eletto nel 1948 e, prima ancora, dall&#8217;assemblea Costituente del 1946. Più volte ministro, non è mai stato presidente del Consiglio: nell’aprile del 1987, dopo le dimissioni di Bettino Craxi, l&#8217;allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli conferì l’incarico di formare il nuovo governo ma, constatata l’impossibilità di comporre un gabinetto di coalizione, Scalfaro rinunciò all’incarico dichiarandosi indisponibile a formare un governo monocolore democratico-cristiano. Così come era successo a due altri suoi predecessori, Pertini e De Nicola, ha ricoperto anche le altre due principali cariche dello Stato, ovvero la presidenza del Senato, seppure in via provvisoria all&#8217;inizio della XV legislatura, e quella della Camera. Sul banco principale di Montecitorio sedette dal 24 aprile 1992 al 25 maggio dello stesso anno, quando venne appunto eletto presidente della Repubblica. Nel ruolo di numero uno dell&#8217;Assemblea fu lui stesso a leggere ad alta voce lo spoglio delle schede della votazione delle Camere riunite in seduta comune che portò alla sua elezione al Quirinale.             </p>
<p><strong>E UN GIORNO DISSE: «NON CI STO» &#8211; </strong>La sua presidenza è stata particolarmente significativa: eletto due giorni dopo la strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta. Nel corso del settennato dovette gestire il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e la transizione dagli anni di Tangentopoli. Celebre la sua frase «non ci sto», pronunciata la sera del 3 novembre 1993 a reti unificate, per difendersi dalle accuse di avere gestito fondi neri ad uso personale nell&#8217;epoca in cui era stato ministro dell&#8217;Interno. In quell&#8217;occasione Scalfaro parlò di «gioco al massacro» e imputò l&#8217;esplosione dello scandalo Sisde ad un tentativo di infangare la presidenza della Repubblica come ritorsione della vecchia classe politica che le inchieste di «Mani Pulite» avevano decimato.</p>
<p><strong>«ESEMPIO DI INTEGRITA&#8217;» -</strong> Immediato il cordoglio del Presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano</strong>. «È con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l&#8217;amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato &#8211; ha detto in una nota il capo dello Stato -. È stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell&#8217;Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale. Si è identificato &#8211; ha aggiunto Napolitano &#8211; col Parlamento, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l&#8217;impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell&#8217;Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell&#8217;impegno politico dei cattolici italiani». § «Si è battuto convintamente per tutta la vita per l&#8217;affermazione degli ideali in cui credeva e per una Italia sempre più forte, democratica e unita» ha detto invece il presidente della Camera, <strong>Gianfranco Fini</strong>. «Si è sempre impegnato a rafforzare la Repubblica fondata sulla Carta Costituzionale di cui fu costantemente strenuo difensore &#8211; ha aggiunto Fini -, nella convinzione che essa dovesse rappresentare in ogni circostanza la stella fissa su cui orientare l&#8217;azione nella contingenza delle scelte politiche». E il presidente del Senato, <strong>Renato Schifani</strong>: «Ha incarnato e presenta ai cittadini di oggi e di domani un&#8217;immagine della Repubblica cui tutti teniamo gelosamente: una Repubblica baluardo dei diritti dell&#8217;uomo e della pace, impegnata nel promuovere il protagonismo responsabile delle parti sociali, sollecita nel richiamare ciascuno all&#8217;adempimento dei propri doveri di solidarietà».</p>
<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:center; float:center;"><a href="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=3"  rel="nofollow"><img src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/mbp-banner/cliservice_20101024154700.jpg" title="E morto Oscar Luigi Scalfaro, deputato sin dallassemblea costituente " alt="E morto Oscar Luigi Scalfaro, deputato sin dallassemblea costituente cliservice 20101024154700" /></a><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">-<a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">-</a></span>
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		<title>Violenta scossa di terremoto in tutto il Nord Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 5,4, durata circa 10 secondi, è stata avvertita alle 15,50 nel Nord Italia. Si attendono le verifiche per capire gli eventuali danni a persone o cose. La scossa è stata avvertita in particolare a Genova, a Milano e in Emilia, Torino, Bologna, Firenze e Verona. L&#8217;epicentro, che in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #696969;"><img class="alignleft size-full wp-image-37329" title="Violenta scossa di terremoto in tutto il Nord Italia " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/imgres-41.jpeg" alt="Violenta scossa di terremoto in tutto il Nord Italia " width="243" height="208" />Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 5,4, durata circa 10 secondi, è stata avvertita alle 15,50 nel Nord Italia. Si attendono le verifiche per capire gli eventuali danni a persone o cose. La scossa è stata avvertita in particolare a Genova, a Milano e in Emilia, Torino, Bologna, Firenze e Verona. </span><span style="color: #696969;">L&#8217;epicentro, che in un primo tempo sembrava essere stato a Genova, è invece probabilmente posizionato tra Parma e L&#8217;Appennino.</span></p>
