Avetrana pronta alla battaglia contro il depuratore con scarico a Specchiarica
Bartolo Punzi
«Se il progetto del depuratore dovesse passare così com’è, rappresenterebbe un serio problema di ordine pubblico». Il consigliere provinciale del Pd, Bartolo Punzi, lo ha detto senza mezzi termini, sabato scorso, al prefetto di Taranto e all’assessore regionale ai Lavori pubblici, Amati, nell’incontro in prefettura con i sindaci del territorio e i tecnici dell’Acquedotto pugliese. Chiamati per discutere la vicenda del depuratore consortile Sava-Manduria, il cui sbocco di scarico in mare è previsto in località Specchiarica, località marina in territorio di Manduria ma molto più vicina a quello di Avetrana, i rappresentanti istituzionali si sono lasciati senza raggiungere nessun accordo. Le posizioni sono rimaste tali: amministrazioni di Manduria (era presente il commissario prefettizio), Avetrana e Maruggio e Provincia di Taranto contrari al progetto; Regione Puglia, Acquedotto e comune di Sava, invece, favorevoli. L’assessore regionale Amati è stato esplicito in merito: «I piani esistono già e seguiranno quell’iter». Unica concessione offerta dall’esponente della giunta Vendola è stata quella di una miglioria futura del sistema di depurazione che dalla tabella prima, come previsto, potrà passare alla quarta. Ulteriori modifiche del progetto, concordate con i tecnici dell’Aqp, riguardano accorgimenti tecnici come barriere per proteggere e delimitare ancora di più la condotta nel punto in cui si deve sommergere dalla riva. Ma su un punto la regione è stata ferma: «Lo sbocco sarà quello di Specchiarica». Qui ha preso la parola il consigliere Punzi che è anche presidente della commissione Ambiente della Provincia. «Ci batteremo con tutte le nostre forze perché quel tratto di mare resti libero», ha detto Punzi avvertendo: «Stiamo parlando di un’area di pregio ambientale che confina con la zona protetta del parco e con una località turisticamente importante per l’economia di Avetrana che, tra l’altro, non ha uno sbocco a mare. Vi avverto – ha poi esordito l’avetranese Punzi -, che i mie concittadini sono persone quiete ma quando si ribellano sono capaci di tutto». (In effetti una dimostrazione l‘hanno ben data negli anni Settanta quando con una sommossa di popolo hanno contribuito a scongiurare la nascita di una centrale nucleare al confine tra Avetrana e Manduria). «Non vogliamo sembrare disfattisti – ha insistito Punzi -, ma è possibile mai che con diciotto chilometri di costa si debba rovinare proprio quella più sensibile dal punto di vista ambientale? E poi, badate bene – ha concluso Punzi giocandosi un’altra carta –, la Provincia non autorizzerà mai lo scarico in quella zona». La Regione Puglia, da parte sua, ha già deciso che non ci saranno modifiche . L’unica speranza, per chi è contrario al progetto, è la decisione del Tar di Lecce che nei prossimi giorni si deve esprimere sul ricorso presentato dal Comune di Manduria.
N.D.






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qui non si tratta di essere disfattisti, si tratta semplicemente difendere il nostro territorio gia’ ampiamente martoriato, e le conseguenze le stiamo gia’ pagando, bambini gia’ nascono con problemi alla tiroide, la prv. di taranto ha la piu’ alta percentuale d’europa di malattie oncologiche. Come io ringrazio i miei genitori per essersi opposti negli anni settanta alla costruzione di una centrale nucleare sul nostro territorio,mi piace pensare che un domani tutti quelli della mia eta’ siano ringraziati dalle future generazioni.