<div><span style="color: #696969;"><br /></span></div>
<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:center; float:center;"><a href="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=1"  rel="nofollow"><img src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/mbp-banner/naturei_20101024153602.jpg" title="Violenta scossa di terremoto in tutto il Nord Italia " alt="Violenta scossa di terremoto in tutto il Nord Italia naturei 20101024153602" /></a><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">-<a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">-</a></span>
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		<title>Caro carburante in Sicilia, da Forza Nuova all’Mpa</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 05:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le voci del coinvolgimento di Forza nuova e Mpa. L’interrogazione di Giuseppe Gianni dei Pid al ministro dell’Agricoltura Mario Catania. L’incontro domani con il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo – anche lui Mpa – e i prefetti siciliani. La politica nelle proteste che da domenica stanno bloccando la Sicilia entra un po’ da tutti i lati. Eppure “qui non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le voci del coinvolgimento di Forza nuova e Mpa. L’interrogazione di <strong>Giuseppe Gianni</strong> dei Pid al ministro dell’Agricoltura <strong>Mario Catania</strong>. L’incontro domani con il presidente della Regione Sicilia <strong>Raffaele Lombardo</strong> – anche lui Mpa – e i prefetti siciliani. La politica nelle proteste che da domenica stanno bloccando la Sicilia entra un po’ da tutti i lati. Eppure “qui non c’è nessuna bandiera, nessun partito. Siamo solo per la Sicilia”, dicono i manifestanti. Autostrasportatori riuniti nella rete Forza d’urto e agricoltori del movimento dei Forconi. Insieme a pescatori e forestali. Tutti contro l’alto prezzo del carburante che annullerebbe i loro guadagni e gli scarsi aiuti del governo alle categorie. Uniti in una prova di forza che da tre giorni provoca blocchi in tutta l’isola, lascia a secco le pompe di benzina e i supermercati senza ortaggi, latte e scatolame.</p>
<div id="testoarticolo"><strong><em>Video di Luia Santangelo e Leandro Perrotta-CTzen.it</em></strong><iframe src="http://www.youtube.com/embed/wASI6RXFSDw" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe>Problematiche che oggi Giuseppe Gianni ha illustrato al ministro Catania durante un question time alla Camera. E che non riguarda solo il Mezzogiorno. “L’aumento della benzina e la mancanza di infrastrutture rendono ancora più cari i prodotti che dalle campagne del Sud devono raggiungere i mercati del Nord”, spiega l’onorevole Pid. Per risolvere la questione servirebbero “la defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica, l’uso dei fondi europei per lo sviluppo da utilizzare per arginare la crisi dell’agricoltura, il congelamento delle procedure di Equitalia-Serit per la riscossione dei tributi”. Come trovare i soldi? Con “l’utilizzo in deroga, per altri quattro o cinque anni, dei fondi del Piano di sviluppo rurale (2007-2013)”, chiede Gianni a nome dei manifestanti. Impossibile, risponde il ministro. Anche perché, ricorda Catania, lo scorso anno l’agricoltura siciliana ha ricevuto più di due miliardi per lo sviluppo rurale. Fondi disponibili anche per l’anno in corso.</p>
<p>“Il governo regionale e quello nazionale convochino subito i manifestanti e intervengano per bloccare la protesta che rischia di mettere in ginocchio la Sicilia”, dice il catanese <strong>Giovanni Burtone</strong>, parlamentare Pd, nel suo intervento a Montecitorio. Domani, infatti, a Palermo, è previsto un incontro tra alcuni rappresentanti dei movimenti e il presidente della Regione Raffaele Lombardo insieme ai prefetti siciliani. Il governatore che, secondo molti, è vicino ai movimenti che protestano. Insieme a Forza nuova. “Siamo stati semplicemente i primi a esprimere solidarietà a un gruppo che nasce spontaneo – smentisce ogni voce <strong>Giuseppe Provenzale</strong>, coordinatore regionale di Fn Sicilia – . L’estrema destra d’altronde è solo un etichetta”.</p>
<p>E di etichette ne sono state date diverse. Soprattutto ai metodi definiti “intimidatori e mafiosi” con cui i manifestanti continuano a bloccare tir, camion e furgoni di passaggio in Sicilia per convincerli ad aderire alla protesta. “Sono stato fermato già tre volte oggi. Se l’avessi saputo, starei stato a casa – racconta un signore di Palermo – . Non è giusto”. “E che dovevo fare? – sbotta un autista di Cosenza – . Se non mi fossi fermato, mi avrebbero tagliato le gomme”. “La protesta, per quanto buone siano le motivazioni, non può essere fatta con la forza – commenta su Facebook<strong>Ciro Scammacca</strong>, un commerciante di Lentini – . Non puoi entrare da me dicendo: o ghiuri o ti bruciamu u locali (o chiudi o ti bruciamo il locale ndr)”.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/caro-carburante-sicilia-forza-nuova-allmpa-lombardo-politica-entra-nella-protesta/184776/">Da Il Fatto quotodiano</a></p>
</div>
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		<title>Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 10:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BARI &#8211; Il corpo di un uomo è stato trovato poco fa nelle acue del lungomare di Bari. Apparterrebbe a Roberto Straccia, il 24enne marchigiano di cui non si hanno notizie dal pomeriggio del 14 dicembre, quando è uscito di casa con pantaloncini e k-way per andare a correre sul lungomare di Pescara dove studia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-36637" title="Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Unknown-1.jpeg" alt="Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara " width="213" height="122" /><img class="alignleft size-medium wp-image-36638" title="Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/IMG_0252-250x187.jpg" alt="Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara IMG 0252 250x187" width="250" height="187" />BARI &#8211; Il corpo di un uomo è stato trovato poco fa nelle acue del lungomare di Bari. Apparterrebbe a Roberto Straccia, il 24enne marchigiano di cui non si hanno notizie dal pomeriggio del 14 dicembre, quando è uscito di casa con pantaloncini e k-way per andare a correre sul lungomare di Pescara dove studia e vive. La notizia è stata diffusa in diretta dal TgNorba 24. Non ci sono ancora conferme ufficiali sull&#8217;identità del cadavere. Si attende il medico legale e i familiari per il riconoscimento.  ’Non ho notizie confortanti’  ha detto Mario, il padre del ragazzo, senza fare ulteriori dichiarazioni.</p>
<div style="padding:5px 0 5px 0; text-align:center; float:center;"><a href="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/plugins/max-banner-ads/max-banner-ads-lib/include/redirect.php?id=5"  rel="nofollow"><img src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/mbp-banner/bannerpubbl_20101024155042.gif" title="Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara " alt="Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara bannerpubbl 20101024155042" /></a><br />&nbsp;<span style="font-size:9px">-<a style="color:#0000ff;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:9px" href="http://www.maxblogpress.com/go.php?offer=niceart&pid=12" target="_blank" onmouseover="self.status='MaxBlogPress.com';return true;" onmouseout="self.status=''">-</a></span>
		&nbsp;</div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.lavocedimanduria.it/wp/cadavere-sul-longomare-a-bari-forse-e-quello-dello-studente-scomparso-a-pescra.html&via=lavocemanduria&text=Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara&related=La Voce di Manduria:L'informazione libera locale&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.lavocedimanduria.it/wp/cadavere-sul-longomare-a-bari-forse-e-quello-dello-studente-scomparso-a-pescra.html&via=lavocemanduria&text=Cadavere sul longomare a Bari forse si tratta dello studente scomparso a Pescara&related=La Voce di Manduria:L'informazione libera locale&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>“Adesso mi incazzo e racconto tutto”, Piscicelli fa tremare Palazzo Chigi</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista esclusiva de Il Fatto Quotidiano al costruttore che rideva dopo il terremoto in Abruzzo e che ora ha deciso di collaborare con la magistratura che indaga sulla cosiddetta cricca. Dice. &#8220;Ho pagato un milione&#8221;. Tra i vari beneficiari anche l&#8217;attuale sottosegretario Carlo Malinconico
Francesco de Vito Piscicelli riassume così al Fatto la molla che lo ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-36594" title="“Adesso mi incazzo e racconto tutto”, Piscicelli fa tremare Palazzo Chigi   " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Immagine-59-250x135.png" alt="“Adesso mi incazzo e racconto tutto”, Piscicelli fa tremare Palazzo Chigi   Immagine 59 250x135" width="250" height="135" />Intervista esclusiva de <strong>Il Fatto Quotidiano</strong> al costruttore che rideva dopo il terremoto in Abruzzo e che ora ha deciso di collaborare con la magistratura che indaga sulla cosiddetta cricca. Dice. &#8220;Ho pagato un milione&#8221;. Tra i vari beneficiari anche l&#8217;attuale sottosegretario Carlo Malinconico</p>
<div id="testoarticolo"><strong>Francesco de Vito Piscicelli</strong> riassume così al Fatto la molla che lo ha spinto a collaborare con la Procura di Roma: “Quelli che andavano in vacanza gratis o che ho pagato sono tutti ai loro posti al ministero e alla presidenza del Consiglio. Io che lavoravo e pagavo per non avere rotture, sono trattato come se fossi il mostro. Mi braccano le troupe di Mediaset perché atterro sulla spiaggia per il vento? Ora mi incazzo e racconto tutto”.</p>
<p>I pm romani hanno fatto il punto con i Carabinieri del Ros. Piscicelli sarà risentito. Gli indagati sono cinque e tra questi ci sono il commissario dei mondiali di nuoto <strong>Claudio Rinaldi</strong> e il magistrato contabile <strong>Antonello Colosimo</strong>. Gli altri tre sono funzionari che hanno avuto un ruolo nel controllare i cantieri dei mondiali del nuoto. Piscicelli ha accetatto di parlare con il Fatto e finalmente fa nomi e cifre: “Ho pagato un milione di euro in contanti complessivamente ai funzionari più tanti favori e incarichi di lavoro. Mi hanno spennato come un pollo, capito? Altro che mostro. E ora mi minacciano anche”.</p>
<p><strong>Piscicelli chi la minaccia?</strong></p>
<p>Ho appena finito una lunga seduta per una denuncia con i carabinieri della caserma di Orbetello. Stamattina (ieri Ndr) sono uscito dal cancello della mia villa all’Argentario e ho trovato ad aspettarmi tre persone, tutte con la pistola che si vedeva sotto il maglione. Mi hanno minacciato pesantemente. È la seconda volta che succede. La prima volta era stato a piazza di Spagna, all’uscita da un ristorante. Ero da solo e anche allora ho denunciato tutto ai magistrati. Quel giorno mi hanno detto: ’stia attento a quello che fa’. Non sembravano delinquenti comuni ma persone di un certo livello. Non vogliono che parli con i pm.</p>
<p><strong>Piscicelli perché all’improvviso ha deciso di colaborare?</strong></p>
<p>A luglio mi sono presentato spontaneamente ai pm perché non sopportavo più questa situazione. Mi trattano come se fossi colpevole di chissà cosa. Solo per una telefonata maledetta nella quale mio cognato dice quella battuta da c…, sui terremotati scusi il termine e io non lo contraddico perché ero stanco nella notte. Ma io non ho mai lavorato a L’Aquila.</p>
<p><strong>A dire il vero gli investigatori sostengono che era proprio lei a parlare. Comunque la sua immagine è rimasta inchiodata a quella telefonata. Ad altri è andata meglio. Carlo Malinconico, che ha fatto le vacanze a spese sue, è sottosegretario</strong></p>
<p>Io non ho nulla contro Malinconico. Non ho mai lavorato con lui ma l’ho conosciuto e lo considero una bella persona. Ma le pare possibile che a mi fanno fuori da tutto, mi mettono in carcere e mi trattano come un mostro mentre lui invece è diventato sottosegretario alla presidenza del consiglio? A me sospendono la licenza di volo solo perché mi chiamo Piscicelli e non certo per l’atterraggio sulla spiaggia in pieno inverno con il vento forte, mentre a lui nessuno dice nulla. Ma si è accorto che ieri non c’era traccia in nessun articolo del nome di Malinconico mentre io, pure se collaboro con la Procura, sono sempre il mostro? Non sarà che c’entra il fatto che lui era presidente della federazione degli editori dei giornali e ora è alla Presidenza del consiglio?</p>
<p><strong>Allora ce la racconti finalmente questa storia delle vacanze di Malinconico a Porto Ercole</strong></p>
<p>Dunque un giorno mi chiama <strong>Angelo Balducci</strong> e mi invita a prendere un aperitivo nel centro di Roma. Io vado e lui mi dice: “Francesco mi devi prenotare due vacanze. La prima a Capri per due amici francesi, che però pagano loro e non ti devi preoccupare di altro che di prenotare. La seconda, invece all’hotel Pellicano di Porto Ercole, l’ospite è <strong>Carlo Malinconico</strong>, però in questo caso ti prego di anticipare tu la somma”.</p>
<p><strong>Piscicelli ma lei è un ingegnere o un agente di viaggio? E poi che vuol dire anticipa tu?</strong></p>
<p>Angelo Balducci era potentissimo allora. Sapeva che conoscevo bene <strong>Roberto Sciò</strong>, il padrone dell’hotel Pellicano e non potevo dire di no. Gli feci solo presente che una camera al Pellicano costa 1500 euro a notte. Così anticipai i soldi e ancora oggi aspetto che Balducci me li restituisca.</p>
<p><strong>I Carabinieri del Ros di Firenze hanno accertato che lei ha pagato 9 mila e 800 euro, come da fattura alla sua società. Ma sostengono che lei avrebbe pagato ancora altre volte. Insomma quell’aperitivo con Balducci quanto le è costato? </strong></p>
<p><strong></strong>Sì è vero, un’altra volta <strong>Diego Anemone</strong> mi chiese di prenotare di nuovo pagando ma non mi sono fatto fregare e ho chiesto a Diego di anticiparmi i soldi. Ho pagato in contanti sì ma con i soldi suoi.</p>
<p><strong>Ha chiesto i soldi indietro a Malinconico o a Balducci?</strong></p>
<p>Ma scherza? Malinconico non mi aveva chiesto nulla. Quanto a Balducci, non è elegante fare una cosa del genere. In certi ambienti non si usa. Certamente speravo che Balducci me li restituisse ma non avrei mai osato chiederli. Mi costituirò parte civile nel processo e me li ridarà.</p>
<p><strong>A chi ha dato i soldi?</strong></p>
<p>Questo lo deve chiedere ai magistrati. Io noto che i funzionari che lavoravano con me sono ancora tutti lì. Per esempio <strong>Paolo Zini</strong> che dirigeva i lavori o il commissario <strong>Claudio Rinaldi</strong>. Un magistrato mi ha chiesto di mettergli a disposizione il mio autista per un anno. Il coordinatore per la sicurezza, <strong>Pierpaolo Gandola</strong>, voleva uno stipendio in nero di 2 mila e 500 euro al mese. Ma l ’ho pagato un mese solo e poi ho detto basta. Poi ho dato un incarico di progettazione spendendo 700 mila euro a un team all’interno del quale c’era il figlio della dottoressa <strong>Natalia Muzzatti, Fabio Frasca,</strong> perché era una funzionaria importante del ministero e mi chiese Angelo Balducci, tramite l’ingegnere Bentivoglio di aiutare il figlio.</p>
<p><em>Dichiarazioni tutte da verificare. Il magistrato contabile Antonello Colosimo che però ieri ha dichiarato “sono completamente estraneo”. Mentre Fabio Frasca replica: “Facevo parte di un team con altri due progettisti e mi occupavo della parte strutturale per tutte le gare a cui ha partecipato Piscicelli per i mondiali di nuoto, il compenso stabilito era di 80 mila euro”.</em></p>
<p>da<em> Il Fatto Quotidiano </em>del 6 gennaio 2012</div>
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		<title>E&#8217; morto don Luigi Verzè del San Raffaele del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 08:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Don Luigi Verze’ e’ morto oggi a Milano, all’eta’ di 91 anni.  Il fondatore del San Raffaele con interessi anche a Taranto è deceduto alle 7.30 circa nell’unità coronarica dell’ospedale San Raffaele.  Don Luigi, si legge in una nota dell’Irccs di via Olgettina, era stato ricoverato durante la notte, intorno alle 2.30, per &#8220;l’aggravarsi della sua situazione cardiaca&#8221;. 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-36386" title="E morto don Luigi Verzè del San Raffaele del Mediterraneo " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/images2-e1325318756820.jpeg" alt="E morto don Luigi Verzè del San Raffaele del Mediterraneo " width="200" height="104" />Don Luigi Verze’ e’ morto oggi a Milano, all’eta’ di 91 anni.  Il fondatore del San Raffaele con interessi anche a Taranto è deceduto alle 7.30 circa nell’unità coronarica dell’ospedale San Raffaele.  Don Luigi, si legge in una nota dell’Irccs di via Olgettina, era stato ricoverato durante la notte, intorno alle 2.30, per &#8220;l’aggravarsi della sua situazione cardiaca&#8221;. </p>
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		<title>E&#8217; morto Giorgio Bocca</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 18:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partigiano, giornalista, scrittore, polemista, Giorgio Bocca è morto oggi pomeriggio nella sua casa di Milano, dopo una breve malattia. Lo ha reso noto in sereta la sua casa editrice, la Feltrinelli. Il grande giornalista e scrittore aveva 91 anni e ha continuato a scrivere e a lavorare fino a pochi giorni fa. Era nato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-36143" title="E morto Giorgio Bocca " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/images.jpg" alt="E morto Giorgio Bocca images" width="217" height="233" />Partigiano, giornalista, scrittore, polemista, Giorgio Bocca è morto oggi pomeriggio nella sua casa di Milano, dopo una breve malattia. Lo ha reso noto in sereta la sua casa editrice, la <a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/feltrinelli.html">Feltrinelli</a>. Il grande giornalista e scrittore aveva 91 anni e ha continuato a scrivere e a lavorare fino a pochi giorni fa. Era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920.</p>
<p>Da giovanissimo fu partigiano antifascista con i gruppi di Giustizia e libertà in Valle d&#8217;Aosta e nel suo Piemonte, dopo la guerra divenne giornalista per professione. Ha raccontato nei suoi articoli e nei suoi libri l&#8217;ultimo mezzo secolo di vita italiana con un piglio particolare al servizio del rigore della narrazione e di una profonda passione civile. Sintesi e chiarezza, unite a un&#8217;innegabile vis polemica, sono state sempre le caratteristiche principali del suo modo di scrivere diventato per molti colleghi un modello.</p>
<div> </div>
<p>Nato a Cuneo il 28 agosto del 1920, Bocca iniziò a scrivere già a metà degli anni &#8217;30, su periodici locali e poi sul settimanale cuneese La Provincia Grande. Durante la guerra si arruolò come allievo ufficiale alpino e dopo l&#8217;armistizio fu tra i fondatori delle formazioni di Giustizia e Libertà. Nel dopoguerra intraprese l&#8217;attività giornalistica per farne la sua professione, la sua vita. Scrisse per il giornale di Giustizia e libertà, poi per la Gazzetta del Popolo, l&#8217;Europeo e il Giorno.</p>
<p>Nel periodo trascorso al quotidiano milanese il Giorno divennero celebri le sue grandi inchieste, i suoi racconti dell&#8217;Italia del boom, vista anche e soprattutto nelle sue sfaccettature meno promettenti, nelle sue zone d&#8217;ombra. Segnalò prima di molti altri giornalisti e analisti i problemi del Mezzogiorno e i punti critici dell&#8217;industrializzazione rapida del paese.</p>
<p>Nel 1976 fu con Eugenio Scalfari e altri tra i fondatori del quotidiano la Repubblica, con cui ha sempre continuato a collaborare. Gli ultimi suoi articoli sono usciti regolarmente sul settimanale l&#8217;Espresso. Al suo attivo, in una carriera sessantennale, anche numerosi libri sui temi più disparati: dall&#8217;attualità politica e dall&#8217;analisi socioeconomica all&#8217;approfondimento storico e storiografico, senza mai dimenticare la sua esperienza partigiana. Tra le opere: Storia dell&#8217;Italia partigiana (1966); Storia dell&#8217;Italia nella guerra fascista (1969); Palmiro Togliatti (1973); La Repubblica di Mussolini (1977); Il terrorismo italiano 1970-78 (1978); Storia della Repubblica italiana &#8211; Dalla caduta del fascismo a oggi (1982); Il provinciale. Settant&#8217;anni di vita italiana (1992); L&#8217;inferno. Profondo sud, male oscuro (1993); Metropolis (1994); Piccolo Cesare (2002, dedicato al fenomeno Berlusconi, libro che segnò il passaggio di Bocca da <a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/mondadori.html">Mondadori</a>, suo editore da oltre dieci anni, a Feltrinelli); Le mie montagne (2006); È la stampa, bellezza (2008). Annus Horribilis, Milano, Feltrinelli (2010). Fratelli Coltelli (1948-2010 L&#8217;Italia che ho Conosciuto), Milano, Feltrinelli (2010).</p>
<p>Fu tra i primi giornalisti ad accorgersi e a raccontare, al suo nascere, il fenomeno della Lega nord e sottolineò e analizzò, sempre tra i primi, il sorgere di un movimento di opinione sensibile alle istanze federaliste e settentrionali in generale.</p>
<p>Nell&#8217;aprile 2008 Bocca ha vinto il premio Ilaria Alpi alla carriera. «Tutti quelli che fanno il giornalismo lo fanno sperando di dire la verità: anche se è difficile, li esorto e li incoraggio a continuare su questa strada». Un testamento ideale &#8211; ricorda l&#8217;Ansa &#8211; quello che Bocca affidò alle nuove generazioni nell&#8217;aprile 2008, ricevendo nella stessa casa di Milano dove oggi si è spento, il premio Ilaria Alpi. Un testamento anche il titolo del libro che uscirà l&#8217;11 gennaio per Feltrinelli, «Grazie no. 7 idee che non dobbiamo più accettare». Insomma &#8211; ricorda sempre l&#8217;Ansa &#8211; Bocca rimane l&#8217;Antitaliano, come si è chiamata la sua celebre rubrica sull&#8217;Espresso, fino all&#8217;ultimo giorno.</p>
<p>Fu anche medaglia d&#8217;argento al valor militare. «I giornalisti della mia generazione &#8211; sottolineò in una delle sue ultime apparizioni in tv, ospite a Le invasioni barbariche su La7 nel novembre 2008 &#8211; erano mossi da un motivo etico: ci eravamo messi tragedie alle spalle, perciò il nostro era un giornalismo abbastanza serio. Oggi la verità non interessa più a nessuno» e «l&#8217;editoria è sempre più al servizio della pubblicità».</p>
<p>Nella vita di Bocca c&#8217;è stato spazio per una breve esperienza televisiva su Canale 5, alla fine degli anni &#8217;80, con &#8220;I protagonisti&#8221;. «Quando andai a lavorare a Canale 5 &#8211; raccontò in un&#8217;intervista &#8211; Scalfari disse &#8216;Giorgio si è innamorato di Berlusconi&#8217;. E in effetti mi piaceva la sua capacità di fare la tv sul piano tecnico e organizzativo. Ma quando si mise a far politica, cambiai idea». E quell&#8217;idea cambiata l&#8217;ha accompagnato nei suoi editoriali fino alla fine.</p>
<p>La sua biografia politica? «Sono uscito dal fascismo, sono entrato nella Resistenza a capo di una divisione partigiana di Giustizia e libertà e poi, pur essendo stato vicino al Psi, non mi sono più iscritto ad alcun partito: non ho più voluto avere uno che decidesse sulla mia testa». Alle elezioni del 2008 non ha più votato: «Mi ha stufato la politica com&#8217;è in Italia». Nel suo libro Annus Horribilis ha scritto: «Che accade nel bel paese? Accade quel che è sempre accaduto: le ideologie passano, la voglia di potere e di privilegi resta».</p>
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		<title>Calcio scommesse, 17 arresti anche tra calciatori</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 06:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle prime ore dell&#8217;alba gli investigatori delle squadre mobili di Cremona, Brescia, Bologna e del Servizio Centrale operativo stanno eseguendo 17 provvedimenti restrittivi nei  confronti di appartenenti a un’organizzazione transnazionale  dedita alla combine di partite di calcio (match fixing),  operante in Italia e in diversi Stati esteri. Gli indagati  devono rispondere dei delitti di associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35896" title="Calcio scommesse, 17 arresti anche tra calciatori " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/SARTOR-150x150.jpg" alt="Calcio scommesse, 17 arresti anche tra calciatori SARTOR 150x150" width="150" height="150" />Dalle prime ore dell&#8217;alba gli investigatori delle squadre mobili di Cremona, Brescia, Bologna e del Servizio Centrale operativo sta</strong>nno eseguendo 17 provvedimenti restrittivi nei  confronti di appartenenti a un’organizzazione transnazionale  dedita alla combine di partite di calcio (match fixing),  operante in Italia e in diversi Stati esteri. Gli indagati  devono rispondere dei delitti di associazione per delinquere  finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Alle indagini  hanno preso parte anche le Squadre Mobili di Venezia, Bari e  Lecce. <strong>Il procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Di Martino, ha diretto l&#8217;inchiesta sul match fixing, per</strong> la quale sono in corso l’esecuzione dei  provvedimenti restrittivi, emessi dal gip di quel Tribunale,  Guido Salvini. L’operazione odierna costituisce la seconda  tranche dell’inchiesta, sempre condotta dalla Procura della  Repubblica di Cremona, conclusasi lo scorso giugno con la  cattura di 16 altri indagati, tra i quali l’ex calciatore  &#8221;Beppe&#8221; Signori e gli altri giocatori di calcio Marco Paoloni,  del Benevento, nonche’ Vincenzo Sommese e Marco Micolucci,  dell’Ascoli. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi  sono compresi giocatori e ex-giocatori italiani, risultati  essere coinvolti nel fenomeno del calcio-scommesse, tra i quali  Carlo Gervasoni (calciatore del Piacenza, allo stato sospeso  dall’attivita’ agonistica), Filippo Carobbio (calciatore dello  Spezia), Alessandro Zamperini (ex calciatore di Serie B e Lega  Pro) e Luigi Sartor (ex noto calciatore di Parma, Vicenza,  Inter e Roma).</p>
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		<title>Chi conosceva i misteri del San Raffaele?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 06:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Ma si sapeva». Ogni volta che cerco di commentare con qualcuno le sconcertanti rivelazioni sul caso don Verzé ricevo sempre la stessa risposta: «Ma si sapeva». Dunque, dagli anni 80 si sapeva che il San Raffaele era pesantemente indebitato. Si sapeva che i vertici dell&#8217;ospedale ricevevano dai fornitori, in contante, una mazzetta compresa tra il 3 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35880" title="Chi conosceva i misteri del San Raffaele?  " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/0LW5O4AN-180x140-150x140.jpg" alt="Chi conosceva i misteri del San Raffaele?  0LW5O4AN 180x140 150x140" width="150" height="140" />«Ma si sapeva». </strong>Ogni volta che cerco di commentare con qualcuno le sconcertanti rivelazioni sul caso don Verzé ricevo sempre la stessa risposta: «Ma si sapeva». Dunque, dagli anni 80 si sapeva che il San Raffaele era pesantemente indebitato. Si sapeva che i vertici dell&#8217;ospedale ricevevano dai fornitori, in contante, una mazzetta compresa tra il 3 e il 5% che il prete imponeva come condizione per lavorare.</p>
<p><strong>Si sapeva che Cal, quel Mario Cal morto suicida</strong> e secondo gli inquirenti il vero dominus dell&#8217;associazione a delinquere, «non faceva nulla di importante che Verzé ignorasse». Si sapeva che c&#8217;era un losco traffico con il Brasile (da un&#8217;inchiesta di Report si è appreso anche che alcuni dirigenti del San Raffaele vi «andavano a ragazzine»). Si sapeva delle spese faraoniche di don Verzé, dal jet privato alla costosissima cupola su cui è issato l&#8217;arcangelo Raffaele, dagli hotel di lusso alle numerose ville. Pare si sapesse tutto.</p>
<p><strong>Già, ma chi sapeva? Probabilmente Silvio Berlusconi</strong>, grande amico e protettore di don Verzé. Probabilmente la Regione Lombardia, che ha sempre ritenuto il San Raffaele l&#8217;ospedale di punta «dell&#8217;eccellente sanità lombarda» e non ha mai avuto problemi nel concedere importanti finanziamenti per la ricerca e per le cure assistenziali. Probabilmente Nichi Vendola che nel 2010 (l&#8217;altro ieri) ha sottoscritto un accordo con don Verzé per la nascita in Puglia della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo. Certamente le banche che hanno coperto il buco economico stimato dalla società di consulenza Deloitte intorno ai 1.476 miliardi. Forse anche la Curia qualcosa sapeva, visto che nel 1973 l&#8217;allora cardinale Giovanni Colombo sospese don Verzé a divinis. Forse anche i professori dell&#8217;università Vita-Salute San Raffaele. Forse anche la Lega: il San Raffaele non si trova nella fiabesca e incontaminata Padania?</p>
<p><strong>Tutti sapevano, tutti erano a conoscenza </strong>dei traffici del prete maneggione. Hanno taciuto. Magari perché la Fondazione Monte Tabor non ha l&#8217;obbligo di pubblicazione dei bilanci. Magari perché il San Raffaele è comunque un ottimo ospedale, pieno di ottimi medici. Magari per convenienza. Abbiamo taciuto perché la missione giustifica i mezzi. Crediamo così di avere la coscienza pulita per il solo fatto di non averla usata.</p>
<p><strong><a href="http://www.corriere.it/politica/11_dicembre_18/san-raffaele-mistero-di-chi-sapeva_5e7561c6-2952-11e1-b27e-96a5b74e19a5.shtml">Aldo Grasso sul Corriere.it</a></strong></p>
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		<title>Pinot di Pinot passa in mano russa. Gancia cede il 70% al colosso della Vodka</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 05:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi lo storico Pinot di Pinot, uno degli spumanti più famosi italiani, non è più tricolore. La F.lli Gancia, che lo produce da decenni, è infatti passata di mano a una delle più importanti imprese russe del settore beverage, la Russian Standard dell’oligarga Roustam Tariko, che nella classifica del mensile americano Forbes del 2009 risultava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35778" title="Pinot di Pinot passa in mano russa. Gancia cede il 70% al colosso della Vodka " src="http://www.lavocedimanduria.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/pinot-interna-150x150.jpg" alt="Pinot di Pinot passa in mano russa. Gancia cede il 70% al colosso della Vodka pinot interna 150x150" width="150" height="150" />Da oggi lo storico Pinot di Pinot, uno degli spumanti più famosi italiani, non è più tricolore. La F.lli Gancia, che lo produce da decenni, è infatti passata di mano a una delle più importanti imprese russe del settore beverage, la Russian Standard dell’oligarga <strong>Roustam Tariko</strong>, che nella classifica del mensile americano Forbes del 2009 risultava al 647esimo posto tra i gli uomini più ricchi al mondo con un patrimonio stimato in 1,1 miliardi di dollari.</p>
<p>La società russa, una conglomerata presente anche nel settore bancario e assicurativo oltre che in quello di produzione della vokda, ha acquisito il 70 per cento della società piemontese con sede a Canelli (Asti) per una cifra che non è stata resa nota neanche nella conferenza stampa di presentazione dell’operazione. L’altroieri un rumor di provenienza del quotidiano economico russo Kommersant, nell’anticipare la possibile compravendita, aveva indicato in 150 milioni di euro il valore dell’operazione, ma la cifra è stata categoricamente smentita dagli interessati.</p>
<p>Secondo Roustam Tariko, già noto alle vicende italiane per aver acquistato nel 2004 a Portorotondo villa Minerva da <strong>Veronica Lario</strong> (si dice che abbia sborsato 15 milioni), “il nostro è un investimento strategico di lungo periodo che ci garantirà l’opportunità unica di diventare una delle società dominanti nel settore beverage a livello mondiale. Abbiamo le dimensioni, le infrastrutture, l’esperienza e le risorse finanziarie tali da trasformare Gancia nel marchio leader sia in Russia che a livello globale”. E inoltre: “Gancia e Canelli sono tra i migliori ambasciatori del Made in Italy nel mondo. L’italian style, l’heritage della casa e la specificità del territorio sono assets insostituibili a livello internazionale”.</p>
<p>Questo spiega probabilmente il motivo per il quale il 30 per cento della società è rimasto ai Vallarino Gancia, che mantengono anche due posti nel nuovo consiglio d‘amministrazione e che si faranno garanti dell’italianità del marchio. Gancia, che produce circa 25 milioni di bottiglie lavorando l’uva di 2000 ettari di terra (solo 30 però quelli di proprietà) negli ultimi anni aveva avuto problemi di bilancio piuttosto evidenti e probabilmente il perdurare di una situazione non semplice ha convinto la famiglia proprietaria delle cantine dal 1850 a farsi da parte.</p>
<p>Nel 2010, ultimo bilancio depositato, il fatturato era infatti sceso a 60,5 milioni di euro circa, con un calo del 14,5 per cento generando una perdita netta di 6,4 milioni (7,8 milioni di perdita anche nel 2009) e con l’indebitamento netto salito a 36 milioni circa. Il passaggio di mano è stato favorito da Unicredit e proprio in conferenza stampa Tariko – investe anche di banchiere – ha detto che: “Le banche italiane sono oggi molto sottovalutate, sono quotate tra il 15 e il 20% del loro valore reale, non mi dispiacerebbe dunque investire in una banca italiana” non confermando però l’interesse proprio per il gruppo di Piazza Cordusio alle prese con il maxi aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro votato oggi dall’assemblea straordinaria riunitasi a Roma. Il passaggio di mano di Gancia arriva solo pochi mesi dopo quello di un’altra storica casa vinicola italiana, la toscana Ruffino, che è stata ceduta interamente agli statunitensi di Constellation brands per 50 milioni di euro.</p>
<p><strong>di Aldo Galeone su Il Fatto Quotidiano</strong></p>
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